7: bellamy

291 23 4
                                        

POV Bellamy

Odio stare qui. Ogni singolo minuto trascorso in questo posto mi pesa addosso. Non capisco perché non proviamo a scappare. Io lo farei, lo giuro, anche da solo. Ma non posso. Non con Octavia qui. Non potrei mai abbandonarla.

Finisco di lucidare l'ultima spada e la ripongo con cura al suo posto. Ci hanno divisi in base alle nostre capacità e io, naturalmente, sono stato assegnato all'esercito. Mi occupo di affilare le lame, pulire le armature e fare tutto ciò che serve a tenerle pronte all'uso.

«Ehi, tu! Novellino, vieni qui!»

Una voce mi arriva alle spalle. Mi volto e resto senza parole.

Davanti a me c'è una ragazza bellissima: capelli scuri, occhi ancora più scuri, profondi, intensi. Rimango incantato a guardarli.

«Subito.» La sua voce cambia tono, quasi come se fosse sorpresa.

Mi alzo dallo sgabello su cui ero seduto e a passi lunghi mi avvicino a lei... e a un gruppo di ragazzi che, fino a un attimo fa, non avevo nemmeno notato.

«Oggi, ragazzi, impareremo a uccidere un cacciatore» dice loro con voce gentile, per poi lanciare a me un'occhiata alla fine della frase.

«Non è poi così difficile. Gli umani sono piuttosto deboli: si nascondono dietro le armi da fuoco e pochi sanno affrontarci corpo a corpo.»

Alzo un sopracciglio. Davvero pensa che giocherò al suo gioco? Faccio arti marziali da quando ero bambino. So difendermi.

«Bene, umano... sei pronto?»

Ride, poi mi attacca. È veloce, troppo veloce: per poco non mi colpisce. Riesco a schivare il colpo e cerco di colpirla allo stomaco, ma la mia mano colpisce solo l'aria. In un attimo mi afferra per il braccio e mi sbatte a terra.

«Mai distrarsi.» Rimane in piedi sopra di me con un sorrisetto soddisfatto. «Avete visto, ragazzi? Non è stato così difficile.»

Le afferro le caviglie all'improvviso, la faccio cadere e rovescio la situazione.
«Mai distrarsi» le sussurro all'orecchio, ora io sopra di lei.

«Sei più forte di quanto pensassi... complimenti.»

Con una forza disumana mi spinge via, e cado all'indietro senza riuscire a restare in piedi.
«Per oggi abbiamo finito. Tutti a casa.» dice rivolgendosi agli altri.

Si avvicina e mi tende una mano.
«Complimenti. Per quanto possa valere... sei l'umano più forte che io abbia mai affrontato.»
«Grazie, credo..» mormoro, afferrando la sua mano per rialzarmi.

Appoggio il piede a terra e un dolore lancinante mi attraversa la gamba. Mi piego e lascio sfuggire un gemito.

«Ti fa male?» chiede, e annuisco stringendo gli occhi. Quando li riapro, la vedo con un coltello in mano. Lo affonda nella sua pelle, facendosi un taglio leggero.

«Che stai facendo?»
«Una prova.»

Una prova? Non capisco cosa stia succedendo.

Si inginocchia accanto a me e poggia la mano insanguinata sul punto dolorante. Un brivido mi attraversa la schiena e, dopo pochi secondi, il dolore... scompare.

«Ti fa ancora male?» chiede con uno sguardo speranzoso.
«No... come diavolo hai fatto?»

Un sorriso le illumina il viso e poi pianta i suoi occhi nei miei.

«Nel mio mondo le cose sono un po' diverse dal tuo. Dimmi, ti sei mai innamorato?»

«Sì, credo di sì... ma cosa c'entra?»

«Vedi, qui l'amore funziona diversamente. Non puoi scegliere chi amare. Non conta il sesso, l'età, l'aspetto. È la luna a scegliere per te. Quando incontri il tuo mate, ti innamori follemente. È come... l'amore a prima vista.»

Lo dice lentamente, con gli occhi pieni di speranza.

«Non capisco ancora cosa c'entri con quello che hai fatto.»

«Il sangue di un lupo accelera la guarigione... ma funziona solo tra compagni.»

Mi fissa, cercando di leggere la mia reazione. Non so cosa dire. Non so cosa pensare. Ma allora è per questo che mi sento così... strano. Così... felice. Ma felice di cosa, esattamente? So solo che ogni volta che la guardo non riesco a trattenere un sorriso.

«Ah... e quindi noi saremmo...» balbetto, imbarazzato.

«Senti, non voglio spaventarti. Penso che...»
«Non ho paura» la interrompo, alzandomi in piedi.

Lei sorride. E che sorriso, ragazzi. È stupenda. Il mio sguardo cade sulle sue labbra e resta lì più a lungo di quanto dovrebbe.

«Come ti chiami, novellino?» chiede ridendo.
«Bellamy. E tu?»
«Io sono Echo.»

Che bel nome. Le si addice perfettamente.

«Echo! Tua sorella ti cerca, muov... interrompo qualcosa?»

Una ragazza entra trafelata nella stanza, probabilmente dopo aver corso.

«No, nulla. Vai pure, ti raggiungo tra un attimo.»

Lei annuisce e se ne va.

«Allora... ciao, Bellamy.» dice Echo, avvicinandosi.

Si alza sulle punte e mi lascia un bacio leggerissimo all'angolo della bocca. Poi se ne va, lasciandomi lì, con un sorriso da idiota stampato sul viso e il cuore che corre troppo veloce per colpa sua.

autrice 🤍
scusatemi belli per l'attesa ma ho avuto tanto da fare spero vi piaccia anche se non è dedicato alle clexa io mi sono divertita molto a scriverlo.
(se vi va seguitemi su Instagram @vittoria.chierici).
xoxo🤍

Siamo leggenda La tua prossima ossessione. Scoprilo ora