7 - Verità e pensieri.

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Mi sveglio che sono le 10 del mattino. Sono avvolta dal braccio di Nathan che avvolge i miei fianchi; lui dorme ancora beato, così decido di alzarmi senza svegliarlo. Recupero mutandine e reggiseno, finiti chissà come vicino la porta del bagno, li indosso anche se della sera prima e mi rivesto completamente.
Vado in bagno e mi sciacquo la faccia, dopo di ché mi guardo allo specchio, sono orribile: occhiaie fino ai piedi, pallida nonostante l'abbronzatura, stanca perché non ho dormito per niente, ma più che soddisfatta della nottata appena trascorsa.

Casa di Nathan è piccola, ma molto accogliente e moderna: in poche parole, è la classica casa da single.

"Ehi, cosa fai? Scappi?"
"Non volevo svegliarti..." controbatto io sedendomi accanto a lui che mi prende con le mani il volto e mi bacia "È stato assolutamente fantastico, tu sei incredibile."
Mi viene da sorridere e senza dire nulla ricambio il bacio.
"Devi andare?" mi domanda, vedendo che avevo già in spalla la borsa ed io rispondo "Si, devo proprio."
Cerca di alzarsi perché insiste nell'accompagnarmi ma io continuo a ripetergli che mi farà bene fare due passi da sola e alla fine lo convinco. Ci salutiamo con la promessa che mi avrebbe chiamato in serata.

Nel tragitto da casa sua al mio hotel, chiamo mamma, è da un po' che non la sento.
"Ah, ma allora sei viva!" mi risponde lei con tono severo.
"Scusa mamma, è che qui ho perso la cognizione del tempo, dei giorni che passano, di tutto!"
"Già, ti ricordo che fra 3 settimane circa è il tuo compleanno... non dimenticarti anche quello, Kara."
"Come potrei dimenticare i miei attesi 21 anni, mamma!" sorrido quando penso di essere già arrivata a quell'età, erano ancora freschi nella mia mente i tempi in cui facevo le superiori.
"Già, sei cresciuta tanto... Ti stai ubriacando la sera, Kara?"
"Mamma! Ma quale ubriacare, un bicchiere di vino a volte, sai che non amo bere." In fondo era una bugia a fin di bene.
"Okay, okay... ti saluta Fred ed anche Cris, a cui manchi tanto."
Mi si scioglie il cuore solo a sentir nominare il nome di mio fratello "Mi manca un sacco anche lui. Ciao mamma, vi voglio bene!"

Faccio anche una telefonata veloce a mio padre, che mi chiede come sto, se mi sto divertendo e roba del genere, anche se non lo do a vedere mi manca molto anche lui; nel frattempo sono arrivata in hotel, quando sono in ascensore mi preparo mentalmente alla valanga di domande a cui mi sottoporrà la mia migliore amica.

Apro la porta di camera mia e in salotto trovo tutti i miei amici: Mare, Jere, Andre, Santi e c'è anche Diego, che appena mi vede si accende una sigaretta e va fuori in balcone. Saluto tutti, che mi guardano attentamente e sono contenta di essere sfuggita all'interrogatorio di Mare, per ora.

Vado a farmi una veloce doccia e Mare viene ad avvisarmi che saremmo scesi giù in spiaggia, così prendo un costume e lo indosso: il sotto è nero e ad alta vita mentre il pezzo di sopra è un bikini rosso paillettato, infilo un copri costume nero, le ciabatte, prendo la borsa da mare, gli occhiali da sole per coprire le enormi borse sotto i miei occhi e sono pronta.
Li trovo tutti in salotto che aspettano me, così finalmente possiamo andare.

In spiaggia non c'è quasi nessuno e per me è assolutamente rilassante non avere il vocio che mi ronza nelle orecchie della gente che urla, ride e sbraita; si va al mare per rilassarsi non per stancarsi, anche se poi ci si stanca comunque, ma sono dettagli.

Quando mi metto seduta sulla sdraio vedo in lontananza Diego fumarsi una sigaretta sul bagno asciuga, da solo, così ne accendo una anch'io e decido di raggiungerlo.

"Ehi... non siamo più amici per caso?" domando io sorridendo.
"Ehi, certo! Ti sei divertita stanotte?" mi risponde in modo molto distaccato, mi guarda ma è come se non lo facesse.
Non so davvero cosa rispondere "Non mi lamento..." rispondo imbarazzata, ma continuo "Non c'è l'hai con me, vero?"
Non mi guarda, non mi risponde neanche, si limita solo a farsi un lungo tiro di sigaretta.
Dopo attimi interminabili di silenzio decide di parlare "Tu proprio non capisci, o forse fingi, o forse sei stupida."
Continuo a non capire "Se magari ti spiegassi meglio, potrei capire, stupida non sono, questo è certo."
Mi sentivo offesa.
Getta il fumo dalla bocca e il mozzicone nella sabbia e mi guarda, sempre molto serio "Kara, tu mi piaci, e non il piacere che intendi tu, quello fisico, quello è niente confronto a quanto mi piaci davvero."
Oddio.
Non so davvero che dire, rimango in silenzio guardandomi le dita delle mani, aspettando che continui a parlare.
"Mi da fastidio che passi la notte con lui, nuovamente, nonostante ti abbia messa in guardia. Ma mi da fastidio a prescindere, mi fa incazzare, perché ci tengo a te, perché ti voglio! Ma non ha più importanza..."
Gli tocco un braccio e lo avvicino a me "Diego, io non lo sapevo..."
Ride amaramente "Perché, vuoi farmi credere che se l'avessi saputo sarebbe cambiato qualcosa?"
Rimango in silenzio. Sarebbe cambiato qualcosa?
Rispondo sinceramente "Non lo so, forse. O forse no."
Si allontana "Come non detto. Tranquilla, Kara, fai come se non ti avessi detto nulla."
Lui ritorna dagli altri ma io rimango lì, mi siedo sulla sabbia bagnata e lascio che le onde si infrangono su di me.

Non posso dire di non aver immaginato che gli piacessi, e non posso dire che mai nessuno me l'abbia fatto notare, ma sono quel tipo di persona che se non vede non crede. Avrei preferito che me l'avesse detto sin dall'inizio, forse qualcosa sarebbe cambiato, chi lo sa. Proprio non riesco a crederci che gli piaccio davvero... Ma in che guaio mi sto cacciando?!

È passata una settimana da quando sono andata a letto con Nathan, volete sapere una cosa? Non si è fatto mai più risentire. Avevano ragione tutti, è un pezzo di merda ma come al solito ho voluto fare di testa mia. Per carità, non me ne pento, ho fatto quello che avevo voglia di fare, ma mi fa arrabbiare la presa in giro, il fatto che mi avesse fatto credere di volerci provare davvero. Mi fa schifo la gente che si inventa di tutto pur di arrivare ai loro sporchi comodi.
Inoltre, in questa settimana, non ho fatto altro che pensare alle parole di Diego, che ormai non mi parla più; è stata una settimana difficile per me, dopo aver instaurato quel rapporto di assoluta complicità ritrovarsi senza il tuo compagno di avventure, è devastante. Ho pensato a lui, alle sue parole, a quanto mi abbia resa felice sapere che gli piacevo ma ho anche pensato che non potevo tornare da lui... non l'avrei mai fatto sentire una ruota di scorta, perché non lo è mai stato. Mi renderebbe contenta anche solo ricominciarci a parlare, perché questa situazione mi fa stare male e mi fa chiudere in me stessa, infatti ormai, quando usciamo, parlo molto poco, mi diverto di meno, in pratica mi ubriaco soltanto e dopo sto anche peggio. Mancano due settimane al mio compleanno e mi è passata completamente la voglia di festeggiarlo, ed è veramente il colmo, per me.

In questo momento sono in centro, ho appena finito di comprare dei regalini per la mia famiglia e per alcune amiche del lavoro, quelle più intime, con cui mi ci sono sentita questa settimana; Aria, Rica, Sarah e Jinni sono pazzesche, le migliori colleghe di lavoro che potessi desiderare.
La mia vita a New York mi piace tanto: ho fatto della mia passione un lavoro, mi da tante soddisfazioni, anche a livello economico, ho una famiglia che mi ama e che amo alla follia, un padre che anche se non abita con me c'è ed è già una fortuna per me, ho delle amiche fantastiche che verrebbero di corsa qui ad Ibiza se solo dicessi loro che sto male, ed infine ho una migliore amica che, beh, lo sapete, non c'è bisogno che aggiunga nulla. Seppur la mia vita a New York mi appaga, qui ad Ibiza ho trovato il pezzo del puzzle che mi mancava, quel qualcosa che ancora non avevo provato completamente: la libertà, la spensieratezza, l'amicizia sincera e genuina con degli uomini, il vero relax, il primo viaggio pagato con i miei soldi: lavorati, sudati e meritati.
Sono contenta di essere qui, nonostante tutto, so che le cose si aggiusteranno.

Questo viaggio mi aveva anche fatto dimenticare completamente Josh, il mio ex. Avevo 19 anni quando ero fidanzata con lui e la relazione durò 1 anno; è stato il mio primo ragazzo, il mio primo amore, il mio primo bacio, la mia prima volta; mi correggo, non lo dimenticherò mai e mai lo rinnegherò. Ci lasciammo perché negli ultimi due mesi il suo lavoro ci permetteva di vederci solo una volta a settimana se andava bene. Tutti e due non riuscimmo a gestire una relazione quasi sulla base del... niente, ma avrò sempre un bel ricordo di lui.

Si, vi sto praticamente raccontando la storia della mia vita, lo so, è questo quello che succede quando cammino tutta sola per le strade di Ibiza, annoiandomi a morte.

Love in Ibiza. Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora