Mi attacca al muro e mette le braccia ai lati della mia testa impedendomi qualunque movimento. Adesso il suo sguardo è diverso e sì, mi fa paura.
"Che vuoi fare?" balbetto e sento il cuore battermi così forte nel petto da farmi male, non riesco neanche a respirare.
"Niente, rilassati" con una mano mi accarezza il collo e io mi irrigidisco ricordandomi quello che è successo quando sono scappata dal castello.
Adesso che ci penso è passato quasi un anno da quando mi miei genitori sono morti e io nel frattempo che ho fatto? Niente.
"Stammi lontano!" Lo spingo via e il vento sale nella stanza facendo volare tutti i fogli sul pavimento e molti finiscono dentro il camino accesso e si bruciano.
"Che cos'hai fatto..." ringhia e mi lancia questo sguardo gelido e pieno di rabbia, con un gesto della mano vengo scaraventata contro il muro e la botta mi rimbomba lungo la colonna vertebrale e sento una scossa molto intensa che mi toglie il respiro dai polmoni.
Mi afferra il collo e mi solleva per poi lanciarmi da un'altra parte come se non pesassi niente. Sbatto la testa e per un momento tutto diventa nero, pian piano però tutto torna del suo colore e riesco a distinguere Thomas che torna verso di me per il terzo round.
Lo blocco facendo rompere il pavimento sotto i suoi piedi ma l'unica reazione che ha è fastidio, non si sorprende neanche.
"Con me i tuoi trucchi non funzionano, ti conosco troppo bene. Sei come me Evelyn, siamo due parti della stessa medaglia, siamo fatti per completarci"
"Io non ho nulla a che fare con te" sputo sul pavimento e noto che è rosso, ho appena sputato sangue.
Storco il naso e faccio un profondo respiro e una fitta mi fa male vicino al cuore, forse ho una costola rotta, forse no.
Mi alzo in piedi a fatica e lo gli tolgo l'aria dai polmoni ma lui mi restituisce il favore e riesco a sentire i polmoni che li si restringono nel petto.
Riesco a riprendere fiato e lui mi afferra un polso, lo tira e mi avvicina a lui così tanto che il suo fiato mi solletica il collo.
"Cosa vuoi fare Evelyn? Non puoi fermarmi, nessuno può"
Sento la sua mano percorrermi la coscia, si blocca quando arriva al bottone dei miei jeans e lo sento armeggiare con la cerniera.
Alzo una mano e gliela metto sulla spalla, lo avvicino a me e lo sento sussultare. Si allontana e quando abbassa lo sguardo, sulla sua camicia si sta espandendo una macchia di sangue. Alzo il pugnale insanguinato e lo pulisco sulla mia maglietta, poi lo butto in terra e con entrambe le mani rivolte verso di lui faccio in modo che arrivi sul soffitto e ci rimanga.
"Non osare mai più toccarmi, hai capito?" Grido e lo faccio cadere in terra, però lui non si schianta sul pavimento, bensì rimane sospeso a pochi centimetri da terra e si rimette in piedi senza la minima fatica.
"Davvero pensavi di liberarti di me così facilmente?" Ridacchia e mi attacca al muro con una folata di vento e per quanto io provi a muovere anche solo una mano la pressione è troppa.
Come arrivava abbastanza vicino da poter allungare una mano e toccarmi io riesco a liberarmi e gli metto entrambe le mani sulla testa e concentro tutta l'energia che ancora mi rimane sul suo cranio.
Il rumore del vento sovrasta qualunque altro suono, è come se le mie orecchie stessero per esplodere perché sento solo un insistente ronzio. Thomas apre la bocca e cerca di afferrarmi con le mani ma non ci riesce e rinuncia, sento le sue urla per qualche istante poi sapendo che sono sul punto di ucciderlo ci rifletto su.
Lo lascio andare e mi allontano con il fiato corto e anche completamente terrorizzata dal fatto che non sono riuscita ad ucciderlo. Fosse stato chiunque altro non mi sarei fermata, perché lui è così diverso?
"Sei debole" si alza il piedi e si asciuga il sangue che gli sta colando dalle orecchie e dal labbro. Ormai la pugnalata non la sente neanche più, sembra quasi che non gliene importi nulla se sta per morire dissanguato.
"No, io non sono debole. Non so perché ma voglio che prima di morire tu sappia una cosa: ho sempre vissuto sentendo che nella mia vita mancasse qualcosa, per un momento ho pensato fossi tu ma poi ho capito che non era così. Mi mancava la felicità e quando l'avevo finalmente trovata, in quell'incoronazione, tu hai ordinato quel massacro."
"L'ho fatto per uccidere Mountbatten, lui non è giusto per te" mi interrompe e tossisce.
"Non hai alcun diritto di decidere chi è giusto per me, tu sei solo un errore e mia madre lo sapeva. Ha fatto bene ad allontanarti dalla mia famiglia perché tu hai già avvelenato la mia vita abbastanza. Mio padre era distrutto per la perdita di un figlio che non era neanche suo, ha perso mio fratello e quello stesso giorno io ho perso uno dei miei genitori. Ma a dire il vero sei stato tu a portarmelo via e adesso lo so."
Ho letto una cosa nei documenti che aveva sul tavolo che mi ha lasciata scioccata, avevano tutti il sigillo dei cacciatori (due coltelli incrociati dentro un cerchio) ed erano tutti firmati da Thomas e quel tipo di documenti li firmi solo se sei così importante da poterti permettere di dare ordini.
"Evelyn" ringhia e io gli metto una mano sul viso e poi lo spingo in terra, cade in ginocchio e inizia a respirare a fatica.
Prendo il coltello da terra e poi mi inginocchio davanti a lui, gli alzo il viso e punto i miei occhi nei suoi.
"Per un momento ho pensato che avrei potuto perdonarmi e ti avrei trattato come un fratello ma adesso so che sei solo una malattia e come tale, be', parole dei tuoi uomini, vai solo estirpato"
Poi lo pugnalo e rimango seduta a guardarlo morire prima di uscire fuori e ridurre l'intera villa in un ammasso di detriti e macerie.
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The princess
FantasyEvelyn era in fuga, scappava dalla morte e dal suo passato, scappava dal suo vero io e dalle sue responsabilità. I cacciatori avevano ucciso i suoi genitori, lasciando un posto vacante nel governo, il suo posto. Come principessa dell'aria era suo di...
