Capitolo VII

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Diego faticava a salire le scale, il fiato mancava, il cuore aveva il battito accelerato, si era solo illuso che la febbre fosse scesa.
Certo il suo stato d'animo non lo aiutava ma non poteva ricondurre un malessere fisico di quel livello alla sola sfera emotiva.
La ferita poteva essersi infettata e per la prima volta Diego ebbe paura, sapeva che le infezioni portavano a conseguenze irreversibili.
Sospirò, doveva usare le forze rimaste per collaborare con il dottor Hernandez, non voleva nemmeno prendere in considerazione l'eventualità di un'amputazione, si sorprese a pensare "Meglio morto che menomato", sorrise riflettendo sull'assurditá  di una tale riflessione nei panni di Diego.
Come avrebbe potuto dissimulare, ricomporre la maschera di Diego che si era sbriciolata davanti a tutti?
Fingere di svenire poteva essere una soluzione ma avrebbe dovuto confidarsi almeno con il dottore, non poteva agire passivamente se voleva riprendersi.
Intanto Hernandez da un lato e suo padre dall'altro cercavano di condurlo in una delle camere.
Sentì la voce di Victoria, il tono più acuto del consueto: "Lasciate che vi preceda, vado ad aprire la stanza e controllo che sia in ordine" poi rivolta al dottore "Ditemi in che modo posso esservi d'aiuto, posso assistervi mentre visitate Diego"
Hernandez si limitò ad un cenno di assenso che non sfuggì a Diego.
Il giovane Don trovó la forza per richiamare l'attenzione del medico con una leggera pressione sulla spalla sinistra a cui si stava reggendo per salire le scale.
Scosse debolmente il capo ed Hernandez capì, rivolto a Victoria si limitò a rispondere "Gracias Victoria, terrò presente la vostra disponibilità"
Lei realizzò che non la avrebbe coinvolta, non le era sfuggito lo scambio di sguardi tra medico e paziente, possibile che la sua presenza mettesse così a disagio Diego?
Li superò avviandosi verso la stanza, cercando di scorgere il suo volto, vide solo che era ancora madido di sudore, accelerò il passo per dirigersi verso la camera che aveva scelto per lui. Aprì la porta, entrò e preparò il letto per il ferito, si scansò rapidamente per permettere agli uomini di far sdraiare Diego, che sembrava allo stremo delle forze.
Al pianterreno era tornata la calma, la concitazione aveva lasciato spazio ad un silenzio preoccupato, Mendoza si era seduto in attesa di aggiornamenti sulle condizioni dell'amico, lo sguardo al piano superiore, non gli restava che essere paziente e sperare che l'Alcalde non rientrasse troppo presto, altrimenti sarebbe stato nei guai.
Diego si abbandonó stancamente sul materasso, Hernandez si preparava a visitarlo, non senza aver notato il nervosismo del giovane che per il momento non accennava a collaborare, limitandosi ad osservare impaziente i movimenti del padre e della senorita Escalante. Era chiaro che voleva rimanere solo con lui, lo vide prendere fiato per parlare e decise di intervenire in suo aiuto.
"Non stancarti Diego, ora mi aspetto che tu sia collaborativo" poi rivolto agli altri due "Don Alejandro, Victoria, grazie del vostro aiuto, potete andare ora, avrei bisogno di restare solo con il mio paziente"
Non diede loro il tempo per replicare "Se dovessi aver bisogno di qualcosa provvederò a chiamarvi, Diego é in buone mani" aggiunse bonariamente.
Vide Diego rilassarsi e seppe di aver fatto la scelta migliore per lui.
Quando vide che non accennavano ad uscire li accompagnò verso la porta "Gracias, ora visiteró Diego"

Victoria e Alejandro erano stati buttati fuori dalla stanza anche se con estrema cordialità
"Victoria, Madre de Dios, non ci posso credere! Ho il diritto di sapere come sta mio figlio!" Strinse i pugni, e la mano si abbatté pesante contro il muro
Il colpo rimbombó potente nella stanza, Diego abbassò lo sguardo.
"Gli passerà figliolo, ora fatti visitare" poi aggiunse "Vuoi che chiuda a chiave?"
Diego si stupì dell'intuizione del medico e si limitó a rispondere  "Si, Gracias"
Il chiavistello girò, confermando a Victoria le intenzioni di Diego, la donna si voltò verso l'anziano Don e disse "Non ci vuole..." un tono amaro nella voce.
Alejandro era livido di rabbia "Cosa diavolo sta succedendo!" Lei capì che se non lo avesse fermato avrebbe sfondato la porta.
"Don Alejandro, lasciamogli il suo spazio, possiamo aspettare qui, con calma..."
"Io non ce la faccio, torno di sotto"
La lasciò da sola nel corridoio mentre scendeva rapido le scale, non lo fermò.

"Diego, ora devi farmi vedere quel braccio"
Il giovane arrotoló la manica della camicia e glielo porse.
"Sul serio Diego? Se vuoi che ti medichi a dovere, dovrai toglierla quella camicia, avanti!"
Nel frattempo aveva dato una prima occhiata alla ferita, non di spada, arma da fuoco senza dubbio, recente ma non fresca, già medicata
Diego muoveva le mani incerte per togliersi l'indumento.
"Aspetta ti aiuto, poi darò i tuoi vestiti a Victoria e mi farò portare un cambio"
"Non serve..."
"Decido io cosa serve, e servono abiti puliti, so che hai già capito a cosa sto pensando, non sei medico ma sei un uomo di scienza..." non avrebbe voluto spaventarlo ma forse era l'unico modo per scuoterlo.
Diego non rispose, ma si lasciò aiutare "A quando risale la ferita?"
"A qualche giorno fa..." rispose vago
"Ti sei curato da solo... avresti potuto venire da me..."
Silenzio
"Non ti chiederò come è successo, me ne parlerai se e quando ti sentirai pronto."
"Gracias"
"Ora però devo chiedere a Victoria di preararmi dell'acqua bollente e magari dell'alcool, devo pulire la ferita, hai fatto un bel lavoro ma è infiammata"
Diego si agitó, "Tranquillo non le chiederò di farmi da assistente"
"Potete chiedere a Felipe, lui è...." allo sguardo interrogativo del medico aggiunse "Lo sto avviando alle scienze"
Hernandez sorrise "Perfetto"
Si diresse verso la porta e fece scattare la serratura, Victoria si staccò dal muro quasi si fosse scottata, possibile che lo avesse già medicato?
"Dottore..." la voce di Diego debole ma stranamente decisa arrivò alle orecchie della donna "Non prenderó in considerazione l'amputazione"
Victoria soppresse un grido inorridito, possibile che la ferita fosse così grave?
La porta si richiuse, non a chiave però
Victoria era sconvolta
Hernandez tornò verso di lui, "Diego, non è una ferita così grave, ti ho detto che hai fatto un buon lavoro, la puliremo e poi vedremo come trattarla, non perderai il braccio destro"
La porta si spalancó di colpo e Victoria entrò come una furia "Diego!" Gli occhi spalancati, lui capí cosa doveva aver sentito.
"Victoria...non preoccupatevi" improvvisamente si rese conto di essere senza camicia, lei era così agitata che non lo aveva notato, si riscosse solo quando lui tentò di coprirsi con il lenzuolo ed i suoi occhi vagarano dalla ferita al torace "Don Diego, io.... scusatemi...." si precipitò fuori dalla stanza con lo stesso impeto con cui era entrata, chiudendo la porta alle sue spalle, Hernandez non poté impedirsi di sorridere della situazione.
Victoria si appoggiò al muro, il respiro affannato, non solo per la preoccupazione, lo sapeva.
Sperava in cuor suo che le parole di Diego fossero sincere, ma una parte di lei continuava a chiedersi cosa aveva visto, chi aveva visto? Era quello che nascondeva Diego sotto i suoi abiti eleganti? Come poteva essere così, così... imponente. Il viso le andò in fiamme, mentre aspettava invano che il suo respiro tornasse regolare.

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