Capitolo IV.

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Non corsi per 10 km e non mi addormentai su una panchina. Semplicemente corsi verso casa mia. Volevo solo buttarmi sul letto e schiarirmi le idee. Avevo appena visto Newt baciarsi con una ragazza e ci ero rimasto parecchio male. Certo, avevo parlato soltanto due volte con il biondo, ma mi ero già creato un castello di fantasie in testa il quale sembrava volesse diventare reale a tutti i costi. Nella mia mente vorticavano ipotesi e sciocchezze, essa vacillava in cerca di qualche risposta. Poi mi dissi che alla fine nulla di quello che avevo immaginato nelle mie fantasie era reale, che non conoscevo davvero quel ragazzo e che non avrei potuto farmi del male per lui senza nemmeno avere provato a conquistarlo.

Non appena entrai in casa, trovai mia madre addormentata sul divano con un bicchiere di vino in mano, mezzo rovesciato. Presi una coperta dalla poltrona vicino al caminetto e la sistemai su di lei. Mio padre era sempre nel mondo dei sogni, nemmeno si rese conto che mia madre era tornata a casa dalla serata con le sue amiche. O almeno, era quello che avrei voluto credere.

Il mattino seguente a scuola dovetti mettermi un paio di occhiali da sole perché i miei occhi erano così rossi e le occhiaie così evidenti che probabilmente il primo ad incontrarmi per i corridoi avrebbe pensato fossi stato un vampiro. In effetti, avevo dormito circa tre ore. Ero distrutto.

- Tom! Che brutta cera..

Teresa si avvicinò al mio armadietto, con aria compassionevole.

- Purtroppo ieri sera Minho è riuscito a trascinarmi ad una festa. Sono stanchissimo, Tess.

La mia amica mi osservò socchiudendo gli occhi e guardandomi con disappunto. Poi scrollò la testa.

- Non me lo aspettavo da te. Dovresti avere imparato la lezione da ieri.

Guardai la bruna corrugando le sopracciglia. Aveva ragione, come sempre, ma non avevo voglia di sentire ramanzine alle otto di mattina.

- Lo so. Credimi..io e le feste non avremo nulla a che fare per un bel po'.

Non feci in tempo a voltarmi per avviarmi alla lezione di Storia, che Minho comparve alla mia sinistra mettendomi un braccio intorno alle spalle.

- Allora, come sta la mia testa di caspio?

Fulminai il mio migliore amico con gli occhi.

- Mi sembra di essere uno zombie. O un vampiro. Benissimo..

Minho rise come se avessi detto la cosa più spassosa del mondo. Forse non gli erano ancora passati i postumi della sbornia, o non li aveva mai avuti.

- Comunque amici. Domani come sapete c'è la gita di inizio semestre. A chi l'onore di sedersi vicino al sottoscritto sul pullman?

Osservai Minho con aria colpevole. Teresa, rimasta in silenzio per qualche secondo, guardò prima me e poi Minho.

- Minho, Tom non può venire domani. La Professoressa McCalaghuy ha detto che è troppo indietro di diverse materie e che rimarrà in classe con i ragazzi della scuola in punizione. Non gli è permesso venire in gita.

Minho spalancò gli occhi, incredulo.

- Che cacchio Thomas! Oh beh, mi rimane sempre Teresa.

L'asiatico si avvicinò alla bruna con un sorrisetto malizioso. Teresa gli tirò una gomitata e ridendo si avviò in classe. Quei due non me la raccontavano giusta.

A pranzo mi sedetti al mio solito posto, insieme ai miei amici. In realtà Minho si spostava continuamente tra circa tre tavoli diversi, ridendo e scherzando con chiunque. La mia attenzione però era rivolta solo ed unicamente ad una persona.

Safe Place || NewtmasDove le storie prendono vita. Scoprilo ora