22 ~ Partenza

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Era ormai giunto il tempo di partire e Ardith era pronta più che mai ad affrontare ciò che il destino aveva in serbo per lei.
I tre giorni dopo l'ultimo addestramento con Sophos, infatti, erano stati dedicati alla preparazione di ciò che l'elfa avrebbe portato con sé durante il lungo viaggio verso Dumanfios.

Per prima cosa, la giovane aveva completamente riordinato la propria quercia in modo tale da ritrovare tutto al proprio posto quando sarebbe tornata a casa. Con l'aiuto di alcune frasche aveva spazzato il suolo all'interno del grosso albero per togliere tutte le foglie e i rametti che si erano accumulati nei giorni precedenti. Aveva poi messo tutti i vestiti ben piegati all'interno di una cassa in legno perché non si rovinassero.

Insieme ad Euthalia, inoltre​, aveva acquistato alcuni oggetti utili in giro per il mercato di Akraholt, approfittando del fatto che i mercanti girovaghi fossero lì proprio in quei giorni.
Un conciaio di Urichos, un orco dal volto sfregiato, le aveva venduto per trenta curuk alcune pelli di yak delle montagne estremamente resistenti.
In una bancarella lì vicino la ragazza aveva poi comprato da una vecchia elfa di Akraholt un filato di crine di cavallo, uno dei filati più difficili da rovinare presenti sul mercato.

Infine, un'altra bancarella aveva colpito l'attenzione delle due giovani. Un elfo piuttosto silenzioso stava trafficando con alcune cianfrusaglie che si trovavano sul suo bancone e un oggetto in particolare aveva spinto Euthalia a far voltare l'amica verso quella bancarella.
Si trattava probabilmente di un manufatto unico nel suo genere.

Avvicinandosi, le due avevano osservato un piccolo oggetto in osso che, ogni volta che veniva lanciato in aria dal mercante,  ruotava su se stesso  per poi fermarsi a mezz'aria a indicare sempre la stessa direzione con la sua punta più sottile. La sua forma ricordava vagamente quella di un ago da lana.

L'elfo aveva detto  loro che era stato intagliato da Oddur, uno dei primi re di Pankaos, che, dovendo mandare il figlio Hringur ad affrontare un lungo viaggio per mare, voleva che il principe ritornasse a casa sano e salvo. Per questo motivo, con l'aiuto di alcuni grandi stregoni dell'epoca, aveva legato con un incantesimo la Pietra Celeste a quell'oggetto e aveva poi posto la roccia all'interno di una stanza segreta della Torre degli Antichi, una monumentale costruzione non molto lontana da Pankaos. In questo modo, ovunque Hringur si fosse trovato, avrebbe conosciuto la rotta per ritornare a casa perché l'ago puntava sempre in direzione della Pietra Celeste.

La storia aveva molto colpito Ardith, per cui aveva deciso di acquistare l'ago incantato, poiché pensava che le sarebbe potuto tornare utile prima o poi. Se l'era cavata a buon prezzo e, inoltre, il mercante le aveva regalato una mappa molto dettagliata del Continente.

Terminato il giro tra le numerose e colorate bancarelle che vendevano merci di tutti i tipi, dalle verdure delle altre regioni ai tappeti tipici delle isole vicine, le due ragazze erano tornate alle rispettive abitazioni, ripromettendosi di vedersi per gli ultimi saluti prima della partenza.

Arrivata a casa, Ardith si era messa subito all'opera e in poche ore era riuscita a confezionarsi una capiente sacca per il viaggio utilizzando le pelli e il filato che aveva comprato al mercato. Il rudimentale bagaglio aveva due spallacci resistenti​ e lo schienale era rinforzato da stecche di legno, mentre all'interno erano state create alcune comode tasche.

Infine, per chiudere l'imboccatura del sacco, Ardith aveva cucito, lungo un lato, un altro pezzo di pelle che poteva essere sollevato a piacimento.
A completare l'opera, ai lati del sacco l'elfa aveva inserito delle cinghie per agganciare la faretra da una parte e l'arco dall'altra.

All'interno della sacca aveva quindi infilato tutto il necessario: vestiti comodi, biancheria, calzature di ricambio, fiaschetta d'acqua, erbe medicinali, provviste e qualche corda. In più aveva aggiunto anche l'ago acquistato al mercato, la mappa di Akraholt, un piccolo quadernino in pergamena e un sacchetto con parecchi curuk, perché lungo la strada avrebbe potuto avere bisogno di denaro.

Dopo aver dato un'ultima occhiata alla quercia, si era diretta quindi a casa di Sophos, dove egli  la attendeva assieme a Euthalia e Zahir.

Quando Ardith arrivò alla capanna del Grande Saggio, la sua amica dai capelli dorati le corse incontro per abbracciarla. Un leggero venticello scompigliava la folta chioma castana di Ardith, gettandole sul volto ciocche di capelli che lei tentava di scostare con la mano.
Zahir guardò con simpatia in direzione delle due ragazze e salutò con un cenno della mano l'elfa che era appena arrivata.

«Sei pronta Ardith?» chiese la dolce Euthalia, sciogliendo l'abbraccio «Sicura di aver preso tutto?».
«Stai tranquilla, ho tutto» rispose l'altra, sistemandosi con cura la canotta rossa che si era sollevata leggermente «O almeno credo».
A quel punto intervenne il vecchio Sophos, che le porse l'amuleto «In realtà hai dimenticato questo: non toglierlo mai, devi abituarti ad averlo sempre con te».
Ardith allungò una mano e prese il talismano, per poi legarlo al collo. Appena la pietra toccò la pelle della Prescelta  si illuminò per un breve istante, poi  ritornò al suo stato normale.

L'elfa alzò lo sguardo e incrociò quello di Zahir. Il ragazzo dalla pelle olivastra e dai capelli scuri le sorrise dolcemente, quasi a incoraggiarla.
L'elfo allungò una mano per stringere quella di Ardith e disse semplicemente «Buona fortuna!».
La giovane ricambiò la stretta di mano e ringraziò l'altro.

«Prima che tu parta, però, volevo darti una cosa» riprese Sophos «Non scappare, aspetta un attimo».
Detto ciò, l'anziano si fiondò all'interno della capanna e dopo una ventina di secondi uscì reggendo un pezzo di stoffa ben piegato.
«Questo mantello apparteneva a tuo padre Bôr» disse il saggio elfo «Puoi usarlo per ripararti dal vento o anche dalla pioggia. Ti sarà molto utile».
Ardith ringraziò il nonno, prese il mantello e lo infilò con cura all'interno della sacca.

«Bene, è meglio se parto subito» disse lei, osservando il cielo illuminato dal sole di mezzogiorno  «Vorrei arrivare a Laort fra due giorni, se possibile».
«Ho già avvertito Dynames del tuo arrivo, il falco che gli ho mandato dovrebbe essere già arrivato» continuò Sophos, sorridendo «Ti aspetta fra dieci giorni a casa sua, quindi appena arriverai a Dumanfios chiedi di lui e qualcuno saprà indicarti la sua abitazione»
«Certo nonno, vedrò di non perdermi per le strade di Dumanfios» rispose Ardith ridendo e abbracciando il saggio elfo «Ci vediamo fra un mese. O anche più»

La ragazza si accomiatò quindi dal gruppetto e partì verso nord in direzione di Laort. Aveva concordato con Sophos che il percorso migliore  sarebbe stato passare per Laort, poi attraversare le montagne e infine arrivare a Dumanfios, nelle Terre degli Orchi. La deviazione a Laort era necessaria poiché lì, l'unica grande città della zona oltre ad Akraholt,  Ardith avrebbe dovuto rifornirsi per bene di provviste e acqua prima di affrontare le brulle montagne.

Dopo poco tempo l'elfa decise di uscire dalla Foresta Alta e proseguire costeggiando la fitta boscaglia. Continuò per qualche ora lungo il suo percorso, gettando di tanto in tanto occhiate alla cartina per non imboccare i sentieri sbagliati.

Ardith respirava a pieni polmoni l'aria pura della Valle degli Elfi e ogni tanto si fermava ad ammirare il paesaggio incontaminato che si presentava tutto intorno a lei. Le montagne che distavano qualche giorno di cammino da lei si stagliavano imponenti alla sua sinistra e risaltavano nette sul cielo limpido di quella splendida giornata. Il fiume Rag, che sgorgava limpido dalle montagne e nel mezzo della Valle si divideva in tre rami, brillava in lontananza, creando tremuli giochi di luce sulla superficie dell'acqua. 

Di tanto in tanto Ardith si fermava a sedere e riprendere le forze, sbocconcellando un pezzo di pane e bevendo acqua.
Ma subito ripartiva e a passo svelto si avvicinava sempre di più a Laort.

Quando il cielo si stava ormai preparando per il tramonto, l'elfa decise di accamparsi per la notte. Si addentrò per qualche passo nella foresta e appoggiò a terra tutti i suoi averi, sedendosi poi  contro il tronco di un albero a osservare la luce che pian piano stava cambiando colore.


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Ciao a tutti!
Finalmente Ardith è partita e nel giro di dieci giorni, secondo le sue previsioni, arriverà a Dumanfios. Dobbiamo solo aspettare XD

Che ne pensate del capitolo? Ovviamente fatemelo sapere nei commenti, perché la cosa che mi piace di più è rispondere a voi :)

Al prossimo capitolo!

P.S. Spero di trovare una qualche regolarità nella pubblicazione. Il mio obiettivo è un capitolo a settimana... speriamo!

Ardith e il segreto degli Antichi  Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora