3: il ritorno a Narnia

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Intanto, in Inghilterra, quattro fratelli stavano andando verso la stazione, dove avrebbero preso il treno per tornare a scuola.

Erano seduti su una panchina, quando ad un tratto...

«Ahi!» si lamentò Lucy.

«Non urlare, Lucy» la rimproverò Susan.

«Ehi, ma la vuoi smettere?» disse poi Peter, alzandosi.

«Io non sto facendo niente!» ribatté Edmund.

Si alzarono tutti in piedi.

«Questa... è magia» osservò Susan. «Meglio se ci teniamo tutti per mano.»

Dal fondo della stazione provenì un fortissimo suono, e pian piano si smaterializzò, portando i quattro fratelli in una bellissima, luminosa spiaggia.

«Oh!» esclamarono in coro.

Senza pensarci due volte, Lucy corse verso il mare, seguita da Susan e poi da i due ragazzi.

Stettero li per poco meno di una mezz'oretta.

«Non ricordavo Narnia avesse rovine» affermò Ed, guardando verso una scogliera.

Salirono, per curiosità, per vedere cosa c'era.

«Chissà chi ci abitava qui...» disse Lu.

«Io penso... noi» affermò poi Susan, raccogliendo un omino di scacchi dorato.

«Ehi, quello è mio!» disse Edmund stupefatto.

«Come fai a saperlo?» gli chiese Peter.

«Di certo in Inghilterra non ho scacchi d'oro.» gli rispose Ed.

Lucy, intenta ad osservare il paesaggio intorno, capí tutto.

«Ma certo!» disse.

«Venite! Immaginate delle colonne, e delle pareti, e un tetto...» continuò.

«Cair Pavarel...» sospirò Peter, e aiutò suo fratello ad aprire una porticina nascosta dietro ad un muro.

All'interno conteneva i tesori dei re e regine di Narnia di un tempo, i fratelli Pevensie.

«Ehi, non è che hai un accendino?» chiese Peter a Edmund, cercando di formare una fiaccola con un bastone e un pezzo di camicia tagliato.

«No, ma forse questo potrebbe aiutare» disse poi, prendendo una torcia dalla sua borsa.

«Potevi dirmelo prima!» disse Peter. Così scesero.

Arrivarono nella sala del tesoro, dove venivano costuditi tutti i loro "tesori", ovvero armi e cose varie.

«Ero così alta!» esclamò Lucy, tenendo in mano un suo vecchio vestito.

«Eri più alta un tempo.» le disse Susan.

«E adesso, dopo mille anni, sei più giovane!» ironizzò Edmund.

Lucy prese il so pugnale e la sua boccetta, Susan tirò fuori arco e frecce.

«Il mio corno... devo averlo lasciato nella sella quando ce ne siamo andati,» pensò poi ad alta voce.

Edmund prese la sua spada, Peter raccolse uno scudo, e ci soffiò sopra. C'era un'immagine di Aslan.

Poi, si diresse verso il suo baule e prese la sua spada, ed infine lesse: «quando Aslan fa il suo ruggito, l'inverno è già finito...»

«... quando scuote la sua criniera, è già primavera.» disse Lucy «Il signor Tumnus... non c'è piu. Tutti quelli che conoscevamo... i castori»

Presero tutto l'occorrente e uscirono.

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