3.

145 13 2
                                        

Dopo esser riuscito finalmente a trovare il grande ufficio del Signor Park, l'agente sotto copertura bussò per poi entrare.

Jungkook non avendo guardato il fascicolo non sapeva che aspetto avesse quel famoso Park Jimin, ma un'idea vaga se l'era fatta. Solo che lui non si aspettava una visione del genere. Era un giovane ragazzo dai capelli biondi, che facevano risaltate le sue labbra rosse ed i suoi occhi dal taglio fine. Jungkook ne rimase ipnotizzato, ma dopo qualche secondo si dovette risvegliare dopo essersi accorto che anche il ragazzo di fronte a lui lo stava guardando attentamente.

<<Tu chi saresti?>> chiese il ragazzo seduto alla scrivania che lo esaminava dalla testa ai piedi.

<<Sono Jeon Jungkook>> disse il ragazzo un po' sorpreso dalla domanda.

<<Oh Santo cielo scusami tantissimo>> fece Park mentre si alzava e stringeva la mano al suo segretario.

<<Accomodati! E mi scuso ancora, ma non ti avevo immaginato così... eppure mi avevano anche avvisato dalla reception che stavi arrivando>> continuò lui un po' imbarazzato dalla situazione in cui si era cacciato.

<<Ma mi scusi, non le hanno dato il mio curriculum?>> chiese Jungkook sempre più sconcertato.

<<Sì certo, ma non ho voluto vedere la foto. Sai Jungkook io amo sorprendermi quando incontro le persone, ed in genere riesco sempre a farmi un'idea dell'aspetto fisico abbastanza corretta. Ma tu Kookie hai superato ogni mia aspettativa>> spiegò il ragazzo mentre continuava a mordersi il labbro inferiore.

Jungkook divenne leggermente paonazzo, perchè preso alla sprovvista dato che solo sua madre lo chiamava così, e questo Jimin lo notò per questo gli sorrise vedendolo così.

"Ma che mi prende? Ripigliati Jungkook devi concentrarti, non farti prendere da stupide infatuazioni... NO!" pensò Jungkook in preda a pensieri che non dovevano neppure sfiorare la sua mente in quel momento. Doveva concentrarsi sulla missione.

<<Perciò cosa dovrò fare oggi?>> chiese Jungkook per spezzare il silenzio imbarazzante che si era creato.

<<In realtà non molto, però dovrai essere la mia ombra per capire come funzionano le cose qui>> fece Park mentre incrociava le dita e guardava negli occhi il ragazzo di fronte a lui, che gli teneva testa senza problemi. Molto probabilmente, se non fosse stato per il lavoro, sarebbero rimasti lì a fissarsi tutto il giorno.

Qualche minuto dopo il Direttore uscì dall'ufficio seguito dal suo segretario, il quale durante il giro dell'azienda ricevette diverse occhiate. Alcune persone sembravano particolarmente interessati alla coppia, tanto che rimanevano a fissarli e iniziavano a parlottare. A Jungkook venne in mente quello che Namjoon gli aveva detto qualche minuto prima, e si rese conto che quelle persone facevano sul serio. Però una persona in particolare aveva turbato l'agente sotto copertura. Era un uomo dall'aspetto giovane, con dei capelli color menta e due occhi che quando ti incrocivano sembrava che l'unico loro scopo era di tagliarti e metteri a disagio. Jungkook non capiva per quale motivo quell'uomo lo stesse guardando con tale disprezzo, ma era intento a scoprirlo.

Era sotto l'acqua calda e l'unica cosa a cui riusciva a pensare era Park Jimin, e non capiva il perchè. Il piccolo Jungkook era rimasto ipnotizzato dalla risata di Jimin e dai suoi occhietti meravigliosi. Si chiedeva come quel ragazzo potesse essere così carino e coccoloso, ma allo stesso tempo avere lo sex appeal di una porno star. A quei pensieri il ragazzo prese a testate il muro del bagno, cercando di reprimere i suoi istinti primordiali che purtroppo stavano prendendo il sopravvento.

Uscì dalla doccia e si mise dei vestiti comodi. Non poteva più aspettare, doveva sapere il più possibile su quell'uomo tanto misterioso, ma sfortunatamente sul fascicolo non c'era niente di diverso che non sapesse già. Rassegnato, Jungkook su buttò sul letto sbuffando.

<<Ok che è la mia prima missione, ma potevano anche evitare di lasciarmi carta bianca>> disse fra sè e sè il ragazzo frustrato. Non gli andava di fare tante domande, perchè persone del genere le cosiderava moleste in qualche modo. Però non aveva molta scelta.

Si sistemò sotto le coperte continuando a pensare alla giornata trascorsa nell'azienda della famiglia Park. Non era successo niente di particolare (salvo il ragazzo ambiguo), ma lo sguardo di Jimin su di sè lo aveva turbato in modo particolare. Non che gli desse fastidio, anzi, gli faceva venire i brividi alla sola idea e questo preoccupava il piccolo agente. Non poteva dimenticare lo scopo di quella situazione, ma di certo avrebbe fatto di tutto per scoprire la verità. Continuando a pensare al volto angelico del suo nuovo capo, Jungkook prese sonno.

Dall'altra parte della cità invece c'era Jimin che non riusciva a prendere sonno. Si sentiva a dir poco frustrato. Non amava definirsi un 'pervertito', ma di base era quello non per niente giravano certe voci sul suo conto, anche se cercava di essere il meno discreto possibile a lavoro perchè non aveva voglia di avere i servizi sociali alle calcagna. Però il suo nuovo segretario lo aveva scosso, in tutti i sensi possibili. Jungkook era di una bellezza eterea, che provocò in Jimin un'atrazzione mai provata prima. In genere Jimin era il tipo da una botta e via, ma stavolta voleva assaporarsi il momento al massimo. Il problema era che quest'attesa lo uccideva, ma niente lo avrebbe fermato.

Secret Mission || JikookLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora