Pian piano inizio ad aprire gli occhi e la prima cosa che vedo è un armadio che decisamente non è il mio. Con le braccia faccio leva per alzarmi per poi appoggiarmi con i gomiti sulla superficie del letto.
"Che stai facendo?" chiedo con voce assonnata "Buongiorno anche a te" si gira di poco con il busto verso di me.
"Che ore sono?" faccio un altro sbadiglio "Quasi mezzogiorno" dice lui.
"Oh merda" mi alzo dal letto insieme a un costante mal di testa che mi sta uccidendo "Mi scoppia la testa" mi porto le mani alle tempie per alleviare un po 'la pressione.
"Ho provato a svegliarti, ma non ti svegli neanche con le cannonate" si giustifica per poi squadrarmi dalla testa ai piedi.
"Che c'è?" la domanda mi esce spontanea "Nulla" dice con un sorriso sul volto per poi rigirarsi.
Guardo verso il basso e mi accorgo di avere addosso solo una maglia che mi arriva poco più sotto al sedere. Afferro al volo una coperta avvolgendola intorno alla vita "Niente che non ho già visto" dice quando se ne accorge, così lo raggiungo e gli do uno schiaffo dietro il collo.
"Cos'è successo ieri sera?"
"Non ricordi nulla?" si volta verso di me "Ricordo di Ethan, ma subito dopo ho ricordi sfasati di quello che è successo. C'è qualcosa che dovrei sapere?" domando e la sua espressione sembra essere cambiata.
"Nulla di importante" ritorna con lo sguardo sul libro davanti a lui.
"Perfetto, vuoi dirmi che cosa stai facendo?" mi appoggio con i gomiti sulla scrivania "Il compito di chimica, lunedì dobbiamo presentarlo".
"Sto sognando?" mi strofino gli occhi incredula.
"Non mi va di prenderci un brutto voto, è così difficile da credere?" si alza in piedi urtato "Stavo scherzando, non arrabbiarti".
"Lascia stare" esce dalla camera e lo seguo fino in cucina.
"Mi spieghi che ti prende?" gli domando appena c'è l'ho davanti.
"Ho solamente i nervi a mille per quello che è successo ieri" afferra una bottiglia d'acqua e ne beve qualche sorso "Ed è colpa mia?".
"Chi l'ha mai detto?" risponde urtato "Non so, da come mi hai risposto sembrava che ce l'avessi con me" controbatto.
"Mio dio Allie, non ti sopporto quando fai così" si passa le mani sulla faccia frustrato "La cosa è reciproca" mi siedo su uno sgabello e poi continuo "Dobbiamo dire agli altri di quello che è successo?".
"Li ho già avvisati, verranno qui oggi pomeriggio".
...
"Fammi capire, voi vi infilate questo coso lì dentro?" la sua faccia è un mix tra il disgusto e l'essere stupefatto "Si! Ora vuoi darmelo per favore?" tendo la mano verso di lui.
"Ma non vi fa male?" analizza l'oggetto attentamente "È di plastica".
"Oh mio dio, guarda se ora ti devo anche spiegare come si inserisce un tampax!".
Mi guarda perplesso.
"Dammi qua" glielo sfilo dalle mani "Te lo spiego una volta sola e dopo non voglio domande. Lo prendi, tiri fuori questo coso di plastica, poi lo infili e spingi dentro come se fosse una siringa...ecco, il gioco è fatto. Ora esci di qui" dopo la mia spiegazione se ne va scioccato.
Dopo poco lo raggiungo e lo trovo sdraiato sul divano con il telecomando in mano skippando fra i canali della tv. Penso sia arrivato il momento di parlare di quello che è successo ieri alla partita, insomma siamo qui tutti e due a fare finta di niente.
"Jake" mi avvicino a lui "Penso che dovremmo parlare" .
"Di cosa?" chiede confuso "Delle cose che mi hai detto ieri alla partita" mi siedo sul divano accanto a lui, ma non fa in tempo a rispondere che il campanello di casa suona.
Si alza e va ad aprire "È tuo fratello" mi avverte, ultimamente Matt ha un tempismo perfetto, arriva sempre nel momento meno opportuno.
Appena entra in casa mi viene subito in contro "Sto bene, tranquillo" lo precedo prima che possa dire qualcosa "Ti avevo detto di stare attenta" mi abbraccia.
"Allora che è successo?" chiede Travis appena ci raggiunge "Era al Medusa" dice Jake.
"Che?!" esclamano gli altri due in coro "Grazie Jake, sei stato molto d'aiuto" lo fulmino con lo sguardo.
"Che diamine ci facevi al Medusa"
"Matt calmati, non sapevo neanche che locale fosse fino a quando non me l'hanno detto" cerco di tranquillizzarlo "È quello il posto dove è iniziato tutto Allie, il Medusa è il locale di battle più famoso di tutta L.A" .
"Come facevo a saperlo se nessuno di voi me l'ha detto?" puntualizzo sull'ovvio.
"Non ha tutti i torti" parla Travis .
"Conoscete un certo Carlos?" chiedo dopo "Il buttafuori, si è un nostro vecchio amico, perché?" continua sempre l'altro.
"Mi ha detto che avevo una faccia familiare, ora che ci penso forse gli ho ricordato te" guardo Matt "Probabile, in fondo non siamo molto diversi".
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Steps that heal
Novela JuvenilUn'ex ballerina di latino americano, nonostante la sua giovane età è stata vincitrice di numerosi premi. Ma molte volte nulla va come dovrebbe andare, infatti Allison decide di lasciare tutto perché la sua vita viene scombussolata da un tragico avve...
