capitolo 6

1 0 0
                                    

Pov Paride:
Si stava ancora chiedendo, cosa fosse successo prima. Cosa era successo all'angioletto e soprattutto ,perché i suoi occhi erano diventati d'orati. Perché avevano cambiato colore? Prima erano argentati,  come quelli di tutti gli angeli. Di tutti gli angeli tranne lui ovvio, forse lei era diversa come lui? Doveva esserci una spiegazione? Il suo turbinio di domande fù interrotto da Gabriel che entrò nella stanza. Si blocco alla visione della ragazzina e Paride capì che gli aveva letto i pensieri -Paride...- disse, a dandogli incontro; il duo sguardo trasudava confusione, curiosità e paura. Gabriel era spaventato?  Questa gli era nuova. Per quanto ne sapeva,  Gabriel era uno dei più forti guerrieri del paradiso; mandato sulla terra per aiutare i fratelli caduti. Ma libero di tornare in paradiso,  ma lui si era affezionato ai ragazzi dell'accademia; in particolare ad uno. Uno che gli ricordava il fratello che tanto aveva amato, quindi era lì da molto tempo a formare gli angeli caduti.

Paride si ridestò  dai suoi pensieri, notando il modo con cui Gabriel ed Ayle si osservavano disse -Credo tu sappia già la domanda- ;Gabriel porse la mano  ad Ayle e disse -piacere Gabriel- lei gli sorrise, poi gli strinse la mano e disse -piacere mio, Ayle-. Poi Gabriel si rivolse a lui e disse -hai fatto progressi, sono fiero di te- ,chiaramente sapeva che era riuscito a salvare Ayle; a volte questo suo sapere tutto era inquietante. Paride aprì bocca e rispose -si ho fatto progressi,  ma sai Gabriel il fatto che tu sappia tutto è inquietante-. Lui sorrise e  rivolgendosi a Ayle disse -invece, tu hai molto lavoro da fare-, lei lo guardò curiosa è chiese -sei un angelo?- in tutta risposta Gabriel caccio fuori le ali; le sue ali erano bianche, molto  grandi, abbastanza lunghe da fargli da strascico e con qualche piuma grigia. Il che fece urlare l'angioletto e ridere Paride, poi Gabriel disse -forse imparerai anche tu-; e fece rientrare le ali. Lei lo guardò stupita, si avicinò ad Gabriel e chiese -come? Come è possibile?-; lui la guardò divertito e rispose -forse nasceranno anche a te-. Lei lo guardò come se fosse uscito di testa, Gabriel inziò a spiegare -vedi io sono uno dei primi angeli della storia, sono qui sulla terra per aiutare i fratelli e le sorelle cadute-. Le stava raccontando tutta la storia, la sua storia; dopo tutto se Ayle si trovava sulla terrra ,non poteva essere altro che un'angelo caduto. Magari non ricordava le sue origini, succedeva spesso con gli angeli caduti.

Pov Ayle:
Stava ascoltando Gabriel che le disse -Gli angeli che dopo la caduta di mio fratello Samael, non si sono schierati sono caduti. E vagano sulla terra, ancora oggi gli angeli cadono; quando succede solo in pochi ricordano chi sono-. Ayle lo ascoltava interessata, si sentiva parte di quella storia. Le stava dicendo che lei era un angelo caduto? No, non era possibile. Aveva già accettato di essere un angelo,  non poteva accettare di essere anche stata cacciata da casa sua! E poi solo sarebbe ricordata, no? -non posso essere un angelo caduto- disse, fermamente convinta di ciò. I due li presenti si scambiaronò un occhiata e poi fu il misterioso  parlare, -Angioletto, non c'è altra spiegazione- disse lui; come se stesse parlando ad una bambina, questo fece alterare ulteriormente Ayle. Credevano di avere anni che fare con una stupida? -non ti stiamo prendendo in giro- le disse Anton, -restate fuori dalla mia mente!- esclamò lei. Loro sorrisero e il bel tenebroso, la fece girare verso una parete a specchio. I suoi occhi erano nuovamente argentati, certo che un quel posto c'erano specchi ovunque! Poi gli sussurò all'orecchio -se non sei un angelo caduto,  allora cosa sei?- ; questo la mise in confusione,  sapeva di essere un angelo ma non uno caduto dal paradiso.

Gabriel si schiarì la voce ed entrambi di girarono verso di lui, -c'è stata una sola eccezione, nella storia degli angeli- Ayle lo guardò confusa e chiese -un'eccezione?-. Prima di rispondergli Gabriel inizio a girare nervosamente per la stanza e disse -un angelo, destinato a vagare sulla terra; ma non perché è caduto. Prima che tu lo chieda,  non so perché l'angelo è sulla terra-, quindi forse anche lei poteva essere un eccezione? Forse non era caduta, ma chi era quest'angelo? Forse poteva rispondere alle sue domande. Si distolse dai suoi pensieri e chiese -chi è?-, Gabriel guardò il tenebroso e poi disse  -al tuo fianco-. Ayle girò la testa verso di lui stupita, da tale rivelazione e vide fiammeggiare nei fuoi occhi il fuoco dell'inferno. Ora capiva, lui era diverso; se ne era accorta fin dall'inizio, maora sapeva perché. Azzardò una domanda -perché i tuoi occhi bruciano?- , a questa domanda lui abbassò la testa; come se non volesse risponderle. Rispose Gabriel -è una specie di marchio- ,Ayle non ebbe bisogno di chiedere oltre; aveva capito che quelle fiamme in lui venivano dall'inferno.  Dubbiosa chiese -All'inferno co sono angeli?- , -solo uno- rispose Gabriel; senza lasciarle tempo di chiedere altro ,aggiunse -Samael, mio fratello-. In quel momento Ayle capì chi si trovava davanti , l'arcangelo.

Nella sua testa c'era un subbuglio di informazioni, si accavallano l'una su l'altra; ma quella che più la tormentava era una -vieni dall'inferno?- chiese al tenebroso. Lui alzò la testa stupito e rispose -si- ,Ayle inzio a capire -tuo padre, lui è Lucifero?-; lui rispose semplicemente -si-, -la sua storia è complicata- disse Gabriel. Ayle lo guardò e chiese -cosa sarebbe complicato?- , -Lui è nato all'inferno, ma saputo della nascita di un angelo negli inferi Michele lo ha portato in paradiso.  È lì che tutti gli angeli dovrebbero stare, nonostante ciò appartiene agli inferi. Ecco perché nei suoi occhi brucia l'inferno-. Dopo questa rivelazione, alcune domande nella sua testa si zittirono. Il tenebroso però la guardava sconcertato, - che c'è?- gli chiese Ayle; lui schiuse lentamente le labbra e disse -non hai paura di me?-. Perché dovrebbe avere paura di lui? Poi si ricordò come tutti gli stavano alla larga, lo temevano. -Non ho paura di te, tutto ciò non fa di te un cattivo- disse tranquillamente, lui la guardò come se fosse pazza e chiese -come fai a saperlo?-.

                                                         "Nella vita non c'è nulla da
                                                            temere, solo da capire."
                                                         -Marie Curie      
                           
Pov Paride:
Lei era stata la prima persona ,a pensare che l'essere figlio del diavolo non lo rendesse cattivo. Strano, in genere tutti lo temevano o lo odiavano; questa ragazzina aveva sicuramente qualcosa che non andava, -come fai a saperlo?- gli chiese Paride, sinceramente curioso. Lei lo guardò negli occhi, lui non potè staccarsi da quello sguardo magnetico; allora lei disse -siamo noi a decidere chi siamo-, sembrava seriamente convinta di quello che diceva. Paride ripenso alle parole che lei aveva detto; questa ragazzina è talmente ingenua, neanche mi conosce. Gli vennè da sorridere, poi la guardò negli occhi e disse -e se io avessi deciso di essere cattivo?-. Lei scosse la testa interrompendo il loro contatto visivo, poi gli girò le spalle e di rivolse a Gabriel. Gli chiese -sei l'arcangelo Gabriele?-, lui le sorrise e rispose -si, sono io-; Ayle sospirò , come a voler accettare la situazione e chiese -potrei essere anche io un eccezione?-. Lui la guardò incuriosito ,inzio a camminare e disse -Non saprei, potrebbe essere possibile. Ma è raro, come ti ho già detto- poi alzò le mani; cge cominciarono a scintillare e poi si aprì una porta.

Paride e Ayle si guardarono negli occhi ,poi seguirono l' arcangelo dietro quella porta. All'interno non c'era quasi niente; fatta eccezione per una teca ,al centro della stanza che conteneva due pugnali ed un libro. Quei pugnali erano affilatisimi e non erano comuni lame ,erano ondulate; nessun acciaio avrebbe retto una forma simile, non sembravano affatto bilanciati. -Questi pugnali sono stati forgiati in paradiso- disse Gabiel, mentre faceva scomparire la teca con un'altro scintillio delle mani. L'angioletto fece un passo avanti e chiese  -cosa li rende speciali?- , lui ne prese uno con cautela e mostrandocelo spiegò -dentro queste lame, c'è una minima parte del potere del fuoco celeste-. Paride capì al volo cosa intendeva, con "fuoco celeste"; il fuoco celeste era la forma di vita primordiale ,prima persino a Dio. Questo la rendeva incontenibile ed incontrollabile, il creatore era però riuscito a donare una parte al figlio; in Samael , il portatore di luce bruciava il fuoco celeste. In suo padre. Dunque in quel pugnale, era rachiusa la sua stessa energia vitale. Paride si avicinò ,meravigliato a quel pugnale e sentendo l'energia che proveniva da essi chiese -come è possibile? Nessuno può controllare il fuoco celeste- ;Gabriel lo guardò dispiaciuto e disse -non c'era bisogno di controllarlo, li ha forgiati tuo padre-.

Ecco, in un modo o nell'altro c'era sempre il padre in mezzo; -perché c'è li stai mostrando?- chiese diffidente e stizzito, ed ecco che la sua calma scivolava via. Gabriel rimise i pugnali al loro posto e prese il libro, poi disse -c'è  un motivo, perché io li possieda- loro lo guardarono in attesa che continuasse e lui lo fece -c'è una specie di profezia, che è nata insieme alla guerra-.

Hai finito le parti pubblicate.

⏰ Ultimo aggiornamento: Sep 28, 2021 ⏰

Aggiungi questa storia alla tua Biblioteca per ricevere una notifica quando verrà pubblicata la prossima parte!

Azzurro Ghiaccio Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora