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"Mi dispiace un po', sai? Che sei venuto a Roma per il weekend, ma praticamente non siamo usciti da qui."
Si infila la giacca di pelle sopra la camicia larga fiorata e si sistema un po' il ciuffo davanti allo specchio.
"Non... mi importa. Sono venuto per te." Ethan inghiotte a fatica e stringe le labbra. Sta diventando progressivamente nervoso ora che si sta avvicinando l'orario per uscire.
Thomas sorride, si volta verso di lui e gli sistema i capelli su una spalla, ha insistito che Ethan li lasciasse liberi dall'elastico e lui l'ha ascoltato. "Mi piaci tantissimo così."
Ethan sospira e gli stringe la vita, avvicinandolo a sé e posando le labbra sulle sue. Ora che hanno cominciato a baciarsi risulta difficile a entrambi non farlo. Anche se... "Dobbiamo andare. Ci tocca prendere il treno per Monteverde. Vedrai che Damiano e Vic ti piaceranno. Sono un po' casinisti, lo sai, ma sono buoni. Penso ci sarà anche qualche altro loro amico, non so, ci beviamo una cosa, e stiamo un po' insieme."
Ethan serra le labbra e annuisce. Sembra teso, preoccupato per qualcosa, Thomas non riesce a capire, è solo un'uscita, no? Un paio d'ore e poi a casa, niente di che. "Tutto bene?" Gli stringe il viso costringendolo a guardarlo, il moro annuisce di nuovo, in silenzio.
Fa scivolare le braccia lungo il suo petto fino alle spalle, lo abbraccia stretto, spingendo il mento sulla linea del suo collo. Ethan è rigido, le sue mani continuano a stringerlo sulla vita, ma non del tutto.
"Ethan... - il suo è un sussurro, si sente arrossire, ma il cuore gli batte più forte e lui non ha mai imparato a nascondere i suoi sentimenti, quindi perché farlo ora? - mi piaci tantissimo. Sei perfetto per me. Perfetto."
Ethan sospira contro il suo collo. Lo stringe più forte e gli lascia un bacio sotto la mascella che gli mette i brividi. Rimangono un po' così, Thomas rannicchiato contro Ethan, a stringersi nel bel mezzo della camera senza un motivo apparente, ma va bene.
Va bene così.
"Andiamo..." Non vorrebbe sciogliere l'abbraccio, ma deve. Non possono perdere il treno e poi... è anche contento. Finalmente può presentare Ethan ai suoi amici. Ethan che è così bello e prezioso... Lo stringe un'ultima volta e poi si scosta piano da lui.
Il moro gli afferra la mano prima che scivoli via dalla sua presa e se la porta alle labbra, in un gesto così simile a quello della sera prima, ma è più intenso in qualche modo, gli bacia le nocche guardandolo serio. Sembra anche questo un grazie non detto, eppure stavolta Thomas non ha fatto niente. È solo stato terribilmente onesto. "Non mi lasciare stasera, Ethan. Voglio sentirti sempre vicino."