Carmine e Filippo erano seduti nel cortile del carcere, guardavano gli altri ragazzi giocare a calcio ma Filippo aveva la testa da un'altra parte "È meglio se non ci pensi più e passi avanti." Disse Carmine mettendo una mano sulla spalla dell'amico "Sono passati due mesi da quando è successo e ancora non riesco a dimenticarla, Carmine. Non faccio altro che pensare a come se la stia passando adesso con il suo nuovo marito, al fatto che poco prima che mi prendessero lei era convinta di voler stare con me e di non volersi più sposare ma quando la polizia ci ha accerchiati mi ha detto che non voleva più continuare a vivere fuggendo, che doveva affrontare il suo destino e io il mio." "Lo so Chiattì...Lo ripeti ogni giorno da due mesi. Sono convinto che lo ha fatto per proteggerti ma devi andare avanti, ormai è finita. Se è destino ritornerà, altrimenti troverai qualcun'altra pronta ad amarti e fidati, Chiattì, non è difficile per uno come te." Filippo si sentiva meglio ogni volta che parlava con Carmine ma non riusciva a mettersi l'anima in pace, gli mancava la sua Nad e non sapeva se sarebbe mai riuscito a colmare quel vuoto che aveva lasciato dentro di lui. Mentre i due amici parlavano arrivò una volante, l'ennesimo minorenne che aveva rovinato la sua vita. Come ogni volta, tutti smettevano di fare quello che stavano facendo e si ammassavano davanti alla rete, curiosi di vedere chi scendesse dall'auto. Anche Carmine e Filippo volevano sapere chi fosse il nuovo arrivato ma tutti i loro compagni coprivano la visuale, si alzarono e iniziarono a camminare svogliatamente verso quella rete mentre sentivano schiamazzi e fischi "È una guagliona!" Esclamò Pino e in seguito un coro di complimenti indesiderati. Carmine si avvicinò alla rete facendosi spazio in mezzo agli altri e vide subito che conosceva bene la nuova arrivata, era sua sorella minore Adele. Lui sapeva che lei fosse a Palermo, lontana dalla sua famiglia, era arrabbiato con i Di Salvo e si chiedeva cosa avesse fatto per essere finita lì, l'unica della famiglia che credeva potesse salvarsi. I loro sguardi si incrociarono immediatamente e la vide impaurita, la sua attenzione si spostò successivamente ai complimenti poco cortesi dei suoi compagni " E BASTA!" Urlò "È una bambina! Tiene quattordici anni. Non vi vergognate?" Non sopportava che sua sorella si trovasse in quel branco di gorilla affamati, era ancora piccola per sopportare una cosa simile e nel frattempo continuava a cercare di zittire quei commenti "Perché te la stai prendendo tanto sta volta Ca'?" Chiese Filippo, nè lui nè Carmine avevano mai fatto delle avance del genere alle nuove detenute ma si erano comunque sempre fatti i fatti loro "La conosci?" "È mia sorella, Chiattì." "Cosa? Non mi avevi detto di avere una sorella." "Mia mamma l'aveva mandata in Sicilia quando eravamo ancora bambini perché era appena iniziata la guerra contro i Ricci e almeno lei doveva restare al sicuro, mentre io ed Ezio che eravamo maschi e più grandi dovevamo restare per lavorare con loro. Mamma l'avrebbe fatta tornare a Napoli quando ne avrebbe avuto bisogno, come una riserva. Speravo che questo momento non arrivasse mai, speravo che almeno lei si salvasse e invece guarda dov'è. Chissà che ha fatto per finire qui. Tiene solo quattordici anni, se la mangeranno qui dentro." "Non prendertela tanto, Ca'. È una Di Salvo, per questo è qui. Ti conviene starle lontano, i tuoi familiari portano solo problemi, lo sai. E per essere qui già a quest'età questa deve essere peggio di tua madre stammi a sentire." Carmine pensava che probabilmente ciò che diceva Filippo era vero ma non voleva crederci, fin da piccoli anche Adele le sembrava diversa dal resto della sua famiglia "Devo parlarle. Devo capire che è successo." Filippo fece una faccia contrariata ma non rispose. Dopo un po' videro Gennaro avvicinarsi a loro "La direttrice ti vuole parlare." Disse riferendosi a Carmine, lui non esitò, sapeva perfettamente di cosa si trattasse.
Adele era seduta davanti alla scrivania della direttrice, una bella donna, capelli biondi, occhi di ghiaccio, aveva qualche ruga sul viso che faceva intendere che era una che ne aveva passate tante e a confermarlo c'era il suo passo zoppicante ma il suo sguardo era buono e faceva sentire Adele al sicuro. "Dedè!" Esclamò Carmine quando la vide, lei si voltò e non disse nulla, aspettò solo che Carmine si sedesse accanto a lei "Carmine, tuo fratello Ezio è ricoverato in ospedale in gravi condizioni, non si sa se ce la farà. È stato accoltellato. Penso tu possa intuire chi è la responsabile." Disse la direttrice guardando Adele "Forse è meglio che io vi lasci da soli." Concluse la donna "Ma che hai fatto? Che è successo?" "Non lo volevo colpire..." Disse la ragazza piangendo "Mamma mi aveva fatta tornare dalla Sicilia, pensavo che lo stesse facendo perché le mancavo e invece voleva che la aiutassi contro i Ricci negli affari di famiglia. Io ho detto che non volevo farlo, che avevi fatto bene a lasciarli ma Ezio si è arrabbiato e mi stava soffocando e.." Carmine la interruppe "Ho capito. Mi dispiace tanto." Non era arrabbiato con lei per ciò che aveva fatto ad Ezio, capiva benissimo la sua situazione e si sentiva anche sollevato perché Adele si era rifiutata di aiutare i Di Salvo nei loro affari loschi "Devi stare attenta qui, Dedè. Quando sei con le altre stai lontana da quella che si chiama Viola, quella è pazza e vorrebbe approfittarsi di una come te, ti vedrà più piccola e cercherà di avvicinarti, tu stalle lontana. Io ti aiuterò più che posso ma quando non ci sono devi cavartela da sola, stai vicina alla ragazza che si chiama Silvia o a Gemma o a Kubra, le conoscerai poi. Sta attenta perché lì con te ci sarà una Ricci, quella ci vuole vedere tutti morti, te compresa." "Non è rassicurante Carminù." Disse con voce tremante. A un certo punto la direttrice li interruppe "Adele, è meglio se adesso sistemi le tue cose, poi potrai andare in cortile insieme a tutti gli altri." Lei fece come le era stato detto, non c'era nessuno per i corridoi, erano tutte in cortile e nessuno osava entrare negli unici momenti in cui potevano stare all'aperto. Le sarebbe piaciuto rimanere da sola nella sua cella per non incontrare nessuno ma era costretta a uscire, non poteva fare di testa sua, l'unica cosa che la rassicurava era che fuori ci sarebbe stato Carmine a farle compagnia ed era ad aspettarla davanti la porta del cortile "Tutto ok? Ti sei sistemata? Stai meglio adesso?" "Si, tutto bene." Era ancora molto scossa ma non le andava di parlarne, voleva fare finta che andasse tutto bene che non stesse morendo di paura "Ma Futura? Dov'è?" "Oggi la direttrice l'ha lasciata a casa con la mamma di Nina ma tra qualche giorno magari la porta qui e te la faccio vedere. È una bambina bellissima, sai? È buonissima e sono certo che può dare un po' di speranza anche a te, Dedè." Mentre parlavano Adele vide un ragazzo avvicinarsi verso di loro, era molto alto, capelli riccissimi e scuri, aveva un viso pulito, gli occhi grandi e le ciglia lunghe, un naso dritto e un po' arrotondato alla fine, le guance rosee e una bocca piccola con le labbra del colore delle amarene, non sembrava quel tipo di ragazzo che si trova in un carcere minorile, aveva i lineamenti delicati e lo sguardo dolce "Lui è Filippo." Disse Carmine sorridendo. Adele aveva capito benissimo chi fosse, era il famoso Chiattillo, quello di cui Carmine e Wanda le avevano parlato tanto nelle lettere "Tu sei quello che ha ucciso Ciro Ricci e ha fatto cadere la colpa su mio fratello!" Disse Adele furiosa. Carmine le tappò la bocca zittendola "Sei pazza? Nessuno lo deve sapere." "La mia famiglia è contenta per quello che hai fatto così Carmine non passa per la pecora della situazione." "Quindi è così che la pensate voi Di Salvo? È questo quello che ti ha insegnato tua madre? Buon sangue non mente mai. Ca' io te l'ho detto di starle lontano, è come la tua famiglia." Filippo andò via come se marciasse e non lasciò neanche che Adele completasse il suo discorso "Lascialo stare. Sta attraversando un momento difficile, sii gentile con lui." "Volevo dire che io non sono contenta come tutti gli altri. Quel Chiattillo passa per innocente mentre adesso tutti i Ricci ti vogliono vedere morto a causa sua?" Perché devi far credere agli altri di essere un assassino?" "Non capisci. Lui mi ha salvato la vita quella notte, i Ricci mi odierebbero comunque, glielo dovevo e poi lui è un bravo ragazzo, può ancora salvarsi e vivere la sua vita fuori da qui ma per quelli come noi due non c'è speranza, se usciamo da qui abbiamo chi ci cerca per ucciderci, meglio io che lui." Adele si sentì un po' in colpa per come aveva accolto Filippo, magari se non lo avesse attaccato subito lui non si sarebbe rivolto a lei in quel modo. Doveva trovare un modo per scusarsi, d'altronde era il migliore amico di suo fratello e doveva sopportarlo in ogni caso. Quando finì il momento di stare fuori i ragazzi furono separati dalle ragazze e ognuno doveva andare nella sua cella. Adele ritornò nel corridoio dove poco prima aveva sistemato le sue cose e questa volta quel posto era pieno di ragazze che viaggiavano da una cella all'altra mentre lei era totalmente spaesata. Una ragazza dai capelli rossi e arruffati e il viso pallido spruzzato di lentiggini la puntò dalla fine del corridoio e andò nella sua direzione con un piccolo ghigno sul volto "Tu devi essere nuova." Disse porgendole la mano in segno di saluto "Il gatto ti ha mangiato la lingua? Come ti chiami?" "Piacere, Adele." "Io sono Viola. Ci troveremo bene insieme." Adele ricordò le parole del fratello che l'aveva messa in guardia, allontanò il suo braccio dalla presa stretta della ragazza dai capelli color carota "Hai paura di me?" Disse ridendo la ragazza "Dovrai abituarti perché siamo nella stessa cella." Le cose andavano di male in peggio, una delle persone che Carmine aveva suggerito fortemente di evitare era la sua compagna di cella e non era neanche l'unica. Entrando dentro la piccola stanza vide una ragazza minuta, indossava pantaloni larghi di pelle e un top nero, aveva capelli lunghi e dritti di colore nero corvino, gli occhi scuri leggermente a mandorla. Se ne stava ferma, seduta davanti l'armadietto a fissare la foto di un ragazzo che le somigliava molto "Guarda chi abbiamo qua? La nuova arrivata." Disse Viola alla sua compagna che la guardò in cagnesco, a quanto pare non doveva starle molto simpatica "Questa ha paura di me, lo sai? Si può sapere perché ti spaventi tanto? Sono tua amica io." "Mio fratello mi ha detto che non sei una persona di cui fidarsi, senza offesa." "Tuo fratello? Hai un fratello qui?" "Carmine Di Salvo, presumo vi conosciate." La ragazza dai capelli neri come la notte distolse lo sguardo dalla foto e iniziò immediatamente a prestare attenzione a quella conversazione che prima non le interessava, si alzò dallo sgabello dove era seduta e si catapultò davanti la faccia di Adele "Non sapevo che Carmine avesse una sorella. Un'altra Di Salvo...Io sono Rosa Ricci, la sorella di quello che tuo fratello ha ammazzato." La guardava dritta negli occhi con uno sguardo infuocato e Adele non sapeva cosa dire, si trovava rinchiusa in una cella insieme alle due persone più pericolose per lei "Ho giurato sull'anima di mio fratello che non sarebbe rimasto neanche un Di Salvo sulla faccia della terra, lo sai?" Adele rimase impietrita a fissarla, deglutì faticosamente perché aveva un nodo in gola e non si era resa conto di essersi appiattita contro il muro come se volesse attraversarlo mentre Viola guardava la scena divertita. A interrompere quei secondi interminabili arrivò Nunzia, la guardia dell'ala femminile "Spegnere le luci! Si dorme!" Adele si mise timidamente tra le coperte del suo letto che era duro come se fosse una pietra. Aveva ancora gli occhi di Rosa addosso e la polverizzavano come mille fulmini dal cielo e per tutta la notte non fece altro che guardarsi intorno e non chiuse occhio, l'unica cosa che la rassicurava era che se Rosa avesse avuto un'arma non avrebbe perso tempo a farla fuori e il fatto che non lo aveva ancora fatto significava che era disarmata. Sapeva, però, che si sarebbe procurata presto una lama o qualcosa di simile per lei, per Carmine e per il suo amico Chiattillo e, probabilmente, la prima ad assaggiare la furia della giovane Ricci sarebbe stata lei.
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Ddoje mane
FanficLa sorella minore di Carmine finisce in carcere a soli 14 anni a causa di un terribile incidente e finisce per imbattersi nei problemi causati dal fratello e dalla sua famiglia. È una storia ambientata nel carcere della serie mare fuori ma con alcun...
