Capitolo II.

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Newt.

Non avevo mai sentito un nome del genere. Eppure mi sembrava di avere percepito qualcosa da quelle misere quattro lettere. Come se quel nome fosse già stato impresso da qualche parte nella mia memoria. Ma forse, era solo un'impressione.

Non appena arrivammo a scuola la campanella era già suonata da qualche minuto. Teresa corse come un fulmine verso la sua classe per paura di arrivare in ritardo, lasciandomi con la bocca spalancata davanti al cancello di ferro nero.

- Teresa! Dove vai? E adesso come lo trovo questo tizio?

Fortunatamente la bruna mi sentì e si voltò per un momento facendomi un cenno con la testa verso sinistra, poi si avviò verso la sua classe, correndo.

Minho nel frattempo aveva raggiunto un gruppo di amici ritardatari ma sapevo che mi stava controllando di sottecchi per paura che potessi scappare da un momento all'altro.

A sinistra del cortile c'era un gruppo di ragazzi dell'ultimo anno. Alcuni li avevo già visti di sfuggita. Al centro c'era un ragazzo che non avevo mai visto in vita mia. Era alto, magro e aveva una zazzera di capelli biondi che risplendevano sotto la luce del sole. Pensai che quello doveva essere Newt.

Mi avvicinai titubante al gruppo, il quale si stava scambiando qualche foglio di carta già scritto. Non appena mi videro salutarono il ragazzo biondo e si avviarono in classe.

- Tu..tu devi essere Newt.

Il biondo sistemò i fogli rimanenti in una cartellina, si passò una mano tra i capelli e sospirò. Dopodiché mi rivolse uno sguardo annoiato.

- Esatto. Sono io. Ti serve qualcosa?

Non appena i suoi occhi si rifletterono nei miei provai una sensazione strana. Come se il mio stomaco avesse fatto una capriola.

- Ho sentito che puoi procurarmi una vecchia tesina.

Newt mi osservò per qualche secondo, poi guardò a destra e a sinistra del cortile per accertarsi che non ci fosse nessuno. A parte qualche ultimo ritardatario e noi due, era deserto.

- Okay, vieni con me.

Il biondo mi prese letteralmente per la manica della felpa trascinandomi dietro al muretto a destra dell'entrata.

- La campanella è già suonata da diversi minuti quindi dobbiamo sbrigarci. Di che materia ti serve?
- Di Scienze. Io..io non ho fatto il compito per oggi e mi serve assolutamente oppure..
- Frena frena frena. A me non interessa per quale cacchio di motivo ti serve. Ti faccio questo favore e tu mi paghi, fine. Meglio ne so meglio è. Intesi?

Il biondo si portò nuovamente una mano tra i capelli perché il ciuffo continuava a cadergli sopra gli occhi. Poi prese una bottiglietta d'acqua dallo zaino e si mise a bere qualche sorso. La sua espressione diventò confusa perché forse rimasi a fissarlo senza rispondere.

- Okay, va bene. Allora niente..di Scienze.
- Ne ho una di un ragazzo di quinta di qualche anno fa ed è una bozza stampata quindi puoi mettere il tuo nome. Tanto non deve essere perfetta, giusto?

Newt si mise a frugare ulteriormente nello zaino e mi porse un foglio. Non appena le sue dita sfiorarono le mie provai come una scossa in tutto il corpo. Non sapevo cosa mi stesse succedendo.

- Va benissimo..ti ringrazio. Senti, i soldi posso darteli dopo? Sono già in ritardo..

Il biondo mi osservò con aria rassegnata e socchiuse leggermente gli occhi.

- Facciamo che la prima volta è gratis. Se parli bene di me in giro, si intende. Buona giornata.

Non feci nemmeno in tempo a replicare che il ragazzo girò i tacchi e si avviò verso l'entrata della scuola. Non avevo altra scelta che fare la stessa cosa.


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