Venticinquesimo capitolo

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Quando i due fratelli restarono soli, Harry tornò sul letto della sorella e chiuse le tende. "Winter, dobbiamo catturare Minus prima che possa consegnarci a Voldemort o uccidere qualcuno della nostra famiglia." -iniziò sedendo accanto e accarezzandole i capelli. "Si Harry, ma come? Sai vero che da oggi in poi saremo sempre sorvegliati?" -disse mentre si stringeva a lui. "Se soltanto i Cullen non se ne fossero andati avremo potuto chiedere aiuto a loro" -disse Harry e Winter annuì. "Se solo li contatto li metto nei casini e hai sentito Silente, i gufi saranno intercettati. E poi non voglio metterli in pericolo, ma si sarebbero stati un grande aiuto. Però aspetta, ora che ci penso, papà ha detto che lui e Sirius sono animaghi giusto?" -ed Harry annuì. "Beh, loro hanno detto "quello schifoso ratto", magari la forma animale di Minus é un topo. Quindi dobbiamo cercare un topo che ha tipo dodici anni di vita, e nessun topo vive così a lungo." -finì mentre Harry sorrideva. "Sei un genio, un fottuto genio" -e l'abbracciò felice. "Possiamo chiedere a Ron dove ha comprato il suo topo e iniziare da lì." -propose e il corvino annuì.

Intanto, fuori dall'infermeria le lezioni erano iniziate e tutti si chiedevano e chiedevano agli amici dei due fratelli cosa fosse successo, ma non ebbero risposta. Hermione prendeva gli appunti per Winter e Ron per Harry. Dopo che anche trasfigurazione finì, si diressero in infermeria dai loro amici, e trovarono fuori dalla porta anche i gemelli, ma con loro c'era anche la sorellina Ginny.

"Ehy Ron, siete venuti per trovare Winter e Harry'" -disse Fred quando vide i due ragazzi, che annuirono ed entrarono in infermeria. Quando si fermarono poi davanti ai letti due due che sorrise non appena li videro. "Finalmente qualcuno ci viene a trovare, stare sempre con questo qui dopo un po' ti annoia"- disse scherzando indicando il fratello che la guardò male. Hermione sorrise e si sedette sul suo letto dandole gli appunti. "Quando potete uscire?" -chiese Ron ad Harry, che aveva preso la sua mano ed era arrossito. "Non lo sappiamo, ma spero presto qui é una noia." -rispose Harry sorridendo a Ron, Winter sorrise e chiuse la tende per dargli privacy. "Ma i gemelli?" -chiese Winter. "Sono qui fuori che parlano con la sorellina. Comunque raccontami meglio ciò che é successo." -e le due si persero in chiacchiere.

Intanto i gemelli stavano cercando di convincere Ginny che quel loro legame con Winter non era una cosa strana, ma la ragazzina non riusciva a capire, plagiata dalla madre. "Ma lei potrei essere io, ditemi voi verreste mai a baciare me?" -chiese ai due fratelli che arrossirono. "Ginny, lei non é nostra sorella, non abbiamo lo stesso sangue e poi lei sa cosa sta facendo, non la stiamo costringendo ne lei costringe noi." -disse nuovamente George stanco di insistere. "Ma la mamma..." "Ginny la mamma ci odia e odia lei, é normale che dice cose negative, ma tu usa l'intelligenza che hai per capire cosa é giusto e cosa no. La mamma ci ha messo davanti ad una scelta, e noi abbiamo scelto la persona che amiamo e che vogliamo nelle nostre vite, è strano per voi lo capiamo, ma non siamo due pervertiti." -disse Fred, saturo di quel discorso. La madre aveva mandato la sorellina per convincerli a lasciare Winter. "Quindi voi avete scelto lei a me. A vostra sorella" -disse putando il dito accusandoli. "No, Ginny. La mamma ci ha fatto scegliere, non siamo stati noi. Quando crescerai capirai. Ora dobbiamo andare da Winter." -e mise fine al discorso entrando in infermeria George, seguito dal fratello.

Quando si avvicinarono al suo letto la trovarono che rideva insieme ad Hermione. "Ma eccoli i due fantasmini." -li accolse Winter ridendo. "Piccoli problemi ma nulla di grave. Come ti senti?" -chiese George sedendosi sulla sedia e prendendo la sua mano. "Bene, non vedo l'ora di sapere quando posso uscire." -e si misero a parlare tutti e quattro.

Nel primo pomeriggio, Madama Chips li invitò ad uscire e i due restarono di nuovo soli. Sbuffando Harry torna sul letto della sorella e giocarono a scacchi. "Hai imbrogliato" -accusò Winter al fratello che aveva vinto per la terza volta. "No, se tu che sei una schiappa." -e le sorrise divertito. "Voi sempre a litigare per gli scacchi eh" -disse il padre entrando in infermeria con dietro la madre e gli zii. Si sedettero intorno al letto. "Ma lui imbroglia" "Ma non é vero, a scacchi non si può imbrogliare." -e gli adulti risero, vedendoli così sereni dopo la sera precedente li tranquillizzava di poco, almeno i due non sentivano il peso di quella situazione. "Si okay, mamma aiutami" -intromise la madre che scosse la testa divertita. "Allora domani potete uscire, tra poco verrà qui Mary, che vi scorterà ad ogni lezione" -i due misero su un broncio, sarebbero stati controlla tutto il giorno per tutti i giorni. "Sappiamo che non vi va, ma lo facciamo per farvi stare al sicuro." -disse Remus accarezzando i capelli dei due, che annuirono. 

La figlia segreta.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora