La mia cara amica dopo i giorni passati in ospedale partì e andò a trovare i suoi nipoti in Australia affidando completamente a me la libreria. Stavo uscendo di casa ma prima di andare lì presi un cappuccino da portar via in un bar lì vicino. Abbassai lo sguardo per prendere le chiavi messe nella mia borsa e appena lo rialzai vidi che Irene era lì che aspettava. Aumentai la velocità dei miei passi per raggiungerla il prima possibile. "Irene, buon pomeriggio" le dissi. "Oh Seulgi, mi hai spaventata" mi disse lei toccandosi il petto come per cercare di calmare il suo cuore. "Scusami non era mi intenzione, nuovo libro?" le dissi io inserendo la chiave nella porta. "Beh si, ho finito questo libro da due giorni ma non ho trovato il tempo per venire" mi disse. "Capisco, prego entra" le dissi aprendo la porta e facendola entrare per prima, a quel gesto mi sorrise. Aprii le finestre per far cambiare un po' l'aria e accesi la cassa cosicché potessi segnare la restituzione del libro preso da Irene. Dopo poco tornò con un altro libro e io svolsi la solita prassi. "Questo è il libro che ho finito di leggere" mi disse prendendolo dalla sua borsa e prendendo quello nuovo. "Va bene, buona lettura allora" le dissi io sorridendole. "Grazie, ci rivediamo tra qualche giorno" mi disse uscendo. Aprii subito il libro e come mi aspettavo trovai un bigliettino.
"Quando mi guardi inizio a non capire più niente.
-Irene"Lo lessi più volte come se avessi paura che non fossi capace di leggerlo bene, anche tu Irene non mi fai capire più niente.
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