9. Fiducia

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14 settembre 2018

"Caro diario,
Ho incontrato la stessa persona di qualche giorno fa e mi ha parlato di nuovo.
Ha detto di chiamarsi Namjoon? Non ricordo, non gli ho prestato molta attenzione.
Ho come l'impressione che verrà qui spesso, spero di non rivederlo."

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Era un giorno freddo di dicembre e Namjoon era appena ritornato a casa dalle due settimane trascorse dalla sua famiglia. Come si aspettava il padre gli parlava a stento, non accettava la scelta del figlio di essersene andato, ma era felice di vedere sua sorella.
Aveva passato le settimane con la sua famiglia e i suoi vecchi (e pochi) amici e Seokjin nel frattempo era inspiegabilmente quasi del tutto scomparso.
Dal giorno del suo compleanno, rispondeva in ritardo ai messaggi, o se se lo faceva era freddo e distaccato. Non rispondeva nemmeno alle chiamate e Namjoon sperava tanto che non lo stesse evitando di proposito.
E più tempo passava e più ne sentiva la mancanza.
Il giorno prima di tornare in città quindi gli scrisse dicendogli che lo aspettava a casa la sera dopo per riunirsi dopo tanto tempo, ma quel giorno Seokjin non arrivò, né avvisò che non sarebbe andato.
I minuti passavano fino a diventare ore e Namjoon controllava il cellulare ogni minuto della giornata, aspettandosi un possibile messaggio.
E quando arrivò la sera, i dubbi iniziarono a diventare quasi realtà.
Aveva cercato di sperare fino all'ultimo, avrebbe preferito che Seokjin lo rifiutasse bruscamente che essere evitato così.
Si chiese se Seokjin si fosse spaventato quel giorno, spingendosi troppo oltre. È vero che non aveva reagito quando gli posò la mano sul fianco o sulla coscia, ma probabilmente ci aveva ripensato i giorni successivi e questa volta sembrava definitivamente scomparso dalla sua vita, come se non si fossero mai conosciuti.
Questo era il motivo per cui Namjoon ha cercato di sopprimere i suoi sentimenti che aveva verso il ragazzo fino alla fine, sapeva sarebbe finita così.
Ma fu proprio quel momento a far comprendere qualcosa di molto importante a Namjoon: non voleva perderlo.
Privo di forze, andò in cucina, aprì una birra e ritornò sul divano.
Erano circa le 23:00 ormai, e la speranza era scomparsa del tutto quando dopo poco cadde tra le braccia di morfeo, sperando al risveglio di ritrovarsi una chiamata persa da Seokjin.

Namjoon non aveva un sonno leggero, ma era talmente disperato di sapere che fine avesse fatto Seokjin che si svegliò immediatamente al cellulare che vibrò ancora stretto tra le mani.
Assonnato si stropicciò gli occhi, prese il cellulare e lo accese.
Si abituò alla forte luce del dispositivo prima di vedere un'altra notifica arrivare in quel momento.
Si svegliò completamente e balzò giù dal divano, si affrettò ad aprire il messaggio quando vide il nome di Seokjin.

Seokjin:
Voglio vederti.

Ora.

Era mezzanotte inoltrata, ma Namjoon prese il cappotto, le chiavi, il cellulare ed uscì di casa.

Le strade erano deserte, illuminate solo dai lampioni lungo la via. Le case erano silenziose con qualche luce che ancora usciva dalle finestre.
Si sentivano solo i suoi passi correre freneticamente, il freddo gli gelava i polmoni ma l'adrenalina lo spingeva a correre nonostante il gelo.
Abitavano a pochi isolati l'uno dall'altro, ma sembrava di correre per chilometri, ogni passo era sempre più vicino ma allo stesso tempo così lontano.
Vedere il cancello verde familiare in lontanaza fu un sollievo, gli era mancato anche quello  insieme alla sua persona preferita. Sembrava che tutto finalmente stesse tornando al suo posto, che finalmente il pezzo del puzzle era al posto giusto e la figura su di esso stava finalmente prendendo forma.
Una volta arrivato si piegò in due,  appoggiò una mano al petto che si abbassava e si rialzava velocemente e l'altra sul ginocchio, cercando di riprendere fiato.
"Namjoon.."
Fu in quel momento in cui avrebbe tanto voluto scoppiare in lacrime, perché era etereo sentir pronunciare il suo nome da quelle labbra.
Alzò gli occhi e vide Seokjin che lo aspettava seduto, al freddo, sulle scale d'entrata. Sembravano passati mesi da quando aveva sentito quella dolce voce.
"Mi sei mancato Namjoonie."
Ansimò il più grande.
Si alzò in piedi con gambe tremanti e, prima che potessero cedere, Namjoon lo avvolse tra le sue braccia inspirando il suo profumo e sentendo le braccia dell'altro avvolgergli il collo.

Quel Giorno Di Settembre Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora