Il portone si chiuse, Vincent Nightray sembrava apparentemente fuori dai giochi, ma tutti sapevano che questa magica quiete sarebbe durata ben poco. Sulle teste di tutti, Nightray compreso, vigeva un peso troppo grande, qualcosa che avrebbe lasciato tutti senza parole, qualcosa che avrebbe causato ulteriori danni facendo sprofondare tutti in una sorta di abisso.
"Reim, va a svegliare Sharon...io ne approfitto per parlare con la signora Cheryl"
Sharon sentendo pronunciare quelle parole si scostò velocemente dalla porta sulla quale aveva teso l'orecchio, poi sgattoiolò furtiva in camera sua: si lanciò sul letto e chiuse gli occhi facendo finta di dormire. Qualche attimo dopo il servitore Reim fu in camera sua, come previsto.
"Signorina, si svegli per favore" Sussurrò il ragazzo occhialuto aprendo le tende in camera sua così che potesse entrare più luce. Sharon stette al gioco: si fece pregare un altro po' e, alla fine, come sempre si svegliò aggiustandosi la frangetta che in realtà era già abbastanza in ordine.
"Signorina, la colazione è di sotto come di consueto" Terminò lui uscendo dalla camera e chiudendo la porta delicatamente.
Sharon, di tutta risposta, si sedette sul letto per poi stendersi e fissare il grande lampadario sul soffitto bianco.
"Sono soltanto un peso...Non è vero Emily?" sussurrò alla fine, voltandosi verso la strana bambola che Break portava sempre con sé, ma che oggi era rimasta in camera sua.
"Se io fossi stata più attenta, se solo non mi fossi fatta distrarre Vincent non mi avrebbe presa...e soprattutto, Break avrebbe ancora con sé il ricordo di Alice" continuò lei mentre delle calde e salate lacrime le rigavano il viso.
Quando Alice e Break sprofondarono nella tana dello Stregatto, il cappellaio aveva riconosciuto il suo "amico di vecchia data" e, con l'intento di farlo fuori una volta per tutte, era riuscito finalmente a trovare quella che, all'epoca, era l'unica motivazione per cui continuare a vivere: uno dei ricordi di Alice, precisamente quello che svelava la verità su una delle tragedie di cui era stata vittima il loro paese e nella quale Break aveva perso qualcosa di importante.
"Sono davvero una stupida" esclamò Sharon pensando di essere arrivata ad una degna conclusione.
Si alzò dal letto, asciugò le lacrime con la manica del pigiama e scese con l'intento di voler divorare qualsiasi cosa fosse sulla tavola così da non pensare più a ciò che era accaduto, ma invece si ritrovò a non toccare nient'altro se non una tazza di latte fresco.
Sharon avrebbe tanto desiderato qualcuno da abbracciare in questo momento, qualcuno con cui potersi sfogare e lo aveva: Break. Ma non poteva sempre dipendere da lui, anzi non voleva creargli altri problemi, voleva tanto iniziare a diventare una macchietta così che non si dovesse sempre preoccupare per lei. Break era da sempre stato una sorta di fratello maggiore per Sharon: lui c'era quando tutto andava male, lui c'era quando bisognava divertirsi, lui c'era durante il contratto con il suo attuale Chain, lui c'era prima della morte di sua madre ed è rimasto dopo, nonostante una delle sue uniche ancore era andata perduta, nonostante la sua unica certezza era sparita da un giorno all'altro, volata via così con uno schiocco di dita, come un soffio di vento.
•🥀•
Break si diresse verso la stanza di Cheryl, la nonna di Sharon, giunto davanti la porta bussò un paio di volte e poi entrò.
"Carissimo...ti stavo aspettando, siediti" lo accolse la donna sorridendo e invitandolo a bere qualcosa. Il ragazzo fece segno di no con la mano, poi si sedette ed accavallò le gambe come era suo tipico fare.
"Ho bisogno di parlare lady Cheryl..."
"Si tratta della vostra associazione, Pandora?"
"No, Sharon." tagliò corto lui spostandosi il ciuffo albino dietro l'orecchio fallendo poiché quest'ultimo ritornò a coprirgli l'occhio color rubino.
"È ancora per quella situazione Xerxes?" chiese la donna con fare preoccupato
"Si...ho paura di come potrebbe prenderla, non so davvero" il discorso del cappellaio venne interrotto dell'anziana signora che, nel mentre tendeva il braccio per far sì che il suo fidato gufo gli si posasse sopra
"È degenerata?" continuò lei seria in viso
"Totalmente" concluse lui incurvano leggermente gli angoli delle labbra in un sorriso malinconico
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le lancette dell'orologio
РазноеLa nostra vita è scandita dal muoversi di queste lancette, siamo condannati, prima o poi, oz caro ad una morte come tutti gli altri esseri umani. Con la differenza che non ci sarà permessa la visione di nessun luogo paradisiaco o infernale, ma solta...
