Capitolo VII: Risveglio

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-Ethy! Ehty!- Incentiv continuava a chiamrla, sperando che si svegliasse presto.
-Cosa? - si rigirò nelle coperte leggere e stropicciò gli occhi.
-Non c'è più. L'avranno preso gli indigeni!
-Cosa?- ripeté lei. -No, se n'è andato di sua volontà.
-Come mai?- chiese lui.
-Ecco lui... non voleva condividere la sua ricerca non nessun altro, ecco.
-Ah, mi dispiace.
La ragazza aveva i capelli arruffati e gli occhi cisposi. Sulla sua faccia si vedevano i segni di chi non ha dormito molto e ha dormito male. Anche l'uomo non era messo bene: sul volto si scorgeva un'aria inquieta e trasandata.
-Quindi, cosa facciamo?
-Continuiamo ad andare verso il Topazio.- decretò lei, -Ed è meglio se ci sbrighiamo.- si passò una spazzola trovata al piano inferiore la sera prima tra i capelli con non poca difficoltà, si alzò e si diresse verso le scale. Ancora intorpidita dal sonno scese al piano terra schivando per miracolo due gradini pericolanti. Incentiv la seguì con passo svelto e leggero.
-Quando dormivi, stanotte, sono andato a vedere la città: è tutto distrutto ma... tutti i beni materiali sono ancora al proprio posto, nulla è stato rubato. Questo è strano: quale indigeno distruggerebbe una città e non prende collane, gioielli e risparmi, o più semplicemente del cibo?
Intanto erano arrivati più o meno sotto al castello e l'ombra che proiettava cadeva grave sui due viandanti.
-Non lo so... ora cerchiamo solo il Topazio, al resto ci penseremo dopo. Incentiv annuì triste e superò le porte della città; guardò per un ultima volta verso la stanza dei suoi genitori e poi salì in groppa allo strano cammello e ripartirono verso sud.

***

<Non dovevamo lasciarla sola con quel uomo.> rifletté Dain dopo un lungo silenzio. Erano usciti da Nitra alle prime luci dell'alba e avevano anche incrociato Incentiv, ma si erano nascosti. Non avevano né indagato né indugiato oltre ed erano partiti alla volta del Grande Deserto. Da allora non avevano più parlato. Avevano solo pensato, pensieri molto profondi, dove l'altro non riusciva a sentire. <Non sappiamo chi sia in effetti, l'abbiamo detto anche ieri sera. Non so, mi è sembrata una mossa molto imprudente. E ho paura di averla persa.>
<Hai ragione. Siamo stati incoerenti. Ma l'abbiamo comunque lasciata con un adulto, che ci ha anche salvato la vita da degli indigeni.>
<Noi pensiamo che ci abbia salvato dagli indigeni: non sappiamo in che lingua abbia parlato, magari ci ha offerti a loro come banchetto per lasciarlo andare!>
<Suvvia, non essere così melodrammatico e complottista! Sono degli indigeni, non credo siano anche cannibali!>
<Credo che lo scopriremo molto presto...> lo interruppe il pirocinetico.
<Cosa intendi?> chiese l'altro.
<Lo senti questo rumore?>
<Sì... Tamburi?>
<Oh no!> pensarono insieme. E poi...
Nero.

***

-Secondo te dove saranno?
-Chi?- chiese l'esploratore riprendendosi dai propri pensieri e passandosi una mano sulla fronte per asciugarsi il sudore.
-Cioè, dove sarà
-Ah... Non lo so, potrebbe essere dovunque: il Grande Deserto è sconfinato.
Questo non fece che aumentare la preoccupazione di Ethy. Era molto che galoppavano ma ancora non avevano visto altro che sabbia. Ogni tanto c'era qualche d'una o qualche piccola depressione ma, per il resto, solo sabbia e sole. Non una goccia d'acqua, non una pianta, non un animale se non qualche piccolo e fastidioso insetto attirato dall'odore del sudore. Incentiv se ne stava per lo più al silenzio, poco più avanti della ragazza, per mostrarle la rotta. Ethy pensava che stesse ripescando i ricordi di quando era con i suoi genitori a Nitra ma non diceva niente. Si sentiva malissimo, non solo per il caldo ma soprattutto per il fatto che aveva abbandonato due ragazzi in lotta tra loro e con loro stessi da soli nell'immenso Grande Deserto. Non bisogna prendere decisioni in tempi difficili e soprattutto non durante le litigate, le avevano insegnato i genitori. Non li vedeva quasi mai litigare. Pensò a cosa stessero facendo in quel momento. Stavano pensando a lei? La stavano cercando in lungo e in largo? Avranno usato l'estrapolatore? Non lo sapeva e più ci pensava più si sentiva in colpa. Non che potesse farci qualcosa.
-Ethy... Hey!
Lei si riprese. Incentiv aveva lo sguardo lontano e molto preoccupato, quasi terrorizzato. Lo seguì e vide un'ombra scura. No, non un'ombra, un qualcosa di scuro. Scuro e gigante. Gigante e orribile. Orribile e con otto zampe. E si avvicinava sempre di più.

ⒼⒽⒾⒶⒸⒸⒾⓄ e 🅕🅤🅞🅒🅞 𝕋𝕠𝕡𝕒𝕫𝕚𝕠Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora