2: boschetto o foresta?

352 20 4
                                        

quando chiudo gli occhi vedo due iridi verdi, occhi sconosciuti mai visti, ma inspiegabilmente mi tranquillizzano, mi sento protetta.
Quattro anni dopo:
POV Clarke

Infilo la coperta nello zaino con un sorriso: oggi abbiamo una gita nel boschetto dall'altra parte della città e io non potrei essere più felice. Amo la natura, il profumo dell'erba bagnata, il suono delle foglie mosse dal vento, la sensazione di pace che solo il verde sa darmi.

Scendo in cucina e mi preparo in fretta una colazione veloce: latte e cereali. Mi siedo sul ripiano della cucina e inizio a mangiare con calma, ma quando alzo lo sguardo sull'orologio sento il cuore saltarmi in gola — sono terribilmente in ritardo. Lascio la ciotola nel lavandino e mi precipito verso la porta.

Una volta fuori, chiudo a chiave e infilo subito gli auricolari, lasciando che la mia playlist preferita mi accompagni nel tragitto. Arrivo alla fermata e, per fortuna, dopo appena due minuti l'autobus è già lì. Mi siedo su un sedile scomodo, appoggio la testa al finestrino e guardo la città scorrere veloce. Il tempo passa in un attimo e, prima che me ne accorga, sono già a scuola.

Cammino lentamente verso il grande cartello con scritto "3A" quando una voce familiare mi raggiunge da lontano.
«Clarke, sei in ritardo! Muoviti, Monty e Jasper ci hanno già rubato i posti migliori!»
È Reven, che scende di corsa dal pullman agitando le braccia come una pazza.

«Arrivo, arrivo... lo sai che la mattina sono sempre mezza morta.»
«Lo so, ma ora muovi quelle chiappe e sali!» insiste, gesticolando freneticamente. A volte mi chiedo come faccia ad avere tutta questa energia appena sveglia.

Sospiro e salgo finalmente su quel maledetto pullman. Camminiamo insieme verso i posti in fondo, ma una voce prepotente ci ferma.
«Belli, levatevi da lì. Ci siamo noi.»

Mi giro e incontro lo sguardo di Octavia. Alzo gli occhi al cielo, ma un sorriso mi scappa lo stesso. Octavia e Reven sono le mie migliori amiche: con loro non ci si annoia mai. Reven è un piccolo genio dell'informatica — l'anno scorso si è persino infiltrata nel sistema della scuola e ha cambiato il suono della campanella con una registrazione della prof Rossini che urlava. Era il primo aprile, e per completare lo scherzo avevamo nascosto un pesce vero nel cassetto della cattedra. Quando la prof lo ha trovato, il suo urlo si è sentito in tutto l'istituto.

«Non c'è scritto il tuo nome qui, Blake.»
Octavia mi lancia uno dei suoi sguardi assassini. Il suo carattere è... particolare. Si arrabbia facilmente e finisce spesso nei guai, ma per fortuna ci sono io a tirarla fuori dai casini.

«Ragazzi, per favore... se ci lasciate i posti, vi dobbiamo un favore.»
Monty e Jasper si scambiano uno sguardo.
«Va bene, principessa, ma ricordatevi del patto.»
«Grazie, ragazzi.»

Ci sistemiamo finalmente: io e Reven ai posti dei due ragazzi, Octavia su quello accanto.

Sono sempre stata una persona solare, gentile con tutti. Beh... quasi tutti. Ho attraversato un periodo buio in cui non ero affatto così, ma ormai è passato. Forse proprio grazie al mio carattere ho tanti amici, e i più stretti mi chiamano "principessa". Era iniziato come un insulto da parte di Ludovica — la persona più insopportabile dell'universo, sempre in cerca di attenzioni e pronta a guardare tutti dall'alto in basso. Mi chiamava così per prendermi in giro: mio padre, prima di morire, lavorava come ingegnere per la NASA, e mia madre è il primario di un ospedale privato molto importante.
I miei amici, però, hanno trasformato quel soprannome in un complimento. Dicono che sarei una principessa per i miei modi eleganti e gentili. Io continuo a non capire dove vedano tutta questa eleganza, visto che inciampo praticamente su tutto.

Appoggio la testa al finestrino e chiudo gli occhi. Un sorriso involontario mi sfiora le labbra quando nella mente compare un'immagine familiare: due occhi verde smeraldo che da quattro anni vegliano su di me. Mi lascio cullare dal battito di un cuore che non è il mio e lentamente mi addormento.

«Clarke, sveglia!»
Apro gli occhi di scatto alla voce di Reven. Davvero, dovrei regalarle un corso su come non urlare nelle orecchie della gente.

Mi guardo intorno spaesata: siamo ancora sull'autobus, ma il grigio della città è scomparso, sostituito da un mare di verde. Il boschetto.

Scendiamo "ordinatamente", come ha raccomandato la prof Rossini.
«Ragazzi, venite tutti qui!»

La seguiamo e ci raduniamo attorno a lei.
«Oggi faremo un lavoro di orientamento. Vi dividerete in cinque gruppi da sei. Ogni gruppo riceverà una mappa e dovrà raggiungere il punto rosso segnato.»

Io, Octavia e Reven ci scambiamo uno sguardo che significa chiaramente: noi tre stiamo insieme. Mancano tre persone.
«Chi vuole unirsi a noi?» chiede Reven.
«Noi» risponde Monty alle sue spalle.

«Davvero volete stare con noi?» chiedo, sorpresa. Di solito non sopportano Octavia.
«Per quanto alcune persone... anzi, una sola... non ci stia simpatica, meglio voi che Ludovica & Co.» risponde con espressione disgustata.

«Ahah, okay... ne manca uno però.»

«Posso chiedere a mio fratello, se vi va» propone Octavia.
«Tuo fratello? Non è in quinta?»
«Sì, ma hanno chiesto accompagnatori. E siccome ieri ha deciso di diventare un appassionato di "passeggiate nella natura selvaggia" — parole sue — ha voluto venire.»
«Traduzione: voleva saltare un giorno di scuola.»
«Esatto.»

Ci guardiamo tutti e scoppiamo a ridere.
«E va bene... che Bellamy sia allora!» dico con voce teatrale.

Octavia va a cercarlo, mentre io e Reven andiamo a prendere la mappa. Quando torniamo indietro, però, succede l'inevitabile.

«Ma che fai?!» esclama Reven, barcollando.

Ludovica l'ha urtata "per sbaglio". O almeno così dice.
«Scusami, piccolo genio, non ti avevo proprio vista!» dice ridendo insieme alle sue oche.

Reven raccoglie in fretta la mappa caduta a terra. Poi ci riuniamo al gruppo e ci incamminiamo tra gli alberi, pronti per l'avventura...

POV – Amica di Ludovica

«Ludo... non è che abbiamo esagerato?»

Lei si gira furiosa.
«Come osi, tu, omega, discutere con me? Se lo meritano! Sono solo pidocchiosi umani!»

Ludovica è una gamma, a capo della squadra speciale in copertura. Con i cacciatori di lupi mannari sempre più attivi, il nostro compito è monitorare la situazione.

Ma a lei la missione è già sfuggita di mano. Non è mai riuscita a integrarsi e si considera superiore a tutti. Ora, però, ha superato il limite: quando si è scontrata con Reven, ha scambiato la mappa con un'altra che porterà quei sei ragazzi dritti nella tana del lupo.

Tutti sanno cosa succede agli umani che ci entrano: non tornano più indietro. Vengono uccisi... o, se sono "fortunati", trasformati in schiavi dalle grandi casate.

Se l'Alpha dovesse scoprirlo, le conseguenze ricadrebbero anche su di noi. Rivelare la posizione della capitale a sei umani significa firmare la nostra condanna.

«Gamma, se l'Alpha lo scopre siamo finiti.»
«Non preoccuparti. Lexa non è un problema per me!» ribatte ridendo. Già... dimenticavo che Ludovica è il giocattolo preferito della nostra amata Alpha.

Sospiro e la seguo mentre lei e le altre si addentrano tra i primi alberi della foresta.

autrice🤍
oggi non vi trattengo molto spero vi piaccia, buon proseguimento.
xoxo🤍

Siamo leggenda La tua prossima ossessione. Scoprilo ora