Sessantunesimo capitolo.

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Edward portò Winter nel castello, con a seguito la sua famiglia adottiva. Winter era pervasa dalla rabbia e dal terrore di quello che aveva vissuto. Nessuno riuscì a farla calmare, nemmeno l'arrivo del fratello e dei genitori. "Winnie.." provò il padre -James- , ma la ragazza lo guadò male "Nessuno di voi si è fidato di me, dei miei dubbi, e vedete cosa è successo. Perché?" chiese rivolto ai genitori ed in un secondo momento anche al Preside che si era avvicinato con un espressione colpevole sul viso. "Winter...erano accuse senza una prova, se ci fossimo sbagliati, la reputazione di un Auror sarebbe stata messa in dubbio." provò il padre ma Winter sciolse la presa di Edward e si avvicinò al padre.

 "Ma si è rivelato che quello stronzo era un impostore, come era? Lui deve tornare perché per ucciderlo serve un corpo. Ma guarda un po', Albus è andato tutto come avevi orchestrato. Ora che farai? Metterai in pericolo mio fratello, la mia famiglia, per cosa?" e si rivolse sprezzante al preside, chiamandolo per nome, come a volerlo offendere.  "Non sa cosa rispondere vero? Lei non si aspettava che io me la prendessi così tanto, lei si aspettava che andasse tutto liscio, che al mio posto ci fosse stato mio fratello. Davvero per lei mio fratello è importante? O è solo un arma per vincere una sua guerra personale?" ormai Winter era un fiume in piena, ma quello che diceva aveva senso e davvero non si poteva contestare. "Sapete, io una soluzione la ho, ed era una soluzione che avrei dovuto prendere anni fa. Io me ne vado da questo posto pieno di pazzi e viscidi. Voi avete deciso di seguire le idee del professor Silente? Bene, io me ne tiro indietro, augurandovi tanta fortuna, e se le cose andranno male presenzierò ai vostri funerali"

Disse la ragazza prima di andare via, decisa di quella scelta. Scelta che avrebbe seguito senza tornare indietro. Sta volta era decisa ad andare via davvero. Arrivò nella sua stanza, e mentre faceva le valigie, si trovò Hermione in stanza. "Winter...andrai davvero via?" chiese guardandola riporre ogni indumento nel baule. "Si, e se fossi intelligente, andresti via anche tu. Salvati, prima che farai una brutta fine. Tu non l'hai visto, lui vi ucciderà senza pensarci su, è un mostro." rispose guardando la riccia "Non posso abbandonare Harry...non ora che tu sai chi è tornato" disse convinta delle sue parole. "Allora, posso solo sperare e augurare che ne uscirai viva. Non posso fare altro." rispose chiudendo il baule. Poco dopo, fu fuori dai dormitori con il baule, e vi incontrò Edward che prese il baule e le sorrise "Andiamo" disse e Winter annuì.

Appena fu sulla soglia del portone di ingresso, venne raggiunta dal fratello e dalla famiglia. Provarono a farle cambiare idea, ma Winter -sta volta- era decisa. "Voi avete fatto la vostra scelta, io la mia. Spero di potervi rivedere un giorno, fate attenzione. Soprattutto tu, Harry." disse guardando la famiglia, soprattutto il fratello che non finiva di piangere. Si voltò e lasciò quel posto, con a seguito la sua famiglia. Quando fu alla stazione di Hogsmeade, salì sul treno, e solo nel momento in cui partì, lasciò che tutte le lacrime che aveva trattenuto uscirono come un fiume in piena. La sua famiglia lasciò che si sfogasse e quando furono arrivati al binario alla stazione di King Cross, con l'uso di una passaporta, tornarono nella loro casa a Forks. Winter si guardò in giro e si sentì a casa. 

La famiglia gli diede del tempo per riprendersi. Mentre al castello, c'era un aria strana, e Silente sapeva che le parole pronunciate dalla ragazza avevano alzato dei dubbi, e se avesse detto qualcosa sarebbe sembrata una scusa. Sia James che Lily gli diedero la colpa di aver distrutto la loro famiglia, ed Harry sembrava come se lo guardasse con odio. In una sera aveva perso consensi, consensi che lo avrebbero aiutato a sconfiggere Voldemort. Solo i docenti erano dalla sua parte, anche il Ministro stava alzando dei dubbi, e sapeva bene che era questione di poche ore, prima che tutto il mondo magico, gli avrebbe volto le spalle. Tempi duri si avvicinavano, e solo perché non ha saputo fare bene le cose, aveva fallito di nuovo. 

Alle prime luci dell'alba, la famiglia Potter lasciò il castello per andare nella loro dimora, Villa Potter. Harry si chiuse in camera e non parlò con nessuno, Lily e James erano ancora tristi per la partenza della figlia, l'avevano persa di nuovo, ma sta volta avevano il sentore che non sarebbe stato facile farla tornare. A Villa Potter li raggiunsero anche Sirius e Remus, che provarono a farli riprendere, ma senza successo. Alla Tana, i gemelli si erano chiusi nella loro stanza, avevano emozioni contrastanti, rabbia, tristezza, odio. Avevano perso Winter, e sta volta non c'era sentore di un ritorno, e loro sarebbero stati soli e feriti per sempre. Perché si, se non era Winter, nessuno volevano al loro fianco, solo la ragazza. 

A metà mattina, la Gazzeta del profeta fece uscire la prima pubblicazione, e Silente divenne impopolare in meno di qualche minuto. Tutto pendevano dalle labbra del Ministro e del Ministero, credendo ad ogni cosa scritta, tra cui anche la sfuriata di Winter -ascoltata da una Rita Skeeter in forma di animagus-. Tempi bui attendevano il mondo magico, e Silente non seppe cosa fare, si sentiva solo, come non mai. 

La figlia segreta.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora