Joe's pov
11 Febbraio
Sono al brunch dei Pre-Grammy, insieme a JinJoo, Cole e Jack. E a noi si sono appena uniti Demi e Nick.
Potrebbe essere una premiazione come le altre, ma non è affatto così. Demi è stata candidata, è il sogno della sua vita essere candidata ai Grammy e per quanto dica che le basta essere tra le nomination, so che, in realtà, punta alla vittoria. Eppure sembra così, quasi rassegnata. Ma in modo positivo, sta scherzando e ridendo con tutti, se non la conoscessi quanto la conosco, probabilmente le crederei. So che è preoccupata. "Joseph, facciamoci una foto!", mi prende per mano e con la grande forza di quel piccolo e basso corpicino, mi avvicina a lei per fare un selfie con me. Poi me lo fa vedere. "Siamo bellissimi, non trovi?", dice distrattamente, postando la foto, mentre io, probabilmente osservandola per troppo, esordisco dicendo "Già, siamo perfetti.". Lei si gira verso di me e mi sorride, dio, quanto vorrei quel sorriso fosse un sorriso speciale, dedicato unicamente a me. E non anche...all'altro. Tra loro non ci sarà mai quello che c'è tra di noi, ma ho visto come la rende felice, e gliene sono grato. Se non posso io, sono felice che sia lui a farlo, è un bravo ragazzo. La loro relazione avrà vita breve però, mi dispiace, per lui.Passiamo tutta la giornata tra un drink e l'altro, (per Demi solo analcolici), uno stuzzichino e qualche risata, fin quando, verso le sei di sera, la festa comincia a finire. D'altronde domani ce ne sarà un'altra, quindi non è un bene sprecare tutte le energie ad un brunch.
Così cominciano ad andarsene tutti, e restiamo solo io e Demi, seduti su un divanetto bianco, mentre persone dello staff si affrettano ad ordinare i resti della festa. "No, Joe! Tanto vincerà Adele, lo ha detto persino mamma!", sta ridendo, mentre lo dice, potrei crederle... "Ma tu sei più brava di lei." "Sei di parte, Joseph. Lo dici solo perchè mi ami, ma sappiamo benissimo che Adele è brava tanto quanto me, se non di più. Ha fatto più carriera, e merita il premio più di me". Ha probabilmente detto il tutto con tranqullità, ma io mi sono soffermato sulla seconda frase detta. perchè mi ami. Improvvisamente, quella piccola parte di me che si sentiva uno stupido a dare per scontata questa storia, svanisce del tutto. "Cosa hai detto...?" cerco di smorzare un sorriso, lei fa finta di non capire, cominciando ad essere persino a disagio. "Ho detto che Adele è molto brava.", accenno una risata, e mi avvicino a lei, sussurrando "Sappiamo che non mi riferivo a quello.". Poi faccio una cosa sbagliata. So che non avrei dovuto, ma ne sento il bisogno, e, a dirla tutta, non mi sembra per niente sbagliato, mentre lo faccio, ma mi sembra la cosa più naturale da fare. La bacio. E a mia sorpresa, lei non si allontana protestando sul fatto che sia fidanzata, e su quanto sia sbagliato, ma ricambia. "C'è un hotel qui vicino..." sussurra, appena le nostre labbra si allontanano. Sgrano gli occhi leggermente, ma non esito neanche un secondo ad afferrare il concetto. La prendo in braccio a mo' di sposa, facendola ridere, e smorzando quindi quel senso di "sbagliato" che poteva essersi creato. Noi non saremo mai sbagliati. Possiamo essere instabili, impulsivi, e mai al momento giusto, ma non saremo mai sbagliati. La porto nell'hotel,che si trova proprio accanto al grande cortile in cui ci trovavamo. E, pochi istanti dopo ci troviamo in camera da letto, la più costosa che avessero, con vista sul mare.~~~~~~~~~
I nostri vestiti sono in qualche punto incerto della stanza,e i nostri corpi nudi sono coperti dal lenzuolo, diversamente da come avrei pensato, Demi non sembra pentita.
Ma ok, come potrebbe? Poggia la testa sul mio petto e sospira, allungando la mano verso la mia per stringerla, e comincia a giocare come una bambina con le nostre dita.
Poi, eccola che torna nel mondo degli adulti.
"Lui...loro, non se lo meritavano.".
"Allora faremo in modo che non lo sappiano.", noto l'espressione contrariata sul suo viso. "Se tu fossi al loro posto...". Accenno una risata, che altera leggermente Demi, riesco a capirlo dalla rughetta che le appare sulla fronte, sebbene non riesca a vederla in viso dato che è ancora poggiata a me. "Perchè ridi, adesso?".
"Perchè ancora non hai capito che noi siamo inevitabili.". Segue un breve momento di silenzio, che prendo come una sorta di consapevolezza. "Vorrei poterne parlare con Nick. È il mio migliore amico, e anche se non avrà nulla di carino da dire a riguardo..."
"Parlargli di cosa?", ho perfettamente capito cosa vuole dire, ma non voglio ne parli con Nick. Non voglio nessuna ramanzina, o che si metta tra di noi per farci fare la cosa giusta, non sarebbe la prima volta. "È tuo fratello,Joseph."
"Appunto." Lei sospira, e io qualche istante dopo, cambia argomento, usando un tono malinconio. "Era tutto così semplice prima, quando eravamo piccoli. Vorrei poter tornare a quelle sensazioni. Nulla poteva allontanarci...lo ricordi Joe, quanto era bello stare sul set insieme e fare finta di non avere una cotta l'uno per l'altra? Era tutto così..." "...Semplice". Finisco la frase al suo posto, e lei si gira velocemente verso di me, poggiando il mento sul mio petto e guardandomi con gli occhioni spalancati, facendo sbattere le palpebre dolcemente. "Dovremmo fare Camp Rock 3." Fa un ampio sorriso, ma io scoppio sarcastimente a ridere. "Tornare sotto le grinfie della Disney e recitare nel ruolo di due ragazzini per la terza volta? Non ci tengo molto." lei mette il broncio, poi sembra illuminarsi.
"Ma no, una versione R-Rated. Per adulti..."
"Così potrebbe proprio piacermi." faccio un sorriso sghembo, e le bacio la fronte, stringendola a me con un braccio. "Ora dovrei proprio andare, domani...ai Grammy, sai...devo riposare."
"Stai tranquilla...se non vincerai, spaccherai lo stesso con la performance. Tu vali. Lo capiranno tutti prima o poi.". Lei sorride dolcemente e mi bacia, per poi pochi minuti dopo, lasciarmi da solo nella stanza di quell'hotel. Prima o poi, potremo uscire insieme da qualsiasi posto, senza la paura di dover essere beccati. Prima o poi, con la tempistica giusta, le cose funzioneranno, e non solo per una notte.
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What time can't fix.
RomanceUna leggenda popolare giapponese, narra che ogni uomo e ogni donna viene al mondo con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra; questo filo unisce indissolubilmente due anime gemelle, due amanti, due persone destinate a vivere insieme, no...