oggi ho rivisto l'amore della mia vita.
era seduto lì, proprio dove ci eravamo visti per la prima volta, anni prima.
era seduto su un banco rovinato dai tratti delle penne; ascoltava la musica da una cuffia mentre l'altra pendeva nel vuoto sottostante al banco.
una gamba stesa invadeva il banco adiacente al primo mentre l'altra si piegava; la schiena appoggiata al muro rovinato della scuola mentre la testa pendeva sulla sinistra mentre rideva contento.
e vederlo sorridere non mi è mai sembrato così bello.
il suo interlocutore faceva battute incomprensibili per altri che su di lui avevano degli effetti strani: faccia incredula, sorriso perso e risata contagiosa.
proprio come la prima volta.
ci incontrammo a scuola, noi due.
non volevo sedermi al suo fianco quindi spostai la sedia difronte alla sua, mi sembrava solo...strano;
sapevo che stando accanto a lui mi sarei sentita più strana del solito.
il nostro noi è iniziato in modo rumoroso, è finito in un silenzio assordante.
rivederlo mi ha riportato indietro, dove non avrei più voluto metter piede.
come si fa a smettere di amare?
la verità può spezzarti certe volte.
nessuno ha mai creduto in quella storia, forse neanche noi per primi; a chi importava?
io volevo crederci, da morire, volevo perdermici per non trovare una via d'uscita.
si sta bene ad essere amati, si sta bene ad amare, non avrei mai potuto immaginare altro.
l'amore non ti porta dove desideri essere ma in un punto lontano, in cui le urla si disperdono e non ti rimane altro che sperare di ritrovarti.
mi sono persa.
certe volte, mi guardo allo specchio e non so più chi sono; guardo le foto di anni fa e non ricordo di esser stata così felice un tempo; cosa si diventa quando si passa tutta la giornata a far finta di star bene? arrivi a casa, riponi le chiavi sul mobile del salotto, riponi le scarpe sul balcone e torni nel letto, fissi il soffitto e speri di ritrovarti; urla fra una folla di lacrime e nessuno a salvarti.
potresti affogare e nessuno se ne accorgerebbe.
non sarebbe bello non sentirne le conseguenze? poter andare avanti e far finta sia stato solo una delle tante cose che non ti meritavi, camminare e non sentire il peso delle parole addosso, poter parlare e non aver paura di fermarti per le lacrime, poter cogliere ogni parola di qualsiasi canzoni perché non ti sei perso a metà melodia a causa di una parola; facile dire di poter ascoltare musica, anche quella diventa un peso.
la cosa che fa più male? sapere di essere l'unico ad essere fermo mentre il resto va avanti.
senza di te.
e non interessa.
non interessa se ha fatto male, niente, niente comparato al dolore di un cuore che si spezza.
memorie che si perdono.
persone che non si vogliono più.
parole non dette, ferme in aria, che aspettano di andar via.
l'ho rivisto e mi sembrava non fosse cambiato nulla. l'ho rivisto e come la prima volta, sapevo sarebbe stato strano.
l'ho rivisto e sapevo di potermene innamorare ancora e ancora, ancora...
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life goal: riuscire ad ascoltare ancora quelle canzoni >>>> succeded
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notes.
Short Storyin questa raccolta, gli adolescenti daranno sfogo alle loro urla piú disperate e ai loro dispiaceri piú comuni.
