aizawa_forever

°`Oliver▪︎Cicatrice°`
          	
          	Le cicatrici fanno parte della vita di tutti noi.
          	
          	Sono reali, sono prove, vittorie, segni che raccontano un percorso.
          	
          	Cicatrici fisiche, cicatrici mentali: non importa.
          	Forse sono l’unica cosa che non viene mai considerata astratta dalla società.
          	
          	Ma c’è un tipo di cicatrice che viene sempre analizzata troppo,
          	a cui vengono fatte domande,
          	a cui vengono lanciate occhiate.
          	
          	Le cicatrici autoinflitte.
          	
          	Le cicatrici che alcune persone usano per cercare di rimanere coscienti in questa vita.
          	
          	Oliver ne era pieno.
          	
          	Prove che gli costellavano il corpo.
          	
          	Segni che dimostravano la sua forza.
          	
          	Dicevano:
          	“io sono sopravvissuto.
          	sono vivo.
          	sono riuscito a uscirne.”
          	
          	Eppure, nonostante tutto, le persone guardavano.
          	
          	Facevano domande silenziose.
          	Lanciavano occhiate silenziose.
          	
          	Un giorno, durante una passeggiata, una bambina disse a Oliver:
          	“Signore, penso che lei debba educare il suo gatto.
          	Guardi quanti graffi.”
          	
          	Innocenza.
          	
          	Pura e semplice innocenza.
          	
          	Quella frase gli diede la forza di continuare a sorridere.
          	
          	Di continuare a mostrare al mondo
          	i graffi del gatto che lo aveva tormentato per anni.
          	
          	Quelle cicatrici rimarranno sempre stampate sulla sua pelle.
          	
          	Ma sono la prova tangibile del fatto che Oliver è vivo.
          	
          	La prova che sia riuscito a sconfiggere un mostro che, dopotutto,
          	non era più grande di lui.

Noemuzza

HEII TATAA
          Innanzitutto volevo dirti per l'ennesima volta che ADORO LE TUE STORIE letteralmente, "more than lines" è stato uno delle prime storie che ho letto e mi è piaciuta un sacco.
          Allora, diciamo che non ho da tanto tempo wattpad, ma ho sempre pensato se scrivere o no almeno una storia, e ora credo che lo farò.
          Volevo sapere magari dei consigli da parte tua, se vuoi, e magari anche come si fa.
           Detto ciò ASPETTO I PROSSIMI CAPITOLI DI "CHLORINE AND SILENCE" :3

aizawa_forever

@ Noemuzza  CHE BELLO SONO STRA FELICE^^
Yanıtla

Noemuzza

GRAZIE MILLEEEE ti giuro all'inizio non sapevo se scrivere ma alla fine mi sono convinta che potrei farlo volendo, mi sono già creata na trama in testa, cmq GRAZIEEE❤️❤️
Yanıtla

aizawa_forever

@ Noemuzza  HEYYY
            GRAZIE MILLE PER TUTTO, SONO COSÌ FELICE CHE TI SIA PIACIUTA TANTO❤️
            invece per quanto riguarda il resto
            il primo consiglio che ti do è cercare di trovare un tuo modo di scrivere, butta giù tutto quello che ti gira in testa e vedrai che con il tempo riuscirai a trovare la tua voce 
            una cosa importantissima è NON AVERE FRETTA. ricorda scrivere è una cosa bellissima ma che ha i suoi tempi
            poi quando vorrai iniziare ti dico che, secondo me, il primo step in assoluto è farti una scaletta (ad esempio: trama generale, ruolo dei personaggi, caratterizzazione dei personaggi, linea temporale)
            anche la grammatica ha un ruolo importante in tutto ciò, ma sta tranquilla, all'inizio non serve essere perfetti (se confronti i primi capitoli con gli ultimi di more than lines vedrai un'enorme differenza)
            anche questa si aggiusterà con il tempo
            infine quando finirai di scrivere il capitolo dai una bella revisionata e pubblica
            detto ciò tieni sempre a mente che scrivere una ff o una storia in generale deve essere, prima di tutto, DIVERTENTE 
            (sappi che se mai pubblicherai io sarò una delle prime a leggere)
            spero tanto che questi consigli ti siano, o ti saranno, d'aiuto e per qualsiasi altra cosa sappi che puoi sempre scrivermi qui in bacheca (o, se hai ig, anche li)^^
            ❤️
            
            (PS: GIURO CHE PER QUESTO WEEKEND PUBBLICO IL SECONDO CAPITOLO)
            
Yanıtla

aizawa_forever

°`Oliver▪︎Cicatrice°`
          
          Le cicatrici fanno parte della vita di tutti noi.
          
          Sono reali, sono prove, vittorie, segni che raccontano un percorso.
          
          Cicatrici fisiche, cicatrici mentali: non importa.
          Forse sono l’unica cosa che non viene mai considerata astratta dalla società.
          
          Ma c’è un tipo di cicatrice che viene sempre analizzata troppo,
          a cui vengono fatte domande,
          a cui vengono lanciate occhiate.
          
          Le cicatrici autoinflitte.
          
          Le cicatrici che alcune persone usano per cercare di rimanere coscienti in questa vita.
          
          Oliver ne era pieno.
          
          Prove che gli costellavano il corpo.
          
          Segni che dimostravano la sua forza.
          
          Dicevano:
          “io sono sopravvissuto.
          sono vivo.
          sono riuscito a uscirne.”
          
          Eppure, nonostante tutto, le persone guardavano.
          
          Facevano domande silenziose.
          Lanciavano occhiate silenziose.
          
          Un giorno, durante una passeggiata, una bambina disse a Oliver:
          “Signore, penso che lei debba educare il suo gatto.
          Guardi quanti graffi.”
          
          Innocenza.
          
          Pura e semplice innocenza.
          
          Quella frase gli diede la forza di continuare a sorridere.
          
          Di continuare a mostrare al mondo
          i graffi del gatto che lo aveva tormentato per anni.
          
          Quelle cicatrici rimarranno sempre stampate sulla sua pelle.
          
          Ma sono la prova tangibile del fatto che Oliver è vivo.
          
          La prova che sia riuscito a sconfiggere un mostro che, dopotutto,
          non era più grande di lui.

aizawa_forever

°`Maddie▪︎Vertigine`°
          
          Le vertigini sono una delle cose più comuni che una persona possa provare.
          
          Tutti, almeno una volta, abbiamo sentito anche solo un minuscolo senso di vuoto sotto i piedi.
          
          Una montagna russa.
          Una ruota panoramica.
          Una funivia.
          Una scala.
          
          Tantissime persone preferiscono farsi chilometri in treno piuttosto che ore in aereo a causa delle vertigini.
          
          Ecco, Maddie soffriva tanto di vertigini.
          
          Ma lei non aveva paura di cadere da una scala.
          
          Lei aveva paura di sprofondare nella sua vita.
          
          La vita di Maddie, dopo l’università, si era trasformata in un filo.
          
          Lei vive camminando su questo sottile filamento di sogni e speranze,
          con la paura costante di cadere, di fallire
          e di non riuscire più ad alzarsi.
          
          Quel filo diventava sempre più sottile
          ad ogni colloquio andato male,
          ad ogni no,
          ad ogni “non possiamo assumerti, ti serve esperienza”.
          
          Maddie viveva con la costante vertigine di cadere
          nel vuoto del fallimento.
          
          Nel vuoto che riempiva la sua stessa testa.
          
          Nel vuoto, nel fallimento imposto da una società
          che critica tanto i giovani,
          ma che alla fine non fa niente per aiutarli.
          
          La vertigine di Maddie, in fondo,
          era stata creata e cucita da generazioni di uomini e donne,
          e lei era solo l’ennesima vittima.

aizawa_forever

secondo me "stare bene" è un concetto così ampio
          
          come si può rinchiudere tutto quello che si prova in due semplici parole generiche?
          
          non è come un "ti amo" no, "stare bene" è un concetto così importante da risultare vitale.
          
          in una vita tu stai bene migliaia di volte, ma per la maggior parte sono tutti periodi brevi.
          
          quand'è che un essere umano raggiunge davvero lo "stare bene"?
          
          perché anche se si ha tutto ciò che si vuole non potrai mai stare bene per sempre.
          
          per questo, secondo me, vivere è la risposta giusta.
          
          "come stai?" "vivo, tu?" è una risposta onestà che ti dice 
          "io vivo, mi alzo, mangio, bevo, studio e vado a scuola, o. lavoro.
          riesco a fare ciò che posso e che di conseguenza mi fa stare anche bene in quei momenti.
          io non sto bene, io vivo, come tutti"
          
          è un pensiero che mi affascina molto a voi?

aizawa_forever

@ Zoe_Maybank  è uno di quei pensieri che mi vengono prima di dormire, stavolta ho voluto approfondirlo un po di più
            mi fa piacere sapere che sono riuscita a far riflettere su, un tema del genere, anche altre persone
Yanıtla

aizawa_forever

@ Amy_sunflowerr  alla fine la cosa importante è vivere
            vivi al meglio, realizza ciò che vuoi e fa ciò che è giusto per te stessa
Yanıtla

Zoe_Maybank

@ aizawa_forever  mi ha fatto riflettere, hai ragione.
Yanıtla

aizawa_forever

°`Holly - Vivere`°
          
          Vivere è una cosa così complessa.
          È un'azione che richiede coraggio, forza e tanta volontà.
          
          Vivere significa troppe cose insieme, cose automatiche e cose che vanno pensate.
          
          Alzarsi.
          Lavarsi.
          Mangiare.
          Bere.
          Studiare.
          Lavorare.
          Divertirti.
          Stare bene.
          
          Come possiamo fare tutte queste cose in un tempo così breve?
          
          Eppure gli esseri umani ce la fanno. Si alzano, si lavano, mangiano, bevono, vanno a lavoro.
          Riescono a divertirsi, a rilassarsi nonostante tutto.
          
          Ma riescono anche a stare bene?
          
          Ecco. 
          Stare bene è la cosa più difficile da fare mentre si vive.
          
          Come fai a sapere se stai davvero bene?
          
          Molti confondono lo stare bene con il vivere.
          Pensano che se nella vita fanno combaciare tutto, di conseguenza staranno davvero bene.
          
          Ma non è sempre così.
          
          
          Holly l'aveva capito.
          Lei era riuscita a dare una risposta a questa domanda.
          
          E la verità è che non si può sapere.
          
          Holly aveva appena compiuto diciotto anni quando lo capì.
          
          Stava alla sua festa, in un angolo a prendere un po d'aria.
          Lì riuscì a comprendere che in realtà stare bene vuol dire solo vivere.
          
          Perché se tu vivi, se tu stai in pace con te stesso, se tu riesci a far combaciare tutto nella tua vita, anche con qualche imprevisto, allora stai anche bene.
          
          Stare bene è solo un altro modo per dire al mondo "sto vivendo".
          
          Holly è una dei pochi ad averlo capito così in fretta.
          Solo grazie a una pausa presa alla sua festa.
          
          Da quel giorno alla domanda "come stai?" Holly risponde solo con due parole.
          
          "Vivo, tu?"

Amy_sunflowerr

@ aizawa_forever  // quanta verità...
Yanıtla

aizawa_forever

sto mangiando pizza con wurstel avanzata, ho forse 3 ore di sonno in corpo e sto iniziando un kdrama con mia madre
          posso dire, miglior inizio anno di sempre

Sonoio74

@ aizawa_forever  beh direi che non poteva andare meglio 
Yanıtla