Mi ha lasciata qui.
Incredibile.
Penso, sorseggiando il frappé alla fragola che la cameriera della tavola calda mi ha appena servito.
Se non altro è squisito.
Forse l'unica nota dolce in questa giornata completamente amara.
Se quell'uomo è stato mandato da mio padre, dev'essere una persona fidata.
Fidata un corno.
Eppure papà non avrebbe mandato il primo malcapitato a prendere la sua "farfallina".
Nulla è andato come mi aspettavo.
Dopo tre anni lontana da SideGreen, mi ero immaginata il mio ritorno a casa in modo diverso.
Non dico uno striscione con scritto Bentornata, né la presenza commossa di mamma... ma nemmeno l'assenza di papà.
E, al suo posto, uno sconosciuto scorbutico che mi abbandona in mezzo alla strada.
La verità è che quasi nulla, nell'ultimo anno, è andato come speravo.
Eppure oggi ero stata brava: avevo dato tutte le istruzioni a mio padre, come sempre.
Avevo programmato tutto.
O quasi.
Da quando avevo lasciato casa per studiare, la mia vita seguiva una tabella di marcia precisa.
• Trovare una coinquilina per dividere l'affitto? Fatto.
• Trovare un lavoro part-time per mantenermi? Fatto.
• Prendere voti alti e il massimo nella mia classe? Fatto.
• Evitare di restare incinta di uno stronzo?
Miseramente fallito.
Ecco, qualcosa prima o poi doveva pur andar storto.
Ma forse avrei preferito rompermi una gamba o essere espulsa dal gruppo di accoglienza delle matricole.
Invece mi è toccato... questo.
Incontrare Phil lo scorso anno ha mandato tutto a rotoli.
Eravamo chiari fin da subito: niente di serio.
A lui piaceva il mio corpo, a me il suo.
Giocavamo.
Quelle che dovevano essere scappatelle da niente si sono trasformate in mesi di lenzuola stropicciate e nomi sussurrati tra i denti.
Un mese, due... e poi un anno. E ancora lì, a cercarci come se fosse inevitabile.
All'inizio ci vedevamo di rado.
Poi ha cominciato a scrivermi. Ci sentivamo sempre. Mi presentò ai suoi amici, alle sue feste.
Mi fece entrare nella sua vita.
Ma alla fine, tutto tornava sempre lì: nudi, nel suo letto.
Poi una sera, alla festa di compleanno di un suo compagno di corso, ci ubriacammo così tanto da dimenticarci i nostri nomi.
E l'uso del preservativo.
Il resto lo potete immaginare.
Porto le mani sul grembo.
Forse, se fossi stata più sobria. Se solo avessi avuto un minimo di lucidità.
Se solo...
Se solo avesse tenuto tutto nelle mutande.
Stupida, immatura, spregiudicata.
Le parole che userebbe mia madre, o almeno credo.
Se dovesse prenderla bene.
Se dovesse prenderla male... meglio non pensarci.
Il mattino dopo avevo un esame importante.
La mia unica preoccupazione era superarlo.
E, per la cronaca, l'ho superato a pieni voti, post sbornia compreso.
La sera festeggiai con Luisa e altri amici.
La notte con Phil divenne solo un ricordo...
Fino a qualche settimana dopo, nel bagno della caffetteria del campus, quando mi ritrovai con un test di gravidanza positivo tra le mani.
Ti passano parecchie cose per la testa, in certe situazioni.
E sono dannatamente fottuta è il pensiero che ha fatto eco nella mia mente per giorni.
Mi lascio sfuggire un lungo sospiro e succhio il rimasuglio di frappé, facendo un rumore indegno.
Mi guardo attorno, sperando che nessuno abbia sentito.
E in quel momento, quando i miei occhi virano verso la porta, il campanello sopra prende a suonare.
Una figura alta e familiare entra nel locale.
Lui.
Lo scorbutico.
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Together with You
RomancePiove, piove sempre più forte e quando meno te lo aspetti l'amore è li, pronto a travolgerti come un fiume in piena. Kay non cerca l'amore, lei sta già iniziando ad amare il bambino che si è intrufolato nella sua vita senza chiedere il permesso, nie...
