Oggi è venerdì, per cui mi trovo davanti la porta di casa Dallas, pronta per preparare la torta con Cameron.
Nash e Sierra hanno provato a parlarmi, ma non ne ho voluto sentire di santa ragione. Cameron ha fatto lo stesso, è venuto a casa degli zii solo per trovare me, il che mi ha sorpreso non poco.
Stiamo andando d'accordo... più o meno. Abbiamo ogni tanto dei bisticci, ma per cose stupide. Tipo l'altro giorno abbiamo litigato per il film da vedere, ma dopo cinque minuti già abbiamo fatto pace.
«Ciao, Cameron.» lo saluto appena mi apre la porta. Appena lo vedo, però, non posso non ridere.
Si è messo un grembiule completamente rosa, che gli sta anche stretto.
«Non ridere.» mi punta il dito contro sorridendo. «È l'unico che ho trovato.»
Alzo le mani, «Va bene, signora Dallas, non si scaldi.»
Cameron ride e si scosta dalla porta permettendomi di entrare.
Gli sorrido andando a posare le buste della spesa sul bancone in cucina.
«Allora...» dice Cameron. «Pronta per il pomeriggio più divertente della tua vita?»
Alza e abbassa innumerevoli volte le sopracciglia, facendomi ridere.
«Ho altra scelta?» gli domando prendendo gli ingredienti dalle buste.
Alla fine abbiamo deciso di fare una classica torta al cioccolato, ma che piacerà tantissimo a Gina.
Ho sempre amato cucinare, fin da piccola, quindi credo verrà abbastanza bene.
Nel caso, potrei dare un po' di colpa a Cameron se viene male.
No dai, sarei troppo cattiva.
«Hai la ricetta?» chiedo una volta che ho posizionato tutto sul tavolo.
Mi ricordo tutti i passaggi, ma non le quantità. E comunque, non ho mai fatto una torta per dieci persone.
«Non la sai a memoria? La grande chef Grier non sa la ricetta?» mi deride lui.
Ridacchio per come mi ha chiamato, ma poi alzo le spalle. «La ricetta la so, ma non le quantità.»
Cameron scompare dalla mia visuale e ritorna dopo qualche minuto con un foglio stampato.
«È anche cartaceo, madame.»
Sul serio, questo ragazzo è sempre più divertente. «Sai il francese?»
Cameron scuote la testa. «Solo quella parola.»
Mi fa l'occhiolino ed io sento le mie gote diventare leggermente rosse.
Non arrossisco quasi mai, perché proprio ora?
Lo guardo mentre si leva il grembiule rosa accesso.
«Oh, meno male.» sospiro. «Non so che mi sembravi con quella cosa addosso.»
Dallas ride, ma quando si gira vorrei solo sotterrarmi a terra.
Ha una maglietta attillata, che risalta tutti i suoi muscoli.
E che muscoli....
Sarà un lungo pomeriggio.
•••• •••• ••••
Dopo qualche ora la torta è finita e decorata.
Sierra mi ha mandato un messaggio che lei e Gina resteranno a cenare fuori, dato che sono le sette e dobbiamo ancora pulire tutto.
Non le ho risposto, ho solo visualizzato. Non sono più arrabbiata... sono solo ferita.
Nash oramai mi ha deluso troppe volte. Prima i Magcon, poi questo.
Quante volte dovrà mentirmi ancora prima di accorgersi del male che mi sta facendo?
Mentre sto lavando le pentole che abbiamo utilizzato un paio di ore fa, Cameron passa vicino a me per prendere uno strofinaccio.
Facendo ciò, però, mi sfiora per sbaglio il braccio e mi scende un brivido freddo sulla schiena.
Cameron mi dice qualcosa, ma non lo sento.
«Cosa?»
«Ho detto.» mi sorride. «Scusa, Jo.»
Oh, si è appena scusato.
Scuoto la testa, e gli rispondo che non fa niente ma la voce mi tradisce, perché esce roca.
«Che hai?» domanda inarcando un sopracciglio.
L'acqua del rubinetto continua a scorrere e Dallas si allunga per chiuderla.
Trattengo il respiro. Non ho idea di cosa mi prende, ma il mio cuore batte come se stessi correndo una maratona.
Il viso di Cameron è vicino al mio.
«Andiamo, piccola. Ammettilo che sei attratta da me.»
Le sue parole riecheggiano nella mia testa per un tempo infinito finché non mi decido a rispondere.
«Smettila, Cameron.»
«Cam.»
«Cosa?» aggrotto la fronte. Che significa?
Un sospiro esce dalle sue labbra, labbra che sfiorerei volentieri con le mie.
Aspetta... che?!
Scuoto impercettibilmente la testa; non ho tempo per questi pensieri.
Il ragazzo difronte a me sembra combattuto se dirmi cosa intende o meno.
Poi, finalmente, si decide a parlare. «Le persone a cui tengo mi chiamano Cam.»
Quella mezza confessione fa fare un sussulto al mio cuore, ma non alla mia testa.
«E da quando tieni a me, Cam?»
Avvicina le sue labbra al mio orecchio e sussurra: «Da sempre, piccola. Sei bellissima.»
Chiudo gli occhi. Nessuno me l'ha detto con così tanta sincerità e sentimento.
Cameron è un uragano. Travolge e distrugge tutto, deve essere studiato per essere capito, eppure affascina così tanto.
Ed è per questo che mi scosto da vicino a lui. Mi sento soffocare; mi sento... strana.
Una sensazione che non provo da tanto e che mi ero promessa di non riprovare più nella mia vita.
Prima che lui possa dire qualcosa lo precedo io. «Devo andare, grazie dell'aiuto Cam.»
Prendo velocemente la mia borsa, poggiata sul divano in tessuto nel salotto e mi precipito verso l'uscita.
Cameron, però, si mette davanti la porta prima che io possa aprirla.
«Che ti prende, Jocelyn?» domanda incrociando le braccia al petto.
Chiudo gli occhi. Se non ci pensi i ricordi non ti raggiungeranno.
«Niente, Cam, sul serio. Sono stanca, voglio andare a casa.»
Dallas non sembra tanto convinto. «Lascia che ti accompagni.»
Sbuffo. «Ho due gambe, sai?»
Cameron si avvicina ed io faccio un passo indietro. «Piccola... che ti prende?»
«Ho sonno, sul serio.»
Cameron annuisce titubante e si scosta dalla porta.
«A domani Jo.» mi saluta.
«Ciao Cam.» ricambio e mi chiudo la porta alle spalle.
Scivolo lentamente giù a terra.
Non puoi innamorati di Cameron, Jo.
Non puoi.
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Ti odio Cameron Dallas
FanfictionJocelyn è la sorella dei famosi Nash e Hayes Grier. Il più grande dei Grier dopo essersi trasferito a New York dai suoi zii conosce Cameron Dallas, il suo futuro migliore amico. Jo e Cameron andranno d'accordo quando si conosceranno? E se capiranno...
