CAPITOLO 12

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Scendo in cucina per fare colazione e li ci trovo Matt a mangiare la sua ciotola di cereali mentre fissa il vuoto.

"Allison" mi chiama appena mi vede passare, ma io non rispondo, lo ignoro "Scusami" si alza e mi raggiunge "Perché mi nascondi le cose?" rispondo acidamente alle sue scuse.
"Non ti nascondo nulla Allie" posa la tazza nel lavandino per poi appoggiarsi al bancone "Allora dimmi che cosa ci facevi ieri sera con Travis" aspetto una sua risposta che però non arriva "Come immaginavo" butto il barattolo dello yogurt che ho appena mangiato e mi dirigo alla porta "Muoviti è arrivato" chiudo la porta senza neanche aspettare e raggiungo Chris in macchina.

Non litighiamo spesso io e mio fratello, ma quelle poche volte che succede è perché sotto c'è davvero qualcosa di serio.

"Cos'è tutto questo silenzio?" Chris rompe la tensione che si è creata in macchina "Qualcuno nasconde le cose" mi limito a dire.
"Te l'ho già detto Allie" controbatte Matt ma lo interrompo subito
"Meno sai meglio è, lo faccio per il tuo bene Allie" imito la sua voce "Finiscila Matt, o per lo meno cambia scusa la prossima volta" sto davvero perdendo la pazienza.
"Sa qualcosa?" domanda sottovoce Chris, ma riesco comunque a sentirlo
"Wow! Non solo mio fratello mi nasconde le cose, ora lo fai anche tu!" prendo il mio zaino e gli dico di fermarsi, non capisce e così lo ripeto una seconda volta con voce più alta "Ferma la macchina Chris".
"Che cazzo fai?" sbraita Matt.
"Vado a piedi" scendo dalla jeep e mi incammino.

Mi da fastidio che tutti sappiano tutto e io non so mai niente, perché tengono questo segreto? Cosa c'è di così grave da non poterlo dire?

Dopo venti minuti finalmente arrivo davanti alla scuola ormai deserta, 
lascio il mio zaino in terra e poi mi siedo su un muretto mentre aspetto l'inizio della seconda ora per entrare.

"Non dovresti essere in classe?"
"Potrei farti la stessa domanda" guardo il ragazzo davanti a me fumarsi una sigaretta "Non voglio fare matematica" ammette tranquillamente
"Io ho fatto tardi" con un gesto rapido gli levo la sigaretta dalle mani, aspiro e trattengo il fumo per qualche secondo prima di buttarlo fuori "Potevi chiedere" si siede accanto a me "Non me l'avresti data".
"Giusta osservazione" tira fuori il pacchetto dalla tasca e se ne accende un'altra "Vuoi parlarne?" continua dopo.
"Ho litigato con Matt"
"Che hai combinato stavolta?" mi chiede "Io assolutamente nulla" faccio un'altro tiro.
"Allora qual'è il problema?"
"Vorrei saperlo anch'io in realtà" lancio il mozzicone dopo aver fatto l'ultimo tiro "Sai che a volte siete davvero difficili da comprendere voi Rivera? Ma va bene, non farò ulteriori domande" come darti torto Jake, a volte me ne rendo conto anche da sola.

"Ieri sera ti ho visto, rimani spesso fino a tardi?" cerco di parlare di altro per far passare il tempo "È una cosa che faccio spesso ultimamente...mi piace rimanere a ballare quando tutti se ne vanno e la sala rimane vuota" "Piaceva anche a me" chino leggermente la testa all'indietro per guardare il cielo sopra di noi "Sei sempre in tempo Allie". 
"Ci sto provando anche se non sembra" il mio sguardo ritorna su di lui, così come il suo su di me "Lo so, ti vedo".

Rimaniamo entrambi in silenzio per qualche minuto, seduti lì a goderci il calore del sole e il cinguettio degli uccelli. 
"Io comincio ad entrare, ci vediamo dopo?"
"Ti aspetto qui fuori" con un cenno di mano ci salutiamo, salgo la piccola rampa di scale ed entro a scuola.

...
Le lezioni sono finalmente finite, oggi sembrava non passare mai il tempo.
Lascio le cose nell'armadietto e poi raggiungo l'uscita.

Ad aspettarmi fuori c'è Jake che è già accanto alla sua moto a fumarsi una sigaretta "Sei pronto?" chiamo la sua attenzione, "Andiamo" metto il casco, salto su e mi aggrappo a lui.

Il tragitto da scuola fino a casa sua è all'incirca di 10 minuti, non è molto, ma ha appena iniziato a piovere e nell'arco di pochi secondi ci ritroviamo ad essere zuppi dalla testa ai piedi.

Arriviamo davanti casa sua e procede parcheggiare la moto nel box, ci leviamo i caschi e ci dirigiamo di corsa verso il portico.

Appena entriamo lascio le scarpe all'entrata per non sporcare la casa, so quanto alla madre dia fastidio "Allie!" un piccolo angioletto mi corre incontro.
"Ehi piccolina" la prendo al volo dopo che si è completamente lanciata tra le mie braccia "Finalmente siete tornati insieme"dice con la voce piena di felicità.

Io e Jake ci scambiamo uno sguardo, non distruggerò i sentimenti di una bambina perciò l'assecondo.

"Ho promesso che sarei tornata a trovarti e io mantengo sempre le mie promesse" gli lascio qualche carezza sulla guancia "Sono felicissima, devo farti vedere tantissime cose" dice con la sua tenera vocina, mi prende per mano e mi trascina con sé.
"Si ciao, ci sono anch'io è!" sentiamo Jake dietro di noi, così lei gli corre incontro e gli dà un piccolo abbraccio "Ciao fratellone".

Torna da me e mi fa strada in salotto, è molto buffa mentre cammina, sembra uno gnomo dall'alto.
"Ti ho fatto tantissimi disegni vuoi vederli?" torna da me saltellando.
"Assolutamente si".
"Josephine lascia che si asciughi prima" arriva la madre con in mano degli asciugamani "Tieni tesoro" me ne passa uno.
"Grazie Eleanore" gli porgo un sorriso mentre cerco di asciugarmi il più possibile "Come va a casa, tutto bene?" mi chiede dopo.
"Si, tutto ok grazie".
"Jake dagli qualcosa di asciutto prima che si ammali".

Mi fa cenno di seguirlo. È rimasto tutto esattamente com'era, non è cambiato nulla. La prima cosa che fa è togliersi la maglia bagnata lanciandola nel cesto, poi apre l'armadio e prende una felpa con i pantaloni della tuta da dare a me.

"Metti questi" me li passa e appena si gira i miei occhi cadono su quel ben di dio, mi affretto a prenderli e distolgo lo sguardo da lì "Puoi cambiarti qui, ti aspetto di là" si infila qualcosa di asciutto e se ne va chiudendo la porta alle sue spalle

Mi cambio velocemente facendo una palla con i vestiti bagnati e poi li raggiungo di nuovo.

"Dalli a me te li metto in asciugatrice e per quando andrai via saranno pronti" mi prende i vestiti dalle mani "Grazie".

"Vieni Allie!" mi sento prendere la mano ed essere trascinata via.
...
Mi sveglio, apro lentamente gli occhi e accanto a me c'è Josephine che dorme accovacciata sul mio petto.

Mi alzo lentamente senza svegliarla e pian piano esco fuori dalla sua stanza.

"Ehi, che ore sono?" entro in camera di Jake trovandolo sdraiato sul letto
"Quasi le cinque".
"Merda mi sono addormentata, come facciamo con il compito?" mi siedo all'angolo del letto "Abbiamo ancora tempo per farlo" dice tranquillamente.
"Perché non mi hai svegliata?" dico fra uno sbadiglio e l'altro
"Sembrava che ne avessi bisogno" posa il telefono.
"Beh grazie, ma la prossima volta svegliami anche perché ora sono tutta rimbambita"
"La prossima volta?" mi da un occhiata che capisco bene, non so perché io l'abbia detto in realtà "Non intendevo quello" prendo il cuscino e glielo lancio addosso.
"Hai fatto tutto tu" mi rilancia indietro il cuscino colpendomi in faccia "Dai alzati che dobbiamo andare" dice dopo, mi alzo e mi lego i capelli in una coda bassa lasciando qualche ciuffetto fuori, mi volto e lo sorprendo a guardarmi "Che c'è?" la domanda mi esce spontanea, proprio come il sorriso sul suo volto mentre mi guarda "Nulla, mi metto le scarpe e andiamo"
...
È sera ormai, il pomeriggio lo abbiamo passato in sala a provare per ore e ore e tutto sembra procedere per il meglio. Mi ha portata a casa poco prima di cena e mia madre era entusiasta all'idea di vedermi con Jake, l'ho vista spiarci dalla finestra per tutto il tempo prima che entrassi in casa e poi mi ha bombardata con una miriadi di domande appena varcata la porta.

Siamo sul divano a vederci un film, invece Matt è in camera sua.
Dopo poco lo sentiamo scendere.

"Io esco" dice appena ci raggiunge
"Anche stasera?"
"Tranquilla non faccio tardi" dà un bacio alla mamma e poi esce di fretta e furia senza rivolgermi parola.

Mi alzo e mi affaccio alla finestra, proprio come farebbe mia madre e ciò che vedo è di nuovo la macchina di Travis. Che stanno combinando? E perchè me ne tengono all'oscuro?

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