6: Wanheda

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Pov's Clarke

Sono passati due giorni da quando siamo arrivati qui. Avevamo provato a elaborare un piano di fuga, ma Emily ha spento ogni nostra speranza raccontandoci storie di altri umani che ci avevano provato prima di noi... e che non erano sopravvissuti oltre il giorno successivo.

Ci hanno divisi in base alle nostre capacità. Io sono stata assegnata al maneggio. Non chiedetemi a cosa possano servire dei cavalli a dei lupi mannari, perché non ne ho la minima idea. Ma, se devo essere sincera, sono contenta del mio lavoro.

Quando ero piccola, i miei genitori mi portavano spesso al maneggio. Amavo cavalcare. Adesso, stare a stretto contatto con questi magnifici animali senza poterli montare e sentire il vento tra i capelli... mi uccide lentamente.

Un nitrito mi strappa dai miei pensieri. Mi giro di scatto e sgranò gli occhi: davanti a me c'è un cavallo nero come la notte, con una lunga criniera dello stesso colore. È bellissimo.

Mi avvicino piano, ma lui si innervosisce. Mi fermo, abbasso lo sguardo e tendo la mano con cautela. Per qualche secondo non succede nulla, poi le mie dita incontrano il suo muso caldo e morbido. Alzo lentamente lo sguardo e mi ritrovo a pochi centimetri da lui.

«Ciao» sussurro, appoggiando la fronte contro la sua.
«Anche tu sei rinchiuso qui dentro, eh?»

In quel momento mi sembra l'unico essere capace di capire come mi sento davvero. Non è solo questa situazione ad appesantirmi... è tutta la mia vita. Mi sono sempre sentita intrappolata: a casa, a scuola, nella monotonia dei giorni tutti uguali.

Può sembrare assurdo, ma una parte di me non è poi così dispiaciuta di trovarsi qui. Ogni giorno è un'avventura. Scopro cose nuove su questo mondo e, soprattutto, c'è quella sensazione inspiegabile: un calore dentro di me, come se qualcosa stesse riempiendo quel vuoto che da sempre mi accompagna.

Certo, a volte ho anche paura. Qui si rischia la vita per ogni minima sciocchezza. Ma ormai... non me ne importa più nulla. È come se stessi accarezzando la morte stessa, e l'unica cosa che desidero davvero è fondere la mia esistenza con la sua.

Senza pensarci troppo, monto in sella al cavallo. Mi dirigo verso l'uscita della stalla e, un attimo dopo, sto volando. Il vento mi scompiglia i capelli, l'aria fresca mi accarezza il viso e la velocità mi fa battere il cuore come non succedeva da anni. Mi aggrappo alla sua criniera per non cadere e rido, libera. Libera come non mi sentivo da una vita.

Faccio un giro e poi torno indietro. Ma appena rientro nella stalla, il cuore mi balza in gola. Qualcuno è appoggiato allo stipite del box.

L'ansia mi invade. Chi è? Ho preso un cavallo senza permesso, sono andata a cavalcare nonostante mi fosse stato detto di non toccarlo se non per la sua cura. Sono morta.

Scendo a terra lentamente, tenendo lo sguardo basso e stringendo gli occhi, come se così potessi prepararmi a un gesto violento.

«È bella, vero?» dice una voce dolce, gentile.

Alzo lo sguardo, evitando però i due smeraldi che so benissimo di trovare. È lei. Lo avevo già intuito dalla voce, ma il suo abbigliamento completamente nero e la fascia che scende dalla spalla me lo confermano: è l'Alpha.

«Sì... è stupendo» mormoro, accarezzando il muso dell'animale.
«Stupenda» mi corregge lei. Mi giro sorpresa.

«Posso chiedere come si chiama, Alpha?» chiedo curiosa.
«Come mi chiamo io o come si chiama lei, umana?» ribatte con tono freddo.

Forse ho detto qualcosa di sbagliato. Forse non vuole dirmelo. Anche se io mi riferivo al cavallo... devo ammettere che sapere il suo nome mi piacerebbe molto. Ogni volta che la sento vicina, ogni volta che parla, qualcosa in me si accende.

«Entrambe...» dico incerta. Ma so che non mi farà del male. Lo sento.

«Lei si chiama Wanheda.»
«Wanheda...» ripeto con una pronuncia incerta. Lei scoppia a ridere e per un secondo dimentico come si respira.

«Significa "Comandante della morte". È nella lingua dei miei avi.»

Comandante della morte. Non sono solo io, allora, a percepire quell'aura mortale attorno a lei.

«E tu invece...» sto per chiederle il suo nome, ma lei cambia subito argomento.
«Cosa ci facevi su quel cavallo?»

Perché non vuoi dirmelo? Perché non ti fidi di me?

«Facevo un giro» rispondo vaga. So benissimo di star giocando con il fuoco, ma non capisco il motivo del suo comportamento. Prima è gentile, ride perfino. Poi torna fredda, distante.
Vorrei tanto guardarla negli occhi, ma dopo "l'incidente" di due giorni fa mi hanno rimproverato severamente. Mi hanno detto chiaramente che, se fosse successo di nuovo, non sarebbe finita bene.

«Pensavo ti avessero elencato le regole della casa!» esplode arrabbiata.

Perché deve essere tutto così complicato? Perché non posso semplicemente abbracciarla e dimenticare tutto il resto? Vorrei gridarglielo in faccia... ma non lo faccio.

«Sì, me le hanno dette...» sussurro così piano che dubito riesca a sentirmi.

«E allora cosa ci facevi su quel cavallo?»

Fa un passo verso di me e io indietreggio, terrorizzata. Non mi farà del male. Non mi farà del male. Continuo a ripetermelo in testa, cercando di convincermi.

«Mi scusi, Alpha... n-non ho resistito» balbetto, il cuore che mi trema nel petto.

Un altro passo. Sempre più vicina.

Chiudo forte gli occhi, non sapendo cosa aspettarmi.

«Ti piace andare a cavallo...»

La sua voce torna gentile. Sento una mano accarezzarmi piano la guancia, e poi spostare dietro l'orecchio una ciocca bionda ribelle. Trattengo il respiro, assaporando il contatto della sua pelle calda sulla mia. Vorrei che questo momento non finisse mai. Annuisco distrattamente.

«Bene. Allora potrai cavalcare quando vorrai. Ma prima di uscire, avvisami. Voglio sapere dove sei. E non provare a scappare... ti troverei anche in capo al mondo.»

Mille domande mi affollano la mente. Era una minaccia? O... una promessa?

Non faccio in tempo a parlare che lei è già troppo lontana. I suoi capelli svolazzano leggeri al vento mentre si allontana e, senza volerlo, un sorriso mi sfugge.

Cosa mi stai facendo, Alpha...?

Cosa mi stai facendo alpha.
Autrice🤍
Scusate per il cambiamento ma così mi sembrava molto più Figo. Spero vi piaccia.
xoxo🤍

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