CAPITOLO 3

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Mi ero addormentata alle sei ieri, o meglio, oggi. I pensieri fanno male alla salute, lo dico e lo dirò sempre. Sbuffo e prendo il cellulare:
14:30, porca puttana, sono fottuta. Sapevo che prima o poi quella arpia di Michelle mi avrebbe licenziata, ma pensavo che in futuro lo avrebbe fatto per le nostre litigate continue. Sblocco il cellulare e apro WhatsApp, ci sono dei messaggi di Demi, cerco di leggerli nonostante gli occhi socchiusi per il sonno:

7.30:"Meg, hai la segreteria, appena leggi chiamami."
8.00:"Meeg, allora tra mezz'ora da starbucks?"
8.30:"Io sono qui, prima sono passata, ho visto tutto chiuso e buio e ho capito che stavi dormendo. Scommetto che sei andata a dormire tardissimo. Comunque stai tranquilla, invento una scusa con la vipera."
13.25:"mi manchi Megghina :("

Ma quanto posso amare questa ragazza? Sorrido e scendo giù per fare colazione.
Stropiccio gli occhi.
Non è possibile, ho anche le allucinazioni adesso? Vedo Louis che sta cucinando, Niall che mangia, Liam che gioca con il cellulare, zayn che si guarda allo specchio ed harry immobile. Non ci credo. Mi sembra di vedere la stessa scena di quattro anni fa. Sbatto velocemente le palpebre. Sono rimasta paralizzata in mezzo alle scale.

«Meg, oddio non ci credo!»Dice Louis correndo ad abbracciarmi. Spalanco gli occhi. Louis? Il mio Louis? Non è un sogno,dio, lui è tornato. È tornato da me.
«Louis..»Dico tra le lacrime ricambiando l'abbraccio. Si stacca, mi prende il viso tra le mani e asciuga le lacrime, che, involontariamente, continuavano a scendere ininterrottamente.
«Meg, sono tornato. Sono tornato per restare, te lo giuro.» Dice con tono convinto guardandomi negli occhi. Non ho mai visto tanta sincerità in uno sguardo. Soprattutto in un suo sguardo. Quanto mi era mancato. Quanto mi erano mancati. Mi sembra di essermi svegliata da un incubo durato tanto, troppo. Senza pensarci due volte lo abbraccio e gli do un dolce bacio sulla guancia.
«Non sai quanto mi sei mancato.»
«Scusa per questi quattro anni Meg, non me lo perdonerò mai.»
«Ti avrei aspettato anche per altri mille anni, Lou.»Sorride. Si sposta un po', lasciandomi prendere la rincorsa per saltare in braccio a Zayn, provocando il suo sorriso.
«Mi sei mancata, nana.» dice a bassa voce.
«Non immagini tu,zay.»gli sorrido e vado verso Niall che mi stava aspettando con le braccia aperte, sorrido vedendo la sua posizione e affondo nel suo petto.
«Ciao niallino mio.»
«Ciao megannina mia.» sorrido anche a lui e vado da Liam, da quando se n'è andato questa casa non è mai più stata apposto.
«Mi sei mancato, maniaco del pulito.»
«Anche tu mi sei mancata, disordine fatto a persona.» Mi scappa una risatina, mi giro e vedo Harry in tutta la sua bellezza. Dio è bello come sempre. Lo zoo nel mio stomaco non è stato ancora chiuso, dato che da quando l'ho visto gli animali nel mio stomaco non hanno smesso di ballare. Erano quattro anni che non provavo questo. Quattro anni senza Harry. Quattro anni senza lui, il ragazzo che mi aveva fatto innamorare per la prima volta. Quattro anni senza emozioni. Quattro anni senza il suo amore.
Nel momento in cui i miei occhi incontrano i suoi, lo zoo dentro di me si fa sentire ancora di più. Dopo quattro anni non è cambiato niente. Anzi, provo il triplo delle emozioni,e non mi sta bene, per niente.
Si avvicina e io mi sento avvampare. Mi prende tra le braccia, io lo stringo di più. Ed ecco di nuovo quella sensazione che tanto ho amato. Ecco di nuovo Harry. Nonostante tutto, il mio Harry. Finalmente dopo quattro anni mi sento di nuovo bene. Siamo ancora abbracciati, stretti. Ed io mi sento viva. Viva dopo quattro anni di morte. Mi scende una lacrima, Harry si stacca, mi guarda e l'asciuga, subito dopo questo gesto mi stringe di nuovo a se.
«Piccola..» Sussurra. Mi sento andare a fuoco, ma non rispondo, non saprei cosa dire, sorrido solo. Sorrido con quel sorriso che solo lui sa provocarmi. Ci allontaniamo piano e imbarazzati, tutta l'attenzione si concentra su di noi, e io sono rossa come un peperone. Niall e Louis ridacchiano e zayn spezza il silenzio dicendo «dobbiamo parlare un po' tutti, no?»Annuiamo e ci sediamo in salone. Zayn si siede sul tavolino basso difronte al divano, io sul divano, Harry a terra con me difronte, Liam su una poltroncina, Louis su un'altra e Niall si sistema in salone con una sedia presa dalla cucina. Li guardo interrogativa. Volevo spiegazioni.
«Meg, vogliamo dirti com'è andata la cosa.» Inizia Louis. Lo guardo come per incitarlo a parlare, incrocio le gambe e mando una rapida occhiata ad Harry, che ricambia subito.
«Noi l'abbiamo fatto per dei motivi, noi siamo andati via per te. O meglio, noi eravamo convinti che lo facevamo per te, da quando mamma ci aveva lasciati non facevi altro che mandarci a fanculo, dicevi che volevi stare da sola..» Fa una pausa. È vero, me ne rendo conto, non ha tutti i torti, ma avrebbe dovuto capire che quando lo mandavo a fanculo intendevo un "resta, ti prego". Mando via questi pensieri e porto di nuovo la mia attenzione su Lou.
«Sembrava che avessi bisogno solo di Harry, e lui c'era ma dopo un po' avevi iniziato a rispondere male anche a lui. Eravamo tutti preoccupati per te. Poi un giorno, una sera, ci riunimmo mentre tu dormivi nella tua stanza, io dissi ai ragazzi che dovevamo fare quello che tu dicevi di fare: lasciarti sola. Se volevi stare da sola, era inutile restare. Allora decidemmo di andare. Harry cadde in depressione da quella sera, come me e gli altri del resto..»Guardo Harry, ha gli occhi lucidi e lo sguardo basso.
«La mattina dopo ti svegliammo, anzi, ti svegliai, gli altri erano andati via per far compagnia ad Harry, non poteva salutarti, vederlo così non ti avrebbe fatto bene, quindi venni solo io, e ti salutai con una frase del cazzo che penso ricordi.» Continua Louis, tenendo lo sguardo basso come quello di Harry.
«Ma credimi Meg, sono, siamo tornati per restare. Abbiamo, anzi, ho capito il mio errore, e posso sbagliare una volta, ma non due. Vogliamo vivere qui, con te, come prima, riprovare ad essere una famiglia, una famiglia a modo nostro, ma pur sempre una famiglia! Potrai urlarci di andare via, a fanculo, a fare la spesa, non importa. Noi staremo con te, non ti staremo a sentire quando dirai cose del genere, e se proprio dobbiamo fare la spesa l'andiamo a fare insieme.»Ha gli occhi lucidi, e io mi sento svenire. Non mi ha mai parlato così, con così tanta convinzione e sincerità negli occhi e nel suo tono di voce. Ah, la sua voce. Quanto mi è mancata quella sua voce fastidiosamente stridula. La usava e sono sicura che la usa ancora, solo per rompere le palle. Dopo tutto quel discorso sorrido e lo abbraccio.
«Allora? Meg, ci stai? Sei con noi?» Chiede Niall speranzoso.
«Ma certo biondino mangione.» Dico scompigliandogli i capelli. Guardo istintivamente Harry, e mi sorride.
«Abbraccio di gruppo?» chiede Liam.
«Di famiglia, coglione!»dicono Niall e Louis in coro. Scappa a tutti una risatina e poi finiamo per abbracciarci.

«Okay, io ho ufficialmente fame.» Annuncia Niall.
«Oh, che novità.» Sbuffa Liam.
«Io stavo cucinando le uova, ma credo che adesso sono tutto tranne che uova..» afferma Louis con una faccia alquanto disgustata.
«Spero tu stia scherzando Louis. È ora di pranzo, le uova non saziano nemmeno un uccellino, io ho bisogno di nutrirmi.» Gli rimprovera Niall.
«Che ne dite di Nando's?»Chiede Zayn.
«Oh, tu si che mi capisci, fatti abbracciare zaynuccio.» Dice Niall con fare da bambino, andando ad abbracciare Zayn, il quale non sa come togliersi Niall di dosso. È difficile da credere, ma non sono cambiati neanche un po'.
«Allora andiamo?»Chiede Louis.
«Si, voi andate, io sono ancora così..» Dico indicandomi. Ho solo una maglietta bianca larga addosso e i capelli scompigliati. Mi hanno sempre vista così, ma di certo non potevo uscire in quelle condizioni.
«Vatti a cambiare, ti aspettiamo qui.» Mi risponde Harry con quella sua voce roca.
«No, cioè, davvero, andate. Io non ho neanche fame.» Rispondo trovando qualche scusa. Se fossi andata con loro mi avrebbero sicuramente costretta a mangiare qualcosa.
«Non importa, tu vieni e basta!» Mi impone Louis. Non avendo altre scusa sospiro e vado a cambiarmi. Salgo in camera prendo l'intimo come ogni mattina e vado sotto la doccia.
Non posso credere ancora a quello che è successo, vorrei piangere di gioia, e non mi è mai capitato. Sono stata furiosa con Louis quattro anni, ma infondo mi ha fatto riflettere: lui non sapeva che fare. E sinceramente sono la prima che quando non sa che fare l'unica cosa che fa è fare cazzate, dalle più piccole e innocue fino a quelle più grandi e gravi. Spero davvero che abbia imparato la lezione e che stavolta non mi lasci sola. Io ho bisogno di lui, ho bisogno di loro,sono i miei migliori amici, anzi, la mia famiglia. Prima avevo solo Demi, ma ora sono tornati anche loro, quindi direi che ho la mia migliore amica e la mia famiglia, di nuovo. Mi sento felice, anche se ancora non mi conoscono. Sono cambiata da quando loro se ne sono andati, spero che mi accettino anche così, con i miei piccoli mostri dentro, i miei lati bui, i miei occhi spenti e il sorriso molte volte forzato.
Esco dalla doccia, mi asciugo e prendo i vestiti dall'armadio. Scelgo un pantaloncino di jeans, una maglietta nera, le mie converse basse bianche e una felpa grigia aperta. Sistemo un po' i capelli, oggi sembrano non volersi mettere a posto in nessun modo. Mi trucco un po' e prima di avviarmi verso la porta mi soffermo sulla foto di papà. «Papi, sono convinta che il loro ritorno è stato opera tua, non smetterò mai di ringraziarti. Voglio ricominciare, voglio sorridere di nuovo di cuore, voglio tornare ad essere felice.Cambierò di nuovo, per te. Per mamma.Per Louis. Per i miei migliori amici, per Harry e anche per me stessa. So che sarà difficile, papà. Ma da oggi so che i miracoli possono accadere. Si, papà, perché oggi ne è appena successo uno. Oggi il ritorno di Louis è stato un miracolo. Il mio miracolo. Ed è ora di iniziare una nuova vita. Sarà difficile, sarà più che difficile, sarà una guerra, e io in guerra ci sono stata molte volte, ma ti giuro papà, questa volta ne uscirò vincitrice nonostante tutte le ferite che mi procureranno.» sorrido convinta di quello che ho appena detto e scendo.
Alzo lo sguardo e li trovo sul divano davanti ad un film. Appena sentono i miei passi si girano, si alzano e usciamo.
Avevano parcheggiato la macchina vicino la mia.
«Lou, siamo sei e la macchina è per cinque..»Dico sperando che mi faccia rimanere a casa.
«E che problema c'è? Mettiti in braccio ad Harry.»Eh già Lou, che problema c'è? Lascio stare e guardo Harry che si è già posizionato nell'auto.
«Ma sono pesante..»Dico guardando in basso.
«Zitta e siediti Megan.»Sbuffa Harry.
Rimango sorpresa dal suo comportamento così rigido. Senza dire niente entro e mi siedo sulle sue gambe.

Lui: la vittoria più importante in una vita di sconfitte.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora