3: rubini

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«Reven... sei sicura di sapere dove siamo?» chiedo con la voce che tradisce un filo di ansia.
È da più di due ore che camminiamo e questo non è più un bosco. Più andiamo avanti, più gli alberi diventano fitti, scuri, alti. L'aria stessa sembra cambiare, più umida e pesante, e il terreno sotto i miei piedi si fa irregolare.

«Non ha assolutamente senso questa mappa! Il bosco dovrebbe essere finito da un pezzo!» esclama Reven, ormai in preda al panico.

«Beh, guardate il lato positivo: almeno ci saltiamo la lezione di fauna e flora della professoressa Posano.»
Bellamy, come sempre, pensa soltanto a come evitare le ore di scuola.

«Che noia... e ora che facciamo?» sbuffa Monty, grattandosi la nuca.

«Boh... andiamo di là» propone Octavia, indicando a caso una direzione.

Così, senza avere una vera idea di dove stiamo andando, ci incamminiamo tra gli alberi. Il silenzio della foresta è inquietante, rotto solo dal fruscio delle foglie e dai nostri passi incerti.

Poi, all'improvviso, crack.

Un rumore secco alle nostre spalle mi fa voltare di scatto. Il cuore accelera. Guardo gli altri sperando che sia stato uno di loro a calpestare un ramo... ma i loro occhi spalancati mi dicono che non è così.

Dal sottobosco emergono due lupi grigi. Ci ringhiano contro, mostrando i denti bianchi e affilati. Rimango pietrificata. Non è possibile... che cosa ci fanno due lupi qui?

Cerco lo sguardo dei miei amici: sono tutti terrorizzati quanto me. Tutti, tranne Octavia. Lei non si muove. Fissa il più grande dei due con un'espressione indecifrabile e, quando lui si accorge di lei, smette di ringhiare.
Che diamine sta succedendo?

Il secondo lupo ulula, un suono profondo che mi gela il sangue. Poi lo sento: passi pesanti, sempre più vicini. Qualcuno, o qualcosa, si sta avvicinando.

Il cuore mi batte all'impazzata. Mi giro di scatto e lo vedo.

Due occhi rosso sangue emergono dalle ombre. E poi lui: un lupo gigantesco, il doppio, forse il triplo degli altri. Il suo manto è nero come la notte, così scuro da sembrare quasi ipnotico. Ogni suo passo fa tremare il terreno, e sono certa che potrebbe uccidermi in due secondi.

Eppure... non ho paura.

Anzi, è come se qualcosa dentro di me mi spingesse verso di lui. Cammino lentamente nella sua direzione, come in trance, mentre lui mi osserva. Il suo respiro è affannoso, e se prima sembrava furioso — per un motivo che non riesco a capire — ora nei suoi occhi leggo solo curiosità.

Un passo dopo l'altro ci avviciniamo, sempre di più, finché tra noi resta solo un soffio d'aria. Sento il suo fiato caldo sfiorarmi il collo e, quando ormai credo che mi attaccherà, fa qualcosa di totalmente inaspettato.

Appoggia la fronte contro la mia.

Per un istante tutto il resto scompare. Vedo solo i suoi occhi color sangue, profondi e infiniti, e poi... più nulla. Solo buio.
E in quell'oscurità, due iridi verdi familiari, rassicuranti, mi avvolgono completamente.

Autrice🤍
Scusate è un po' corta ma l'ho fatta in meno di un ora spero con il tempo di riuscire a sistemare ogni capitolo e allungarlo.
xoxo🤍.

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