Capitolo II: L'ennesima visita

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Il campanello suonò rimbombando in tutta la sala rossa e oro. Era prima mattina, le persone nella grande casa sulla spiaggia avevano appena finito di fare colazione. La sera prima era stata molto tesa. Poche parole e poco contatto visivo tra la famiglia dei geni.
La madre corse alla porta, ma non fece in tempo ad aprire che l'uomo dall'altra parte l'ebbe preceduta. Lucius si palesò in tutta la sua altezza.
-Lucius! Sta diventando un'abitudine vederci...- scherzò Frank per salutarlo.
-Già... il ché mi fa molto pacere- commentò lui sarcastico.
-Scotch o whisky questa volta?
-Scotch, grazie.- ispezionò ancora una volta la stanza e si sedette al grande tavolo appoggiando alla sedia il bastone di ebano con l'impugnatura a diamante. Passò il pollice per lucidare il piccolo topazio sotto all'altro brillante.
Ethy scese di fretta le scale di marmo bloccandosi alla base e rallentando fino a sedersi, fissando con disprezzo l'uomo. Aveva un profumo invadente d'acqua di colonia, aveva il viso rasato e lo sguardo altezzoso.
-Credevo che la questione "ametista" fosse chiusa...
-Oh... ho capito che non me la cederete ma... ero qui per vederla e valutare il suo valore effettivo.
-A proposito di questo... potremmo rivalutare la cosa.- disse Jane spuntando con un bicchierino colmo di scotch.
-Cosa?- chiese Ethy basita.
-Cosa?- domandò il padre speranzoso.
-Cosa?- ripeté quasi contemporaneamente Lucius rallegrato.
-Mamma...
-Cioè...- si corresse lei. -magari puoi vederlo.
La ragazza sospirò.
Frank lo precedette all'ascensore mentre il canuto trangugiava il suo alcolico. -Da questa parte.
Scesero tutti e quattro al piano inferiore e si apprestarono ad aprire l'ultima porta a sinistra del corridoio. Dentro vi trovarono Lewin che leggeva.
-Oh... Lucius!- esclamò lui colto alla sprovvista.
-Tranquillo. È qui solo per vedere, vero?- intervenne la sedicenne guardando l'uomo.
-Certo... Oh! Avete anche uno smeraldo...- disse senza riuscire a nascondere un accenno di terrore in questa affermazione. -Ci potete lasciare soli. Dovrei parlare con loro a... sei occhi!
I genitori abbandonarono la stanza.
-Sono due belle pietre sapete?
-Si.
-E valgono una fortuna, sapete?
-Si- ripeté Ethy.
-Quanti bei gingilli che avete. E questo cos'è?- domandò togliendo un telo bianco.
-È un teletrasporto!- rispose prontamente la ragazza mettendosi tra Lucius e la macchina, trascinandosi dietro Lewin.
-Allora sei davvero una genietta come mi avevano detto i tuoi...- iniziò a premere tasti a caso con il bastone, finché un vortice viola riempì il macchinario. La forte corrente d'aria che veniva dall'altra parte aspirò i ragazzi, rapì prima il sedicenne, poi la ragazza.
-Nooo!- urlò Lucius prendendo un braccio, unica cosa che restava di Ethy. L'aria calda gli avvolse la manica bianca e della sabbia gli fece lasciare la presa. Il vortice si spense lasciando un espressione terrorizzata sul volto del canuto.
-Frank! Jane! Sono spariti!
I genitori apparvero immediatamente: -Cosa?!
-Sono... sono spariti oltre quella cosa viola e... non ci sono più.- balbettò guardandoli i piedi.

ⒼⒽⒾⒶⒸⒸⒾⓄ e 🅕🅤🅞🅒🅞 𝕋𝕠𝕡𝕒𝕫𝕚𝕠Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora