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Lya

Piangevo, sentivo le urla delle persone, il sussurro di mia madre che diceva "Ti voglio bene", lei che piange, lei che scompare dalla mia vista, le urla delle persone più forti, un grande tonfo causato da qualcosa che è caduto, l'aria fredda che tirava su quel Palazzo. Tutto cambia all'improvviso, sono in camera con mio padre, lui sbronzo e triste. Inizia a ricordare la mamma e quella tristezza si tramuta in odio verso me. Mi inizia a picchiare e con le mani al collo, si avvicina al mio orecchio e sussurra "dovevo ucciderti quando ne avevo occasione il primo giorno che sei nata" stringendo più forte la presa.

"NOOOO" urlai.
"Sshh è tutto apposto tranquilla"
Tirai un urlo stridolo per la sorpresa.
Ero in un letto con accanto un ragazzo ma non un ragazzo qualunque.
"Axel? Cosa ci fai qui?"
"Ehm io ci abito?"
Mi guardai bene attorno, le pareti della camera erano blu notte come le lenzuola.
Iniziai a ricordare, mio padre, il lupo, il laghetto e il sonno.
"Come ci sono finita qui?"
"Ti ho vista dormire sull'erba e siccome era tardi ti ho portata a casa mia"
"E il lupo?"
"Che lupo? Eri da sola"
Il mio sguardo cadde sulle lenzuola con cui stavo giocando
"Ma aspetta, questi non sono i miei vestiti"
"Ehm no, ti ho messo un mio pigiama"
Lo maledissi mentalmente, questo vuol dire che aveva visto tutto.
"Mi puoi indicare il bagno per favore?"
"Si prima porta a destra"
Lo ringraziai e andai in bagno. Incominciai a vomitare, mi dovevo pulire da tutto ciò che è successo.
Mi lavai la faccia e ritornai da Axel.
"Io dovrei tornare a casa, mio padre sarà in pensiero" non credevo seriamente a quello che dicevo, volevo solo che mi disse di stare con lui e che mi abbracciasse.
La sua risposta non tardò ad arrivare, come se mi avesse letto nella mente mi abbracciò.
"Posso farti una domanda?" Mi chiese in modo gentile
"Si certo dimmi" speravo non mi chiedesse nulla suoi lividi e suoi tagli.
"Sei fidanzata o ti senti con qualcuno?"
"Mh no, nessuno avrebbe tempo da perdere con una nullità come me"
Si staccò dall'abbraccio e mi alzò la testa con la mano.
"Tu non sei una nullità okay? Sei pure carina"
"Allora perché oggi Non sei venuto?"
"Ho avuto un imprevisto" mi diede un bacio sulla guancia.
"Adesso posso andare?" Chiesi
"No, rimettiti a letto tu rimani qui con me"
"Devo andare seriamente, poi domani c'è scuola"
"Non ti lascio andare Lya non sono stupido. Poi domani è sabato e non andiamo a scuola"
Solo ora mi accorsi che era senza maglietta, una vista spettacolare.
Senza dire niente mi rimisi a letto e dopo qualche secondo due braccia forti mi strinsero da dietro. Il mio cuore iniziò a battere veloce e aumentò quanto mise la testa nell'incavo del mio collo. Lo sentii sorridere come se potesse sentire tutte le mie emozioni.
Prima di scendere nelle braccia di Morfeo lo sentii sussurrare qualcosa di dolce che al momento non ricordo poi buio.

Il Mio Lupo La Mia CriptoniteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora