I don't care

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  • Dedicata a susanna
                                    

*JULIA'S POV*
Non avevo mai dormito così bene, il corpo
di Susan vicino al mio mi aveva donato pace e sicurezza per tutta la notte.
Solo che quando avevo aperto gli occhi e li avevo fatti adattare alla lieve intensità della luce del sole che spiccava alto fuori dalla finestra, lei non c'era più..
Magari i suoi genitori non la lasciavano dormire in casa d'altri o non so; sapevo solo che non vederla mi rendeva triste..
Mi alzai dal letto, scostando la coperta color porpora e andai in bagno a cambiarmi.
Le tende erano lievemente separate in modo da illuminare le pareti azzurro cielo della stanza.
Mi soffermai un attimo a guardare la mia immagine allo specchio leggermente appannato: apparve calma e rilassata con i lunghi capelli neri e ricci che scendevano sulle spalle e le palpebre leggermente abbassate, segno del recente risveglio.
Mi picchiettai le guance con le mani e con prontezza dissi << Coraggio Julia, ti aspetta uno schifo fuori da questa stanza.. >>
*SUSAN'S POV*
Era incredibile la calma che regnava all'esterno dell'Istituto..
Il candore della neve appena poggiata a terra faceva sembrare Londra un paesaggio dipinto su una grande tela..
Attraversai il piccolo sentiero ghiacciato dalla neve che mi portò davanti all'enorme cancello dell'Istituto e non appena ne varcai la soglia, il calore del vecchio camino in mattoni mi invase, facendomi sospirare sollevata..
<< Dove sei stata? >> urlò mia madre furibonda.
I suoi grandi occhi marroni erano più incavati del solito e i suoi capelli lisci apparirono spettinati: non aveva dormito..
Prima di guardare i suoi occhi mi soffermai sulle varie decorazioni che adornavano una delle tante sale dell'Istituto: delle linee spesse e dorate intrecciate tra loro in un'armonia perfetta..
<< Sono stata fuori e ho ucciso demoni, mi sono data una ripulita, e non ti preoccupare, non ero sola, con me c'era Edward.. >> mentii rivelando la prima frase che mi venne in mente come giustificazione.
I suoi occhi fissarono i miei per cercare di carpire se fosse verità o bugia e il suo sguardo diventò più serio facendomi spaventare.
<< La prossima volta allora prima di andare a "combattere demoni" a casa di una mondana, guardati alle spalle! 
Tesoro pensi davvero che saresti stata fuori per così tanto tempo senza qualcuno che ti controllasse?! Sono tua madre e anche capo dell'Istituto e soprattutto sono molto brava a trovarti quando scappi! >> disse scioccandomi.. Mi aveva seguita.. Sentii all'improvviso un rumore simile al vetro che si infranse sul pavimento: era il mio cuore..
<< Tu non la vedrai mai più chiaro?! Non puoi avere contatti con mondani, Susan.. Ti proibisco di andare da lei ancora.. >> ed ora le lacrime scesero sulle guance prendendo il posto di tutto ciò che le mie labbra vorrebbero gridare..
<< T..tu non puoi.. >>sussurrai senza fiato inginocchiandomi in mezzo alla sala con le mani serrate a pugno.
Il pavimento era freddo ma lo erano di più le aspre parole che uscivano dalla bocca di mia madre.
<< Mi dispiace piccola ma vedrai che passerà.. >> e con questo insulso incoraggiamento uscì dalla stanza lasciando posto al silenzio che ora regna assordante nella sala..
<< E da quando io ti accompagnerei a uccidere demoni? >> una voce melodiosa mi prese alla sprovvista, era Edward.
La mia bocca fu incapace di pronunciare parola finché lui non si sedette davanti a me in modo da potermi guardare negli occhi e trarre qualche informazione..
<< Seriamente, dove sei stata.. >> mi rimproverò severamente.
<< Ho conosciuto una bambina e siamo diventate amiche e abbiamo trascorso tutta la sera insieme >> sorrisi tristemente facendo riaffiorare i ricordi del giorno passato..
<< Ah si? E si tratta di una mondana eh? >> disse disgustato.
<< Si, lo è.. >> sussurrai fissando con gli occhi il pavimento.
<< Bene >>
Quella parola nascondeva tanti significati se pronunciata da lui..
Sapevo che aveva intenzione di dire che un qualsiasi legame o relazione con un mondano era sbagliata e vietata, che ero pazza ma che nonostante tutto mi voleva bene.
Era sempre così Edward: chi lo guardava si accorgeva di questa lontananza irraggiungibile, era sempre arrabbiato con il mondo intero ma in fondo nel suo cuore era contenuta una dolcezza infinita..
Rimasi a fissare le lievi crepe del pavimento mentre lui, dopo avermi abbracciata, si era rimesso in piedi con quella agilità tipica dei Cacciatori ed era sparito dal mio campo visivo, lasciandomi sola a riflettere..
Come andare ancora una volta da lei?
Perché io non avrei mai smesso di vederla..
Mai.

Weakness ||H.S|| {#Wattys2015}Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora