Mi sveglio verso le cinque della mattina e mi alzo dal letto cercando di non fare rumore, non vorrei che Isaac si svegliasse.
Corro in bagno con i vestiti e me li infilo veloce come un fulmine, raccolgo i capelli in una coda alta, in modo che sia facile nasconderli con un cuffia o il cappuccio, e poi torno in camera per mettermi le scarpe.
Prendo anche uno zainetto vuoto e me lo metto in spalla, devo metterci corde, nastro adesivo e anche qualche coltello da cucina. Comunque sia, come abbasso la maniglia qualcuno si schiarisce la voce e mi sale il cuore in gola.
"Dove pensi di andare?"
Mi giro e mi ritrovo Isaac, seduto tra le coperte, che mi guarda a torso nudo.
"Sul serio, hai intenzione di fare una di quelle scene da telenovela dove litighiamo perché sto uscendo di nascosto e poi finiamo a letto?" mi metto le mani sui fianchi, scocciata e anche nervosa.
"No, voglio solo sapere dove vai, se poi finiremo a letto è un'altra storia"
Già, immagino di sì.
"Sto uscendo"
"Quello l'ho capito, voglio sapere dove stai andando"
"Da una mia vecchia conoscenza" chiamarla così è un complimento, perché se Daniel è una conoscenza allora James è il mio migliore amico.
Il rapporto tra me e Daniel è stato solo per affari, io lo aiutavo con i miei poteri e in cambio ricevevo un sacco di favori.
"E a cosa ti serve il nastro adesivo?" Si alza in piedi e mi guarda aspettandosi che menta.
Mi ferisce sapere che non si fida ancora di me, ecco perché faccio un bel respiro e finalmente decido di dirgli la verità.
"Legarlo, torturarlo e non infine ucciderlo"
Isaac rimane disorientato per un attimo poi si riprende e mi guarda con l'aria di chi non riconosce chi ha davanti.
"Non credo..."
Lo blocco con un gesto della mano. "Non mi interessa, devo fare ciò che devo fare, non voglio sapere se sei d'accordo con me"
"Stavo per dire che non credo sia una buona idea farti andare da sola"
"Cosa?" chiedo momentaneamente a corto di altre parole.
"Sapevo avresti fatto una cosa de genere, non mi sarei aspettato altrimenti"
E adesso davvero non capisco, è arrabbiato, deluso o divertito? Non lo so e la cosa mi spaventa, non riuscire a capire cosa vede quando mi guarda: una bugiarda, una persona falsa, qualcuno di cui non ci si può fidare o semplicemente non pensa niente di me.
Vede che non rispondo è che non mi muovo e scuote la testa, sorride e poi mi mette una mano sulla spalla con fare rassicurante.
"Muoviti, vengo con te"
Non faccio domande per paura della risposta e, insieme, usciamo dalla stanza, arriviamo alle stalle e mi accorgo subito che gli altri cavalli non ci sono.
"Sai chi li ha presi?"chiedo momentaneamente senza idee indicando i box vuoti
"Maria ieri mi ha parlato di un impegno che aveva, forse ha portato con se anche qualche altro dipendente?"
Faccio spallucce. "Può darsi"
Monto su Darkness e faccio cenno ad Isaac di stare dietro di me.
"Non posso stare io davanti?" chiede come un bambino che vuole un altro pezzo di torta.
"No, è il mio cavallo" rispondo secca.
Sbuffa e monta dietro di me, si stringe ai miei fianchi e faccio partire Darkness al galoppo verso il centro della città.
Le case a quest'ora sono tinte dalla luce dell'alba, le facciate bianche adesso hanno una leggera patina rosata e l'aria è più fresca, pungente.
Riconosco subito la casa dove ci incontravamo di solito, stranamente è una delle poche a non essere state ricostruite.
Il mio regno, quello dell'aria, è più ricco di tutti gli altri tre. Qui le abbiamo case e anche qualche palazzo mentre nel regno del fuoco, per esempio, molti vivono ancora in case provvisorie, fatte di legno.
Scendo e lego Darkness ad cancello, poi sento i passi di Isaac dietro di me.
Entro senza farmi troppi scrupoli, spalanco le porte con una ventata d'aria e cammino sui vetri rotti delle finestre che, accidentalmente, ho rotto qualche hanno fa.
"Daniel" chiamo guardandomi intorno. "Sono qui per riscuotere qualcuno dei miei favori, ti ricordi?"
Percorro le scale con estrema calma, so esattamente che sembro psicopatica ma ehi, devo farlo spaventare.
Arrivata in cima alle scale me lo ritrovo davanti, capelli castani scompigliati e enormi occhiaie sotto gli occhi scuri. Mi da una spinta e se non fossi stata preparata sarei rotolata giù dalle scale. Con un getto d'aria mi sollevo da terra e rimango sospesa tra il pavimento e il soffitto per qualche secondo. Quando atterri lui è già scappato, forse non si ricordava che con me questo giochetti non funzionano.
Salgo le scale di corsa con Isaac al mio seguito che mi url di fermarmi, sono sicura di una sola cosa: Daniel in mano aveva un coltello.
Apro la porta di una camera vuota e mi viene sbattuta in faccia e perdo l'equilibrio finendo in terra. Mi rialzo appena in tempo per vedere un coltello conficcarsi dove prima c'era la mia testa.
Con un getto d'aria lo faccio volare contro il muro, cade un po' di intonaco e lui si rialza immediatamente.
Non sono pronta per la lotta corpo a corpo, questo è certo.
Sta per attaccare quando viene circondato dalle fiamme. Mi volto di scatto verso il moro dietro di me. "Isaac! Spegni tutto!" gli grido contro.
Forse lui non se n'è accorto ma il pavimento e di legno, se ci accendi sopra un falò stai pur certo che l'intera casa prenderà fuoco.
Fa come chiedo, riscoprendomi di domande e io lo ignoro. Mi concentro su Daniel e lo inchiodo al muro con un flusso d'aria costante che gli comprime il petto.
"Sul serio Santiago? Pensavo fossi cambiato, sai che non devi giocare con me. Dopo ciò che è successo qualche anno fa credevo avessi imparato la lezione" scuoto la testa con un sorriso e schiocco la lingua.
Lui apre la bocca e prova a parlare ma non gli asce neanche un suono, se non un debole sibilo.
"Ok, credo che tu adesso sia pronto a parlare"
STAI LEGGENDO
The princess
FantasyEvelyn era in fuga, scappava dalla morte e dal suo passato, scappava dal suo vero io e dalle sue responsabilità. I cacciatori avevano ucciso i suoi genitori, lasciando un posto vacante nel governo, il suo posto. Come principessa dell'aria era suo di...
