Le parole di Viola avevano seminato in Adele una forte rabbia che, prima di allora, era stata sempre e solo tristezza. Aveva notato che Filippo, probabilmente preso dai sensi di colpa, in quei giorni la denigrava meno. Lei lo allontanava, era troppo offesa per quello che aveva fatto giorni prima e non poteva fargli notare quanto in realtà fosse felice della sua vicinanza. Capiva che forse Viola aveva ragione anche in questo, forse si stava innamorando del Chiattillo senza volerlo. Le piacevano moltissime cose di lui, i suoi ricci, i suoi occhi grandi e dolci, i suoi lineamenti, le sue mani, la sua voce, il fatto che rispetto agli altri avesse un po' più di cultura, era l'unico ad aver studiato in quel carcere. Lei non andava molto a scuola anche se avrebbe voluto, le piaceva starsene in disparte a leggere libri sulla mitologia e il fatto che Filippo fosse colto la faceva impazzire, così come vederlo suonare la incantava. C'erano altre cose che però odiava, come il suo continuo disprezzo, il suo essere sempre scontroso con lei, il fatto che la giudicasse di continuo, la guardasse dall'alto in basso e la rimproverasse e il suo grande e incondizionato amore verso Naditza. Forse quella zingara era la cosa che più odiava di Filippo, ormai lei era diventata una parte di lui ed era stufa di sentirla nominare costantemente, di vedere come lentamente lei si innamorava di lui che aveva occhi solo per Naditza, avrebbe tanto voluto essere quella zingara napoletana per essere vista in quel modo da Filippo. I suoi sentimenti per il Chiattillo crescevano esattamente come cresceva la sua rabbia e sentiva di doversi sfogare con qualcuno, di parlare con qualcuno di quello che stava iniziando a provare, qualcosa di estremamente nuovo e strano per lei e doveva assolutamente capire cosa fosse, se fosse amore, se fosse odio o se semplicemente amava vedersi cercata, decise di parlarne con le uniche amiche che si era fatta, non sapeva se definirle tali ma almeno loro non volevano ucciderla. "We tutto apposto? Hai una faccia. Ultimamente sei sempre arrabbiata, più di Kubra." La ragazza guardò Silvia ridendo perché sapeva che quella battuta aveva un fondo di verità "Avete presente il Chiattillo, no?" "Certo." "Ultimamente passiamo molto tempo insieme, anzi praticamente tutto il tempo. Lui non è mai stato particolarmente simpatico o gentile con me ma io trovo che sia un ragazzo bellissimo, forse il più bello che abbia mai visto anche se non ne ho visti molti in vita mia. Quando sono con lui mi sento strana, provo delle cose che non avevo mai provato prima, mi fa sentire bene anche se con me fa lo stronzo, mi sento a casa con lui e non riesco a separarmene. Non riesco a capire perché io provi queste cose con lui, non ha senso." Le tre ragazze si scambiarono un'occhiata, non sembravano felici "Mi sembra evidente che ti sei innamorata del Chiattillo." "Dici? Anche altra gente mi ha detto questo...Io non so, non capisco, non mi è mai successo prima." Tutte e tre avevano una faccia disgustata che non avevano mai fatto vedere prima "Dedè, non ti puoi innamorare del Chiattillo. Quello è roba di Naditza." Era l'ennesima volta che la sentiva nominare, anche da loro, anche dalle sue amiche "Roba di-Che significa? Lei lo ha lasciato, perché dovrebbe essere occupato? Ma poi non potete parlarne così, non è un oggetto, non è di qualcuno." Già solo il nome di quella zingara le aveva dato sui nervi, poteva essere la ragazza più bella e simpatica del mondo ma il fatto che tutto quello che toccasse fosse suo o fosse prima passato da lei la faceva imbestialire. Non solo tutto era già marchiato da Naditza la zingara ma qualsiasi cosa Adele facesse lei la aveva fatta meglio di lei, lei era il meglio del meglio ed era normale che Filippo ne fosse perdutamente innamorato. Adele desiderò per un istante, con tutta se stessa, di diventare Nad ma poi tornò ad odiarla e tornò a odiare tutti, anche le sue amiche, Filippo, Carmine, la sua famiglia, Viola, Rosa Ricci, chiunque respirasse nel raggio di quindici chilometri da lei. "Nad è sempre stata molto innamorata del Chiattillo, Dedè. Che lo ha lasciato non significa niente, lei lo amava e potrebbe tornare. Lo ha lasciato tante volte, non permetteremo che tu prenda il suo posto. Tra l'altro Filippo tiene occhi soltanto per lei quindi meglio se te lo scordi." Sembravano quasi arrabbiate con lei, soltanto perché provava dei sentimenti per una persona che in passato era stata con una loro amica. Era davvero stanca di sentire tutte quelle cose su di lei, la storia di come lei e Filippo si erano conosciuti, lei che aveva fatto una scommessa con Silvia e Viola e lo aveva fatto innamorare solo per vincerla ma era finita per caderci dentro anche lei. Viola le aveva raccontato che quando il Chiattillo aveva saputo della scommessa ci era rimasto malissimo, si sentiva ferito e Adele pensò che lei non gli avrebbe mai fatto una cosa del genere, per lei era prezioso e non doveva essere rovinato in alcun modo, peccato che per lui non era lo stesso. Adele diede uno spintone a Silvia e andò via a passo veloce prima che Kubra le potesse dire o fare qualcosa. Mentre andava via le si avvicinò Viola, Adele sapeva che era dannosa per lei e non si fermò, continuava a camminare "Ho avuto modo di sentire la vostra accesa conversazione." Disse "Deve essere insopportabile essere il rimpiazzo di Naditza, tutti la adoravano qui, a parte me." "Che vuoi Viola? Lasciami in pace, non ti ci mettere pure tu." "Volevo solo dirti che capisco il tuo rammarico, tutto qui. Spero tu abbia pensato al mio consiglio, devi farti rispettare, Adele. Devi smetterla di farti mettere i piedi in testa dal Chiattillo, dalle amiche di quella zingara e dalla piccola camorrista, per non parlare di tuo fratello che ti ha completamente dimenticata. Sbaglio o ti aveva promesso che sarebbe stato con te sempre qui? Guarda cosa ha fatto, ti ha lasciata nelle mani di persone che non ti sanno apprezzare. Troverai mai qualcuno che ti vorrà bene almeno un po', Dedè? Io sono tua amica, io te ne voglio. Perciò ascoltami, devi farti valere, devi far capire a tutti loro chi è che comanda e che puoi benissimo vivere senza di loro." "Cazzo! Viola lasciami in pace!" Adele continuò a camminare spedita, le mancava l'aria, le parole di Viola e delle altre ragazze le rimbombavano nel cervello e le impedivano di pensare lucidamente, voleva scoppiare in lacrime, urlare, era nel bel mezzo di un attacco di panico e l'unica cosa che riusciva a concepire era che tutti la odiavano e nessuno l'avrebbe mai amata, un pensiero ormai costante nella sua vita. Voleva andare in cella, sola, per riprendersi.
Filippo era in cortile a guardare le solite partite di calcio, in realtà la sua attenzione era attirata da altro. Doveva vedere se Adele stesse bene e vide che stava parlando animatamente con le sue compagne, aveva già pensato di andare da lei ma poi vide arrivare Viola, non era la prima che la vedeva parlare con lei e ogni volta Adele sembrava strana, sperava con tutto il cuore che non si lasciasse manipolare, che fosse più forte. Non se lo sarebbe mai perdonato se Adele avesse fatto qualcosa di sbagliato a causa di Viola, perché con lei era stato troppo duro senza motivo. Voleva proteggerla, perché doveva fare un favore a un amico, perché la vedeva più piccola e persa, perché aveva capito che Adele nella vita era sempre stata sola, che non sapeva cosa fosse l'amore e pensava che fosse una persona che ne meritava tanto. Pensava inoltre che lei provasse qualcosa per lui ma non ne era sicuro, sapeva solo che avrebbe voluto essere lui quello a darle l'amore ma Naditza era ancora troppo presente nei suoi pensieri. Decise di seguirla per parlarle e aveva deciso che una volta per tutte si sarebbe preso cura di lei seriamente, senza attaccarla, senza respingerla.
Mentre Adele stava per entrare nell'edificio lasciando il cortile vide la sua compagna Rosa "Ti avevo detto che dovevi ammazzare il Chiattillo, Dedè. Mi spieghi che cazzo stai facendo? Non mi piacciono quelli che prendono per il culo, lo sai?" "Non ti sto prendendo in giro, ho solo bisogno di tempo e di una lama." "Non mi piacciono nemmeno quelli che perdono tempo." La afferrò per i capelli e le fece sbattere due volte la testa contro il muro, poi le diede uno schiaffo e un pugno in pancia molto forte, Rosa era minuta ma sapeva picchiare e ferire molto bene. Con il sopracciglio sanguinante Adele si accasciò a terra, cercava ancora in vano di trattenere le lacrime e provava a respirare ma aveva l'affanno, si mise le mani tra i capelli e rimase lì seduta perché aveva la testa che le faceva un gran male. Dopo pochi minuti arrivò Filippo che la stava seguendo, si mise in ginocchio e le mise le mani sulle spalle "Oh che è successo? Stai sanguinando." Ad Adele sarebbe piaciuto starsene tra le braccia del Chiattillo per calmare il suo dolore, ma in quel momento odiava a morte anche lui perché le sembrava solo uno che la illudeva, lui non provava niente per lei ed era inutile credere che tra loro sarebbe nato qualcosa, era una storia a senso unico "Non sono cazzi tuoi, Chiattì." Si alzò e andò finalmente in cella lasciando il Chiattillo solo e preoccupato. Il giorno dopo era giornata di visite, lei sapeva che come sempre non sarebbe venuto nessuno per lei, non aveva neanche i vestiti perché la sua famiglia l'avrebbe voluta vedere morta. Quella mattina, però, Gennaro aveva detto che c'erano visite anche per lei e un brivido le salì lungo la schiena, cercò di rassicurarsi pensando che nè Wanda nè Ezio avrebbero potuto ucciderla dentro il carcere. Entrò nella sala delle visite, era la prima volta che la vedeva, tra i primi tavoli c'era Filippo con la sua famiglia, lui le lanciò un'occhiata ma lei fece finta di ignorarlo. Ad aspettarla c'era Wanda "Come stai, Dedè?" "Sto bene." "E Carminuccio come sta?" "Alla grande. Non lo vedo mai. Perché sei qui?" Adele aveva un tono apatico è antipatico "Ezio si è svegliato, sta bene, però quello ti vuole scannare Dedè." "Tu no?" "Ascolta, tu devi fare una cosa per noi e se la farai ti perdoneremo, alla fine ti volevi solo difendere ed Ezio è vivo." "Che devo fare, mamma?" Wanda mise una mano sopra il tavolo, la portò un po' avanti e poi la sollevò leggermente lasciando intravedere una piccola lama alla figlia "Uccidi la figlia dei Ricci e noi ti perdoneremo." Adele ebbe un momento di esitazione, guardò Wanda negli occhi e pensò che era la sua occasione di essere accettata almeno da sua madre, di far capire agli altri che lei non era il fanalino di coda del mondo intero ma che era una persona da rispettare, pensò che fosse quello il suo destino nella vita. Mise la sua mano sopra quella della madre prendendo la lama "Va bene, mamma."
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Ddoje mane
FanfictionLa sorella minore di Carmine finisce in carcere a soli 14 anni a causa di un terribile incidente e finisce per imbattersi nei problemi causati dal fratello e dalla sua famiglia. È una storia ambientata nel carcere della serie mare fuori ma con alcun...
