Τα λεμε

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.1.

Sono al gate e osservo l'aereo su cui sto per salire sforzandomi di non perdere completamente la ragione.
Ma non è facile.
Non soltanto perché sto per lasciarmi alle spalle tutto ciò che conosco, anche se fino a due minuti fa era quella la mia preoccupazione maggiore. Adesso, invece, mentre osservo l'aero percepisco in cuor mio un panico di un livello del tutto nuovo.
<<Ehi, Riccardo>> L'uomo della security che il mio produttore ha mandato a prendermi mi osserva sorridendo. <<Sei pronto per questa nuova avventura?>>
No.No,non sono pronto proprio per niente,e questa ansia mi sta per mandare ai matti.
Se due settimane fa mi aveste detto che mi sarei ritrovato su una pista di un aeroporto di Malpensa,a Milano,mi sarei messo a ridere molto probabilmente. E se mi aveste detto che il motivo per cui ero a Malpensa sarebbe stato prendere un cazzo di aero per trasferirmi a Roma, lontano da tutte le mie comodità,vi avrei risposto che dovevate essere completamente pazzi.
Ma,in quattordici giorni, possono cambiare molte cose. E molte più cose possono prendere una piega del tutto sgradevole.
D'altronde la vita è un susseguirsi di emozioni travolgenti,no?

***

<<Sei mai stato a Roma?>> mi chiede l'uomo mentre sfioriamo le vette di diverse montagne. Poi si gira verso di me e finalmente posso leggere il suo nome sul cartellino,Carlo si chiama.
<<No,non ci sono mai stato. Ma mi fermerò lì per poco,sto andando solo per questioni lavorative...>> Cazzo.
Sembra  davvero un incubo,e neanche dandomi tanti pizzicotti sulla pelle riesco a svegliarmi.
Del resto avrei dovuto metterlo in conto,la vita del cantante è questo. Mettersi costantemente in gioco per arrivare in cima.
<<Siamo quasi arrivati comunque>> mi dice Carlo cercando di rassicurarmi invano. Devo ammettere che è una persona alquanto carina,e la sua presenza mi ha aiutato a sopportare questo viaggio interminabile.
<<Tieniti forte, l'impatto sarà parecchio duro>>. Non ho idea di cosa intenda per "duro",ma direi che è poco allettante. Perciò stringo la mia mano intorno al suo braccio e con l'altra mano stringo la barra del portellone.
<<Menomale che non è ventoso oggi!>> continua Carlo. Questa frase non mi rassicura.
Mi mordo le labbra screpolate e tengo gli occhi ben chiusi mentre sento il suolo avvicinarsi inesorabilmente verso di noi.
Qualche secondo dopo sento le ruote dell'aereo saltellare sul terreno e prego di scendere vivo da quel cazzo di veicolo.

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Angolo autrice

Ciaooooooooooo sono tornata con questa ff. Spero che vi piaccia 🤗🤍🤍🤍🤍🤍

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