Avevamo finito di cenare e stavo per prendere i soldi. "Ferma, pago io" disse allontanandomi dalla cassa e quel gesto fu così delicato che quasi non me ne accorsi. Uscimmo e dovemmo attraversare e in quel momento mi prese per la mano come se si volesse assicurare che attraversassi con lei. Potevo pensare che mi stesse trattando come una bambina ma in realtà mi sentivo come protetta da lei. "Ti va di fare un giro prima di tornare a casa?" mi chiese lei spezzando il religioso silenzio che ci accompagnava. Annuii e camminammo finché non arrivammo a delle giostre posizionate in una piccola piazza. Le ammiravo ricordando la mia infanzia. "Facciamo un giro sull'autoscontro?" mi chiese sorridendomi. "Oddio si, è da molto che non ci vado" affermai. Salimmo e lei era alla guida, andò a sbattere contro tutti e quella sera risi come non facevo da molto. Uscite dalla pista alla fine del giro la guardai. "Sono davvero felice" le dissi. "Oh Seulgi, anche io lo sono. Vieni andiamo a prendere qualcosa di caldo" mi disse e camminammo a braccetto fino ad una piccola bancarella che vendeva bevande e prendemmo due cioccolate calde. Continuammo a camminare finché non vedemmo un uomo vendere delle rose e così mi staccai da Irene e mi diressi da lui comprandone una e tornai da lei. "Per te, mia rosa" le dissi ironizzando. "Oh mademoiselle, com'è gentile codesta sera" disse e subito dopo scoppiammo a ridere insieme. Era quasi mezzanotte e mi accompagnò a casa e arrivate al portone ci ritrovammo l'una di fronte all'altra. "Buonanotte" mi disse dandomi un bacio sulla fronte. "Buonanotte, quando sei a casa scrivimi" le dissi chiudendole il cappotto, lei annuii e salì sul taxi dopodiché salii su e andai a dormire.
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