Capitolo 9: Comprensione

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-Eccoci qui!- urlò Stiles, seguito da Scott. Reggevano una busta ciascuno. Isaac si alzò svelto trotterellando dietro all'odore del gelato. -Cos'avete preso?- chiese sbattendo gli occhioni.

Stiles lo guardò, alzando un sopracciglio. -È inutile che fai così, Isaac. Lo so che sai già che abbiamo preso il gelato. Scott lo fiutava da un isolato prima e mi vuoi dire che tu, qui, adesso, non lo senti?-

Isaac lo guardò male. Stiles per tutto il tempo in cui aveva parlato aveva fatto ondeggiare la scatola sotto al naso del riccio, per poi allontanarla prima che questo potesse afferrarla. -Ti odio.-

-Mh-mh, credici Lahey. Tanto lo so che mi ami.- gli fece eco Stiles, mentre prendeva i cucchiaini. -Chi vuole il gelato?- esclamò alzando un cucchiaio come fosse una pistola.

***

-Cosa fai di qua, Lydia?- la chiamò Stiles.

La rossa scosse la testa, rimanendo seduta. Stiles le si avvicinò, sedendole accanto. -Tutto ok? È successo qualcosa? Qualcuno sta male? Tu stai bene? Rispondi, ti prego, mi sto preoccupando.- Come suo solito, Stiles si era lanciato in una conversazione a senso unico con troppa poca aria nei polmoni, visto il modo in cui prese fiato dopo aver finito di parlare.

-Sto bene, Stiles. Anzi, andiamo a mangiare. Mi è venuta voglia di gelato.- lo rassicurò la ragazza alzandosi e lisciandosi la gonna con le mani.

-Mh.-

***

"Lyds, tutto ok?"

"Stiles, perché mi mandi messaggi se sono seduta di fronte a te?"

"Non volevo che gli altri mi sentissero. Allora?"

"Allora cosa?"

"Allora cos'hai."

"Non ho niente, Stiles. Sul serio e piantala di lanciarmi quelle occhiate!"

"Tieni lo sguardo basso, ti torturi le mani, sono quasi sicuro che la gamba che sta facendo muovere il tavolo sia la tua e non la mia, dato che Scott me l'ha fermata cinque minuti fa.
Che poi, il tavolo mi pareva fermissimo prima. Ah, e sei così da quando io e l'amico che mi sta ignorando per sbaciucchiare la sua ragazza siamo tornati. Avanti. Parla."

"Hai scritto un poema, Stiles, comunque non adesso. Ci stanno fissando tutti."

-Stilinski, cos'hai tanto da guardare la mia ragazza?- si intromise Jackson, prima che il ragazzo potesse rispondere al messaggio.

-Quanto sei prevedibile.- lo rimbeccò Stiles con aria annoiata.

Quello lo guardò stupito. -Come scusa?-

-Certo. Sei sempre uno Stilinski di qua, guai a chi guarda la mia ragazza, Stilinski di là, guai a chi guarda la mia ragazza, idiota uno, due e tre e indovina? Guai a chi guarda la mia ragazza. Sgancia, Lyds.-

Jackson lo guardò spesato, per poi girarsi verso la rossa. -Sgancia, Lyds?-

Prima che Lydia potesse dire qualsiasi cosa, Stiles la precedette. -Oh, sì. Abbiamo fatto una scommessa: io dicevo che ti saresti ingelosito, lei no. E ho vinto io. Dieci bellissimi bigliettoni.-

La ragazza quasi si strozzò alle parole di Stiles. Lo avrebbe ammazzato, prima o poi. Più prima che poi se continuava così, però Jackson la stava guardando, non poteva mettere nei guai Stiles. O forse, sì?

-Ehm, sì. Ha ragione Stiles. Scusa tesoro, è stato solo un gioco cretino. E comunque te li do domani i soldi, Stiles.- Alla fine aveva deciso di salvarlo, dopotutto quante altre persone si sarebbero lasciate vestire da lei come faceva Stiles, ma i soldi proprio no.

Mamma Alpha | SterekDove le storie prendono vita. Scoprilo ora