| Capitolo 8 pt.1 |

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Sapete quella strana sensazione che vi assale quando non sapete come comportarvi, o magari avete paura di fare qualcosa di sbagliato? Ecco, era esattamente questo, quello che stava provando Jungkook, nell'istante in cui i suoi occhi si erano incastrati con quelli del ragazzo che si trovava ad alcuni metri di distanza da lui. 

Le persone attorno al loro erano ancora li, ma entrambi non ne stavano più considerando la presenza, troppo impegnati a scrutarsi, a causa dell'improvvisa curiosità che era nata in loro. I secondi passavano, ma nessuno dei due accennava a distogliere lo sguardo dall'altro, per paura che facendolo potessero perdersi di vista. 

Dopo minuti passati ad esaminare ogni dettaglio di quel volto, tanto familiare quanto affascinante, Jungkook si risvegliò da quello stato di trance in cui era stato catapultato, e con le gambe che non accennavano a muoversi. 

"Ehi ragazzino, è la decima volta che ti chiamo. Dovresti spostarti da qui se non vuoi finire con il culo a terra" si sentì dire da un'uomo di mezza età, con barba incolta e l'aria di chi non dormiva da secoli, e che per giunta si era preso la confidenza di posargli la sua mano sulla spalla.

"Eh? Oh si, mi scusi" disse in risposta il moro, che si mosse di li all'istante con l'intento di scrollarsi le mani dell'uomo di dosso. Dopo che quest'ultimo se ne fu andato, Jungkook tornò a cercare con lo sguardo il ragazzo che prima stava in piedi a pochi distanza da lui, ma a sua sfortuna non lo trovò. Si avviò verso il punto in cui prima, scontrandosi contro le persone, che intanto gli lasciavano solo imprecazioni alle spalle. 

Arrivò li con il fiatone, e si resse sulle gambe per poter riprendere fiato, e una volta ripresosi, alzò lo sguardo.

La persona che sperava di trovare non c'era, e come rassegnato, si piazzo nella panchina posta sotto al grande alberi di Nata le che ornava la piazza. Si girò verso la persona che aveva di fianco, un ragazzo più o meno della sua età, ma più piccolo di statura, e con ancora un briciolo di speranza chiese informazioni.

"Ehi, ehm mi dispiace disturbarti, ma-" cominciò Jungkook sotto lo sguardo indifferente del biondino che aveva affianco.

"Se ti dispiace perchè lo fai allora?" lo interruppe subito l'altro, che ora aveva un sorriso sfacciato sul volto, il che infastidì il corvino.

"Volevo solo chiedere un'informazione, non c'è bisogno di ribattere così" disse poi alzandosi di scatto, pronto ad andarsene.

"Volevo solo essere simpatico" disse in maniera ovvia l'altro.

"Ah beh, se questo per te significa essere simpatici allora non oso immaginare quando non lo sei" rispose a tono Jungkook, facendo alzare un sopracciglio all'altro.

"Sarai migliore tu, permaloso come sei non ti si potrebbe nemmeno avvicinare" rispose quest'ultimo fronteggiandolo.

"Pff, non mi conosci nemmeno, come fai a dirlo?"

"Mi è bastata la tua risposta sai, sei un sempliciotto"

"Io? Ti devo ricordare che non sai neanche il mio nome?"

"Non mi interessa affatto, se è questo che vuoi sentirti dire" gli disse il ragazzo avvicinandosi pericolosamente, "sei tu che mi hai disturbato o mi sbaglio?"

Jungkook girò la testa da un lato, mettendo il broncio, offeso da come il ragazzo di fronte a lui gli stesse parlando. La loro discussione attirò gli occhi dei passanti, e molti di loro si fermavano a spettegolare, o semplicemente vedere come sarebbe proseguita la cosa. Quando in lontananza, Jungkook sentì la voce familiare del ragazzo con cui era uscito quel giorno, e di cui si era quasi scordato.

"Jungkook cazzo, ti avevo detto di aspettarmi fuori e che non ci avrei messo molto, e ti ritrovo a litigare e dare spettacolo?" gli disse senza fiato Jimin, e appoggiando i sacchetti che gli occupavano le mani, per potersi riprendere dalla fatica che ci aveva messo nel trovare il corvino.

| SCENERY - KTH x JJK |La tua prossima ossessione. Scoprilo ora