11: brutti sogni

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clarke
pensavo che da quel giorno le cose sarebbero cambiate e avevo ragione, ma non in meglio.
ormai sono passati due mesi, i due mesi più lunghi e orribile della mia vita, gli incubi sono aumentati come gli attacchi di panico.
gli unici momenti che la vedo sono nei banchetti dove però non mi degna più di uno sguardo.
Credo di essermi abituata a questo posto , ho una routine molto dettagliata, mi alzo alle 7 faccio colazione insieme agli altri, passo la mattina a pulire la grande villa mentre il pomeriggio insieme a wanheda che mi è stata affidata.
abbiamo appena finito di lavare i pavimenti della sala da ballo, non avete idea di quanto tempo e persone servano a pulire tutta la stanza, sono stanchissima.
"eii clarke muoviti che ho fame" mi grida octavia da lontano.
faccio un cenno con la testa e le corro dietro affamata pure io.
arriviamo alla cucina del personale e iniziamo a saccheggiare gli armadietti.
Emily poi sbuca dalla porta insieme ad un altra ragazza che stranamente non ho mai visto.
"ma sarà vero"
"non lo so, però questa voce sta girando" sento dire dalle due.
"eii bella che succede" dice octavia a emily che ora ha uno sguardo schifato.
"nulla di che ragazze, il nostro alpha ha proprio dei pessimi gusti in fatto di ragazze" quasi mi strozzo con l'acqua che stavo bevendo.
"e come mai" chiedo non poco curiosa.
"io non dovrei dirvelo, ma i domestici ai piani alti raccontano che ogni notte lady ludovica fa visita alla nostra cara alpha e si pensa che ormai, visto la mancanza di una luna, l'alpha accetti lei come sua mate" trattengo il respiro tutto il discorso.
"ma si può fare, cioè non dovrebbe scegliere la luna il loro compagno" dice octavia
"bhe dipende la luna gli fa innamorare perdutamente, loro poi devono accettare quel'amore e fidati sono più testardi di quel che sembrano"
interviene la ragazza dietro octavia.
pov's lexa
ormai sta diventando un ossessione.
la vedo dappertutto, giorno e notte.
cerco di distrarmi, vado a riunioni, vedo gli allenamenti delle giovani reclute, cosa che non farei normalmente lasciandomi qualche momento per me, ma ora ogni volta che ho tempo per pensare la mia mente riproduce la sua immagine, come un disco rotto.
la cosa peggiore è che l'ho tradita, lei non lo sa, non sa nemmeno di essere la mia mate però sente qualcosa pure lei e la vedo ogni tanto in giro per la grande villa, sembra stanca penso che se continuiamo così la riporterò a casa sua, anche se questo vorrebbe dire dirle addio per sempre e non so se ne sono pronta.
ho sentito delle voci, ovviamente false, che dicono che sposerò Ludovica e diventerà luna anche senza essere la mia mate e forse sarebbe la scelta più saggia, mio padre sicuramente approverebbe, ma io? io approverei di sposare qualcuno che non amo?
il giorno passa tranquillo, tranne per qualche problemino durante una riunione, che però ho saputo gestire al meglio, buttando giù dalla finestra uno dei rappresentanti dei 13 clan.
si sente nel aria la tensione di una nuova guerra, la nazione del ghiaccio sta avanzando e sinceramente non ho la minima idea di come fermarla se non con una guerra, la regina del ghiaccio vuole sangue e si sa Jus drein jus daun.
ormai è sera non ho mangiato nulla sto progettando schemi di guerra, tattiche militari, sono nata per combattere e addestrata per diventare un alpha, un grande alpha, questa guerra può finire solo in un modo, ossia con la morte della regina del ghiaccio e la mia corona ancora più potente.
sento bussare alla porta guardo l'ora e sono quasi le tre, chi viene a disturbarmi a quest'ora, sarà di nuovo Ludovica, che rabbia quella ragazza le ho già detto tre volte che stasera non avevo voglia cazzo.
Mi alzo non poco arrabbiata e qspalanco la porta..
pov's clarke
osservo il nero soffitto della camera è da ore che mi giro e rigiro nel letto cercando di addormentarmi, ma i miei occhi non decidono di chiudersi.
mi sento terribilmente sola, ora più che mai.
mi rigiro nuovamente nel letto sperando di prendere sonno e finalmente riesco ad addormentarmi ma ovviamente che notte è senza incubi.
subito l'immagine di mio padre mi appare nella mente, come un loop ripeto quei secondi che mi hanno cambiato la vita.
una pistola, uno sparo, il sangue di mio padre sul pavimento le grida di disperazione di mia madre, la mia mente completamente vuota senza la minima idea di cosa fare.
mi sveglio sudata e con il cuore che quasi mi esce dal petto, sono esausta.
Mi alzo e tutta la mia tristezza si tramuta in rabbia, apro la porta con una sola destinazione in mente, la camera del alpha.
corro nei corridoi arrivando alla mia destinazione e mentre nei piani inferiori le sentinelle facevano ronda nei piani alti era deserto.
mi fermo davanti la sua porta.
cosa pensavo di fare, di andare lì e urlarle addosso che mi ha abbandonato e che la mia vita fa schifo senza di lei.
l'insicurezza mi assale.
poi non sappiamo nemmeno con certezza che siano i suoi occhi no? magari sto impazzendo.
so solo una cosa, ho bisogno di rivederla, di rivedere quel verde che mi piace tanto.
busso piano quasi sperando che non mi senta.
con uno scatto brusco la porta si apre.
"Ludovica hai rotto le palle ho detto che.." non finisce la frase, pensava fossi ludovica? è stato davvero un grande errore venire qui.
tengo lo sguardo basso aspettando che dica qualcosa.
"emh clarke che ci fai qui?" chiede un po' stranita. e ora che le dico, oddio sto andando in panico.
"ho..fatto un brutto sogno" riesco a dire appena, ma scherziamo dove è finta la mia rabbia di poco fa o almeno la sicurezza.
"te sei venuta qui solo perché avevi fatto un brutto sogno fammi capire" urla a denti stretti.
sono spaventata più che mai, se fin qualche mese fa avevo la certezza che non mi avrebbe nemmeno sfiorata, ora tremo davanti a lei. Ho visto delle cose terribili in questa casa, umani che venivano menati a sangue per niente.
strizzo gli occhi facendomi sfuggire una lacrima solitari, in questi mesi ho pianto più che in tutta la mia vita, mi faccio quasi pena da sola.
"scusa ho esagerato, è stata una giornata lunga" dice velocemente quasi per giustificarsi.
rimango lì a guardare il pavimento immobile.
"entra" ordina, spalancando la porta per farmi passare.
"quindi che cosa hai sognato di così terribile?" chiede dolcemente ma con questa domanda risblocca in me tutti i ricordi del mio incubi subito sento il cuore accelerare e il respiro farsi sempre più pesante, ormai riesco a capire quando sto per avere un attacco di panico e questo è uno di quei momenti.
la pistola, lo sparo, il sangue.
mi cerco di coprire il viso con le braccia, non voglio farmi vedere così, non da lei, non di nuovo.
"clarke, stai bene?" dice ora spaventata.
"tu-tu non ci sei, non ci sei più" dico tra i singhiozzi
"non ti vedo, ho paura" continuo sapendo di sembrare patetica, ma ormai le mie emozioni sono incontrollabili.
"clarke, clarke sono qui, sono qui con te" dice cercando di spostarmi le mani dal viso senza molto successo.
"quardami clarke" ora la sua voce è tornata sicura e ferma.
con una mano mi solleva il viso ormai rigato dalle lacrime.
verde, solo verde, il mio amato verde.
resto ipnotizzata, la mia mente si svuota sapendo di essere finalmente al sicuro, di essere a casa.
mi prende il viso dolcemente senza mai staccare i nostri sguardi nemmeno per sbaglio.
sento il cuore scoppiare quando si avvicina sempre di più, posando la sua fronte sulla mia.
In quel attimo mi dimentico di tutto, siamo solo noi e anche se non fossi la sua mate, anche se non fosse il mio scudo verde, io ho bisogno di lei.
il nostro respiro si sincronizza in uno solo, ora ne sono certa mi sono innamorata del alpha.
autrice💚
la notte è ancora lunga cari lettori spero abbiate pazienza per il prossimo capitolo.

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