È passata circa una settimana da quando sono tornata, Zia Libby è invece ripartita ieri, passerà qualche giorno a Jacksonville da mio Cugino Cristopher per poi raggiungere la Florida. Mi mancherà la sua presenza ma sono riuscita a convincerla a tornare da noi per la fine dell'estate.
Mentre passeggio per il ranch scrivo un messaggio a Beth, la mia migliore amica, verrà a Side-Green per le vacanze e non vedo l'ora di riabbracciarla. Ci siamo viste di rado da quando le nostre strade si sono separate dopo il diploma, io sono scappata a studiare a NewYork e lei a Seattle.
Dovrò metterla al corrente di parecchie cose, una in particolare.
«Guarda dove metti i piedi»
Il mio interlocutore se ne sta a pochi passi da me poggiato alla staccionata in legno del paddok, tiene le briglie di Artù tra le mani mentre quest'ultimo fa merenda con ciuffi d'erba qua e là; Il cavallo sembra non fare caso a me al contrario di Jaxon che scandaglia la mia figura peggio di un radar.
«Chi non muore si rivede» dico schivando un badile poggiato alla staccionata.
Dal nostro rientro a casa la sera dopo il temporale non abbiamo più avuto modo, aggiungerei grazie a dio, di incontrarci.
La tensione nel rivederlo mi si legge in volto ma devo farci l'abitudine dal momento che lavora e vive qui, anche se ciò non implica che debba fingere di provare simpatia nei suoi confronti; più manterrò le distanze più questa convivenza forzata non metterà a dura prova la mia pazienza e i miei nervi.
«Mi dispiace»
«Di esistere?» sputo acida mordendomi l'interno della guancia.
«Per l'altra sera» sospira facendo entrare il Cavallo nel Paddok.
«Per l'altra sera» ripeto visibilmente irritata.
«Non per il giubbotto» deglutisce e una piccola fossetta gli si forma sulla guancia destra. Sta sorridendo.
Wow, che ne è stato di Jaxon lo scorbutico?
«Certo, se tu non mi avessi seguito in quella casa non saresti stata in pericolo, ma io non avrei dovuto decidere di andarci quel giorno con te»
E si fa improvvisamente di nuovo serio.
Da scorbuti a lunatico è un attimo.
«A tal proposito» mi schiarisco la gola «Mio padre non ha voluto dirmi cosa diavolo ci facevamo lì... forse tu potresti darmi una risposta, infondo me lo devi, avrò gli incubi per un po' e forse mi toccherà vedere un terapista tutto per colpa tua» condisco il tutto con una nota di sarcasmo e incrocio le braccia in attesa di sapere.
«Sei così drammatica» e riecco la piccola fossetta.
«Hai fatto un corso accelerato per imparare a sorridere o semplicemente inizio a starti simpatica?» mi mordo l'interno della guancia; Continuo a parlare ignorando ciò che è appena uscito dalle mie labbra «Comunque, si può sapere una volta per tutte perché quel giorno siamo finiti a casa di David?»
Per mia fortuna elude la prima domanda.
«Eravamo lì perché ora quella è casa mia»
Mi va di traverso la saliva; inizio a tossire e per poco non rischio di soffocarmi. Jaxon si appresta a darmi leggere pacche sulla schiena e poco alla volta ritorno a prendere fiato.
Tra un colpo di tosse e l'altro con voce rauca prendo le distanze da lui asciugandomi infine le lacrime agli occhi; questa è la seconda volta in cui rischio di morire per colpa di Jaxon lo Scorbutio.
Mi sono sempre chiesta se un giorno in quella casa sarebbe tornato a viverci qualcuno perché saperla di nuovo abitata mi avrebbe fatto piacere, ma sapere che ora è sua mi lascia interdetta.
«Buon per te» dico allontanandomi in fretta.
La vibrazione del mio telefono mi fa tornare ad osservare lo schermo.
C'è un messaggio da Beth:
"Arrivo dopo domani nel pomeriggio, tieniti pronta che la sera usciamo."
L'sms è accompagnato da tante emoji con bicchieri che brindano e un cuoricino rosso.
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Together with You
RomantikPiove, piove sempre più forte e quando meno te lo aspetti l'amore è li, pronto a travolgerti come un fiume in piena. Kay non cerca l'amore, lei sta già iniziando ad amare il bambino che si è intrufolato nella sua vita senza chiedere il permesso, nie...
