2. Psycho

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I wanna make you
I wanna break you
I wanna make you
A fucking psycho

***

Il risveglio di Grindelwald fu agevolato dalla magia. Essendo privo di sensi, si sarebbe potuto svegliare in qualunque momento, ma Voldemort si era stancato di aspettare.

Il mago aprì gli occhi, restando un istante confuso per il risveglio non da lui attuato. Poi sentì un gelo che non era certo di sentire solo con il corpo; si voltò verso l’unica fonte di luce nella stanza e vide, oltre le sbarre di quella che era la sua cella, due creature fluttuanti e incappucciate.

Dissennatori. Poteva sentirli puntarlo, come se fosse il pasto più gustoso che avessero mai visto.

In mezzo a loro c’era un uomo. Non lo vedeva bene, ma alla luce degli ultimi avvenimenti intuiva chi potesse essere.

«Voldemort», disse alzandosi dal pavimento, «A cosa devo il rapimento?». Si rese conto con un certo ritardo che il braccio sembrava essere stato medicato, perché non sentiva più alcun dolore.

«Non ti serve saperlo».

«Se hai intenzione di uccidermi preferirei saperlo subito», disse l’uomo lanciando occhiate ai dissennatori accanto al suo nemico.

«Ucciderti? Oh no, io non voglio affatto ucciderti. Se ti avessi voluto morto, ora non saresti qui a parlare con me. No, mi servi vivo… anche se con qualche piccola modifica», disse Voldemort, e a Grindelwald parve di sentire il gelo aumentare. Sperò fosse solo un’impressione.

«Parla chiaro».

«E dove sarebbe sennò il divertimento?».

«Verdammit*, Riddle, non mi sono mai intromesso nei tuoi affari e nella tua guerra, io pretendo di sapere il perché di tutto questo!», esclamò irritato. I due dissennatori, che dovevano anche essere le sue guardie, si addossarono alle sbarre, come volessero attraversarle e prenderlo. Il mago arretrò istintivamente e si appoggiò al muro.

«Questo è vero. Non mi hai mai messo i bastoni tra le ruote, al contrario del tuo fidanzato… che è il motivo per cui sei qui. Del resto, chi meglio di te potrebbe trovare Silente?».

«Credi veramente che tradirei Silente in questo modo? Che ti dica anche dove abita? Ho molti difetti, ma non farei mai questo».

«Oh, ma infatti io non voglio farti parlare. Sarebbe più semplice e veloce estorcerti informazioni con un semplice Veritaserum, ma potresti nascondermi informazioni, dare risposte ugualmente corrette ma non quelle che io cerco. E poi Silente non si farebbe cogliere di sorpresa da me, quindi perché non mandare te ad ucciderlo per conto mio?».

Grindelwald lo guardò senza dire nulla per qualche secondo, incredulo, poi disse: «E credi davvero che lo farei? Mi aveva detto che non capivi l’amore, ma da lì a questo...».

«Io so benissimo che tu non lo faresti, ma voglio vedere cosa farai quando sarai impazzito e lo vorrai solo morto. Scordati di uscire di qui tutto intero, Grindelwald… Diventerai il mio uomo migliore, pronto a tutto, anche ad uccidere l’amore della tua vita. Ci sarebbero anche metodi più veloci ed efficaci, ma questo lo trovo molto più divertente. E ora iniziamo».

La porta della cella venne aperta e i due dissennatori subito entrarono e si diressero verso di lui. Grindelwald arretrò immediatamente verso uno dei due angoli della cella, cercando una bacchetta che non aveva. Tentando allora la sorte, si buttò addosso a loro, spingendoli ai lati, così da poter correre alla porta.

«Crucio».

Grindelwald urlò e si accasciò a terra, contorcendosi dal dolore. Smise presto, ma fu sostituito da un gelo che gli parve congelargli anche il cuore.

I due dissennatori lo tirarono in piedi e così lo tennero, davanti a Voldemort, che con un movimento della bacchetta chiuse la porta d’entrata.

«Direi che ora possiamo ufficialmente iniziare. E giusto per informarti, grazie ad una pozione tu sei ora privo di poteri… come i babbani. Non puoi difenderti contro di me».

Quelle parole lo mandarono in panico, ma cercò di non darlo a vedere.

«Crucio».

Quello fu tutto ciò che sentì per le ore successive.

***

* Verdammit: Dannazione, in tedesco

Canzone originale:

(Comprende anche [Drill Sergeant])

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