– Dai, dimmelo...
Ma in fondo certe cose è bello anche dirle.
– A noi... E che a casa ho uno scatolone da svuotare ed un quadro da appendere.
L'espressione di Mario si fa sorpresa, lo scruta con gli occhi sgranati mentre muto pone una domanda: «A noi? Cioè?» recita il suo labiale. Claudio non sa cosa aggiungere, non sa come spiegare a parole i pensieri che gli stanno ronzando in testa, non crede nemmeno sia il caso in quel momento dare loro voce. Quindi alza le spalle, per farle subito ricadere senza mai distogliere lo sguardo...
– E che scatoloni? – si sente poi chiedere da una voce curiosa, ed un nuovo sorriso gli illumina il volto, così ampio che gli occhi diventano fessure e il naso si arriccia. Sposta la mano ancora tra i capelli di Mario dietro la sua nuca e lo avvicina a di sé, fronte a fronte, occhi negli occhi.
– Sorpresa... – e non aggiunge altro.
Mario è ancora più confuso, glielo può leggere in volto, ma non può fare a meno di sorridere a sua volta, gli occhi neri che si fanno lucidi. Claudio sente le sue mani appoggiarsi sui fianchi e stringere dolcemente per avvicinarlo...
Al rumore di una porta che viene aperta scattando entrambi, allontanandosi istintivamente. Guardano preoccupati verso l'edificio, ma fanno in tempo soltanto a vederla richiudersi, senza che nessuno ne sia uscito.
– Chi era? – chiede Claudio allarmato, continuando a fissare la porta senza voltarsi.
– Ti fidi di me? – alle sue spalle la voce di Mario è tremante, ma il suo tono deciso.
– Cosa? – gli risponde sottovoce senza riflettere, confuso da quella richiesta. E quando si volta per guardarlo nota la sua mano tesa, pronta per essere afferrata.
– Ti fidi di me?
Mentre la sua mente produce una miriade di pensieri, il suo cuore deve aver già deciso, perché sente se stesso rispondere con un «Sì» che non ha parvenza di incertezza. E afferra la sua mano.
Si sente trascinare verso un lato dell'edificio che le alte chiome degli alberi proteggono dall'invadente luce dei lampioni, mentre nuovamente la porta viene aperta e questa volta sentono voci di persone. Lo segue fino a svoltare l'angolo, poi la sua corsa si interrompe bruscamente, petto contro schiena.
– Ehi! – sussurra.
Mario si gira per guardarlo e gli risponde con un «Shh», il dito davanti alla bocca a coprire un sorriso divertito da bimbo, gli occhi che gli brillano. Fa cenno con la testa verso l'uscita, e controvoglia entrambi si girano per cercare di sondare la situazione, pur rimanendo nell'ombra.
– Ma non l'avevi visto uscire di qua? Non c'è nessuno...
– Boh, a me pareva di sì. Sarà rientrato e non lo abbiamo visto, c'è un tale casino!
Sono Clarissa e Federico, che a quanto pare stanno cercando lui. E fortunatamente solo lui. Claudio vorrebbe continuare ad ascoltare la conversazione per capire se si sono accorti di qualcosa, ma ora fatica a percepire altro che non sia il calore del corpo di Mario che gli si sta avvicinando alle spalle, il suo respiro sul suo collo, rapido, regolare, ritmico, che gli solletica la nuca e gli fa scendere un brivido lungo la schiena. Quando sente la sua stretta sul fianco, con una mano è costretto ad appoggiarsi al muro per essere certo di non perdere l'equilibrio. La sua concentrazione è talmente lontana dalla coppia a due passi da loro, che potrebbero appena aver detto di averli colti in flagrante e lui non se ne sarebbe nemmeno accorto.
Ad un certo punto la porta si chiude con un colpo secco, e la sua mente torna alla realtà, al giardino nuovamente vuoto.
– Andati? – una sola parola, che si infrange calda contro il suo collo.
Ha a malapena la presenza di spirito di annuire con il capo. Poi accade in un istante: la mano sul suo fianco stringe più forte, poi con decisione lo fa girare su se stesso finché non si trovano nuovamente occhi negli occhi, vicini, pericolosamente vicini. Entrambi sono costretti a cercare un sostengo nella parete accanto: Claudio si adagia con la spalla, Mario vi poggia la mano destra in un punto appena sopra, mentre con il pollice gli sfiora leggermente il colletto della camicia per stuzzicarlo. Passano così secondi, o forse minuti, immobili a studiarsi, a scrutare ogni piccolo particolare nel volto dell'altro.
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Attraverso lo specchio
FanfictionIl gruppo dell'agenzia The One Celebrity sta trascorrendo una settimana in Puglia per partecipare ad un contest di MTV. Una sera, durante una cena in Salento iniziata nel peggiore dei modi, Claudio e Mario si riscoprono tramite gli sguardi, attraver...
