Capitolo 22

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<Vai Aris, scannerizza la cella> dissi alla mia intelligenza artificiale, era giunto il momento di fuggire, non potevo sopportare gli sguardi degli Avengers, tanto meno quelli di Peter che ormai mi aveva distrutto completamente, sapere di averlo perso... Non lo so... É solo orribile...

<Non é una cella come tutte, ha delle funzioni smorza poteri e sembra impenetrabile>
<Si ma come hanno fatto a buttarmici dentro>
<Attraverso il monitor alla tua sinistra, la cella si può aprire solo con l'impronta palmare>
<Di chi?>
<Di tutti gli Avengers>
<Puoi in qualche modo criptare il sistema?>
<Posso tentare>

Passarono ore e ore ma Aris non riusciva in nessun modo ad hackerare quel sistema, come biasimarla, qui parliamo delle tecnologie di Stark, ma infondo ero anche io una Stark, non posso abbassarmi a certi livelli.

<Perché non provi con la memoria del tatto?> Chiesi accendendomi completamente.
<Non ho ben capito>
<Questa cella é stata aperta un milione di volte con il riconoscimento palmare, il computer conosce tutti i dettagli di tutti i palmi degli Avengers>
<Procedo>

Sarebbe stata la mia unica possibilità di uscita, e aveva funzionato, finalmente.

Il portone si aprì ed avevo finalmente libero arbitrio.
Oltrepassai la porta e mi diressi lungo il tunnel in direzione dell'apertura, mi guardai bene attorno per poi prendere la strada di destra, aimé si dimostrò quella sbagliata dato che mi ritrovai nella sala delle riunioni dove ovviamente c'erano tutti loro.

<Merda> sussurrai prima di svoltare e darmela a gambe, sentivo dei passi dietro di me, Bucky era letteralmente a qualche passo dietro di me e stava per prendermi, alla fine ci riuscí, mi strattonò fino alla stanza riunioni dove mi diede un leggero colpo alla piegatura del ginocchio che mi costrinse ad inginocchiarmi.

Nutro un profondo odio per quel uomo, so che uccise brutalmente i miei nonni, anche se non vado fiera delle mie discenze Stark sapevo che erano delle persona rispettabili, una grande donna ed un grande uomo, avrei voluto conoscerli, ma il tempo e la brutalità di Bucky me lo impedirono.

<Come sei riuscita a scappare> chiese Stark incrociando le braccia ed appoggiando il suo didietro al tavolo.
<Cervello Stark, cervello> dissi con un ghigno stampato in faccia, volevo sapesse che l'intelligenza era l'unica cosa che ereditai da lui, forse non l'unica ma dettagli.

<Te lo chiederò un ultima volta, a cosa ti serviva l'energia aliena>
<Ha un bel color azzurro, volevo usarla come collana abbinata a questo abito> dissi sarcastica, ecco un'altra cosa ereditata da lui.
<Si certo molto divertente, spero che questa tua voglia di prendere per il culo la gente non ti faccia ammazzare in prigione> disse freddo, sussultai, mi era completamente passato di mente che ero in arresto e che presto mi sarei trovata in una prigione minorile per furto.

<Senti ragazzina, ho analizzato il tuo macchinario, mi complimento, hai un gran bel cervello, ma é ancora ignota a me l'utilità di ciò quindi gradirei una bella lezione>
Stetti zitta, il mio sguardo era rivolto ai Peter che a sua volta mi guardava mentre era seduto infondo alla stanza.

<Perché guardi lui, non ti aiuterà> disse Rogers prendendomi il mento tra le dita e spostando il mio sguardo verso Stark
<Ecco brava, guarda lui> disse Sam.
<É tempo perso Tony, non risponderà alla tua domanda, ma perché non rispondi alla mia, cosa ti ricorda il mio cognome> disse Wanda, merda mi ero scordata della mia reazione dopo aver scoperto che faceva di cognome Maximoff.
<Basta Wanda, non é il momento> disse Clint poggiandole una mano sulla spalla, ma lei non mollava, aspettava una risposta, e decisi di dargliela, dopo tutto non c'erano rischi per me.
<Stavo andando a casa ed era buio, mi stavano seguendo due tipi e non avevano buone intenzioni, un ragazzo molto veloce mi aiutò, il suo nome era.... Era Pietro Maximoff>

La vidi fare dei passi indietro mentre nel suo sguardo vedevo accendersi la malinconia.

<Avrei voluto rivederlo e ringraziarlo come si deve, ma la sorte ha deciso il contrario> conclusi.
<Vieni via> disse la Vedova Nera accompagnando Wanda sulla poltrona, era terribilmente scossa ma ciò non mi suscitava per niente interesse, almeno per ora, so che tra qualche ora verrò inondata dai sensi di colpa dovuti a Pietro ed a Wanda dato che avevo risvegliato in lei un ricordo brutto.

<Bene ragazzina, torniamo a noi> disse Stark riprendendo il discorso.
<No Stark, non riprenderemo il discorso, non fai altro che sentirti superiore, beh non lo sei quindi non sei nella posizione di aspettarti risposte da parte mia perché non le avrei> dissi tutto d'un fiato.
<Sto cercando di aiutarti>
<Dopo avermi gettato da un palazzo?> Dissi infuriandomi a morte, sentivo il gelo accumularsi in me, ma sta volta non feci niente per fermarlo.

"Peter pov's"

Dopo aver urlato in faccia al signor Stark sentii un leggero tremolio, la temperatura si stava abbassando e intanto Hela si era appena alzata da terra e fissava il pavimento.

I suoi capelli stavano cambiando, si stavano tingendo di bianco e dalla sua bocca sprigionava un leggero respiro ghiacciato.

<Hela?> Dissi alzando dal divano e cercando di avvicinarmi, di colpo alzò lo sguardo verso di me, aveva gli occhi diversi, color ghiaccio, non comportava niente di buono tutto ciò.

<Che stai facendo> chiese il signor Stark.
<Mi sto divertendo> disse Hela, non so neanche se chiamarla così, la sua voce era diversa, fredda, colma di rabbia... Quella non era Hela.

Il signor Stark cercò di azionare la sua armatura ma Hela lo precedette, infatti scagliò contro di lui del ghiaccio dalle mani che lo aveva bloccato al muro, non riusciva a muoversi.

Era pronta ad un altro colpo ma Clint le piantò una freccia dritta allo stomaco, si toccò la ferita con le dita delle mani e poi se le porto davanti alla sua visuale come le vedere il suo sangue, di colpo il colore dei suoi capelli tornò scuro e i suoi occhi del solito azzurro tendente al grigio, cadde in ginocchio ma nessuno pareva andare in suo aiuto, forse la ritenevano un mostro, ma io no....

Corsi da lei mentre si lasciava cadere tra le mie braccia, in quel momento non riuscivo a provare alcuna emozione, ero impassibile, la tenevo tra le braccia e lei invece guardava il soffitto, stava morendo...

<A-avete... Tro..vato..i-il..s-suo punto d-ebole> disse mentre una lacrima le rigava le guance arrossate, ero ancora impassibile.

<M-mi d-dispiace> disse prima di chiudere gli occhi, allorché mi risvegliai dal mio momento di assenza di emozioni ed incominciai ad agitarmi.

Premetti con la mano sulla sua ferita sporcandomi del suo sangue, la imploravo di svegliarsi mentre le accarezzavo i capelli, era veramente morta tra le mie mani...

<Battito basso e irregolare ma la ferita si sta stranamente rigenerando> disse una voce metallica femminile.

Mi girai verso Stark che era confuso quanto me.

<Friday chi era?> Chiese alla sua intelligenza artificiale.
<É A.R.I.S signore, l'intelligenza artificiale di Hela Connor>
<Porca paletta> disse Sam.

<Significa che é ancora viva?> Chiesi al signor Stark che però non sapeva darmi risposta.
<Si signor Parker, le sue cellule si stanno lentamente rigenerando> rispose Aris anche se la domanda non era rivolta a lei, tirai un sospiro di sollievo e le strinsi la mano aspettando con ansia il momento in cui si sarebbe risvegliata.

Another Me || Peter Parker Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora