Capitolo 17: tradimento

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il telefono di Lav iniziò a squillare sopra al tavolo, la donna stava cercando di prendere sonno, come sempre senza successo. Prese il telefono e buttò giù per poi alzarsi e fare colazione.

L'orologio a muro segnava le 2:30, ad un certo punto avvertì un piccola fitta al cervello "buongiorno bell'addormentata"

"ho detto niente chiamate" la donna rispose fredda.

"hey calma, volevo solo dirti che i nostri amici potrebbero averti scoperta"

"chi? il "salvatore di Guardian city e la sua compagnia di matti? ma per favore, non possono risalire a me"

"prega che non succeda o ne pagherai le conseguenze. ti avverto, oggi sarà uno di "quei" giorni"

"buono a sapersi, c'è altro? il capo ha una missione?"

"per il momento no ma ti aggiornerò presto"

Di colpo si buttò a terra e fece 25 flessioni velocemente, nel tentativo di stancarsi. Si ributtò nel letto e chiuse gli occhi.

si risvegliò più o meno alle 10:00 e telefono stava squillando ancora ma stavolta il numero era salvato. sullo schermo c'era scritto: Val, "e adesso cosa vuole?" rispose "si pronto?"

i due ebbero un piccola chiacchierata, Val le chiese se poteva passare da lei per parlarle di una cosa e lei disse che andava bene.

terminata la chiamata Lav si mise a pulire casa visto che viste le sue rigide abitudini (e a Lav non andava proprio giù che Val vedesse anche un solo grammo di polvere). in due ore era tutto apposto, le era avanzato del tempo e decise di andare a comprare qualcosa e ritornò non molto prima dell'arrivo di Val.

Val bussò alla porta, "arrivo un secondo!" dopo qualche minuto la porta si aprì e rivelò Lav con un sorriso smagliante "hey, come va?"

"bene, bene, fa strano che tu apra una porta senza una maschera e una spada"

"non è detto che non possa farlo" sorrise Lav "vieni" Lav si girò e si fece seguire. era solita indossare uniformi unisex però, essendo in casa sua, da sola, si era concessa un pigiama femminile. Val, che non l'aveva mai vista in quel modo, si fece un abbindolare dall'ondeggiare dei suoi fianchi. 

i due chiacchierarono del più e del meno per una mezz'ora e Val notò che Lav era rimasta la solita donna solare e forte. "allora di cosa volevi parlarmi?"

"hem...v-volevo parlarti dei miei sotto-guardiani" Lav si sedette su una sedia e invitò Val a fare lo stesso "vedi la stagione di caccia è alle porte e i miei ragazzi non sono addestrati, se magari potessi..."

"non lo so....non sono più quella di un tempo e sinceramente è da tanto tempo che non alleno qualcuno, in effetti tu sei l'ultimo che ho addestrato" all'improvviso Lav avvertì una fitta alla testa, come se un fulmine l'avesse attraversata, e il suo volto la tradì mostrando la sua sofferenza

"tutto bene Lav?"

"si, solo un pò di mal di test-"

Lav  cadde a terra di botto, si contorceva dal dolore e mormorava qualcosa di incomprensibile "Lav!? cos'hai?!?" Val si era buttato sotto di lei prima che potesse toccare terra, la prese in braccio e la mise sul divano, provò a curarla ma non aveva nessuna ferita fisica, bensì mentale, e lì i suoi poteri potevano fare molto poco, andò a cercare delle medicine alla farmacia più vicina "non ci metterò molto, resisti "

Lav non poteva sentirlo, era immersa in un sogno...o meglio un incubo. Lav era stata gettata in un baratro e continuava a cadere, cadere, cadere fin quando non arrivò in un lago sotterraneo. Lav ora stava affogando, una copia identica di se stessa la spingeva sempre più affondo, ormai i polmoni erano pieni d'acqua, i suoi occhi diventarono pesanti finché non si chiusero del tutto.

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