Settimo

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"Beomgyu.... credo proprio che avresti avuto una vita magnifica se fossi nato umano"
Quella frase rimbombava come un tamburo nella sua testa.
Cosa intendeva Yeonjun con nato umano?
Un mortale sacrificabile? Umano come quegli sciocchi bambini che giocavano a farsi la guerra per un misero tozzo di pane?
Sospirò ancora
Yeonjun era così bello in quei jeans larghi azzurro chiaro
Gli aveva persino chiesto se voleva una mano a tenere il sacchetto con i suoi abiti nuovi
Scacciò dalla testa la loro immagine allo specchio mentre provavano una felpa uguale e tornò a concentrarsi sui suoi piani per i giorni restanti
"Divertirmi"

Taehyun si era incontrato prima con Yeonjun come richiesto dal demone.
L'angelo si era presentato all'appuntamento con gli occhiali e i capelli appena spettinati.
Un pensiero attraversò la mente di Yeonjun premendogli sul petto come un sasso.
"A cosa stai pensando capelli blu?"
"È strano vederti in disordine e mi chiedevo cosa o chi ti avesse trattenuto"
Taehyun lo incenerì con lo sguardo.
"Stavo cercando informazioni su di te demone dalle ali dorate, non ero con il tuo compagno o sarei venuto qui con lui."
Yeonjun provò a trattenersi ma poi sorrise.
L'idea che Beomgyu potesse avere certe esperienze con un angelo come Taehyun gli faceva torcere le budella.
"E per tua informazione io ho un fortissimo senso etico oltre che una ragazza che mi aspetta", precisò sistemandosi gli occhiali.
L'altro iniziò a ridere di gusto per la prima volta dopo tempo.
Taehyun era innamorato?
Come era possibile?
Rise di nuovo
L'angelo, al limite della sopportazione si alzò in piedi e sbatté una cartelletta sul tavolino in legno.
"Qui c'è quello che mi hai richiesto Yeonjun. Ma bada bene, lascia a noi Soobin. So della competizione e Beomgyu non interverrà in merito. Scopri chi sei e sparisci."
"Va bene", nessun insulto, nessun affronto.
Nemmeno lesse il contenuto del plico di fogli.
Aspettò gli altri sorseggiando un tè ghiacciato. Taehyun messaggiava consumando a piccoli sorsi un cartoncino di succo d'uva quando arrivarono anche Kai e Soobin.
Il più piccolo salutò da lontano con la mano, felice come un bimbo.
"Ciao ragazzi, ciao Yeonjun"
Il più grande alzò la testa e sorrise all'umano.
"Beom?"
"In ritardo come al solito", sentenziò Taehyun.

Beomgyu era in ritardo, gli altri avevano sicuramente già terminato merenda e sala giochi.
Sperava di arrivare in tempo per il dolce.
Le sue gambe non erano lunghissime ma era veloce, i capelli si annodarono per il vento.
Stava superando il parco quando notò un'insolita quiete proprio lì.
Si morse il labbro e si fermò appoggiando i palmi delle mani sulle ginocchia.
"Choi"
Non fece in tempo a guardarsi attorno che un ragazzo più grande lo atterrò, non un ragazzo, un demone.
"Che vuoi da me? Lucifero mi ha mandato qui"
Il demone rise, esibendo un sorriso rettangolare fuori dal comune.
La nebbia iniziava a riempire le strade e le nuvole coprivano il cielo, illuminato solo dalla luna.
Un calcio sul fianco fece accucciare il minore.
Forse sarebbe anche riuscito a reagire se solo avesse capito cosa stava succedendo.
"So della vostra stupida competizione. Ma tu hai barato piccolo bastardo."
"Di cosa stai par.."
La guancia di Beomgyu graffiò l'asfalto, quel ragazzo aveva una forza anormale.
"Sapevo che eri scemo ma non credevo così tanto. Tu stai corrompendo l'erede, schifoso incompleto"
Il più piccolo si alzò sui gomiti e rise in faccia al suo aggressore.
"Sono un demone, questo fanno i demoni."
"Tu non sei un demone. Come osi parlare così davanti a me feccia"
L'assalitore prese a colpirlo con più forza, il suo corpo era due volte quello del più piccolo.
Era bastato così poco per far spaventare Lucifero al punto di mandare uno dei suoi fedeli a minacciarlo?
Beomgyu prese con entrambe le mani il braccio del demone e lo ustionò, provocando le grida del maggiore.
"Cosa cazzo sei tu?!", urlò il nemico lanciandò il corpo di Beomgyu contro un muro.
Quel colpo fu troppo forte.
Non si reggeva più in piedi.
L'altro lo raggiunse e gli assestò un destro in pieno viso.
Il naso aveva iniziato a sanguinare e i capelli erano sporchi di sangue.
Continuò a scuotere il suo corpo come quello di una marionetta.

Beomgyu era sempre stato un bambino vivace, esuberante e divertente.
"Così sensibile", diceva sempre sua madre.
Ricordò quando al primo giorno di scuola gli altri bambini gli chiesero come erano le sue ali.
Beomgyu non rispose, disse che era una sorpresa.
Ma i giorni passavano e quelle ali non spuntarono mai.
Il ragazzo piangeva ogni notte.
Poi arrivarono le prese in giro.
Nessuno a sostenerlo, nessuno a dargli amore che non fosse quello legato dal sangue di una famiglia.
Solo una volta un ragazzo prese in giro le ali di Yeonjun, il giorno dopo il suo gruppetto gli staccò due denti.
E nessuno osò più mettere in discussione la diversità del demone dai capelli blu.
"Sono così solo"

Angel or DevilDove le storie prendono vita. Scoprilo ora