Non si toglie più

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Adele stava appoggiata al petto di Filippo, lui le accarezzava i capelli e lei gli dava bacini sulla maglietta. Quando si erano baciati aveva visto qualcosa negli occhi di Filippo, quella luce che tanto cercava si era riaccesa, per un breve lasso di tempo aveva visto la scintilla che mancava nello sguardo di Filippo da quando Naditza era andata via. "Come devo fare adesso a tornare in cella? Vorrei starmene qui con te tutta la vita, Filì." "Dovrai pur dormire, no?" "E secondo te io riesco a dormire con Rosa là dentro?" "Già...Poi c'è anche Viola, da non dimenticare, mi dispiace per te." "Viola non è un problema, non mi farà del male. È mia amica, è stata la prima ad affezionarsi a me. Sarà cattiva con voi altri ma a quanto pare io le sto simpatica." "Cazzo, Dedè, no! Non è tua amica. Lo fa soltanto per manipolarti. Non lo hai ancora capito? Se oggi stavi per fare una cazzata è principalmente anche colpa sua." "Ma lei mi sta sempre vicina, mi dice che a me ci tiene." "Non devi fidarti di tutto quello che ti dicono, non devi legarti a chiunque ti faccia subito credere di tenere a te." "Quindi dovrei avere paura anche di te, Filì." "Non di me. Perché prima non mi stavi molto simpatica, sai? Quindi quello che provo per te adesso è reale e ora che qui con te ci sono io tu non devi più cercare Viola, sappi che le mie braccia saranno sempre aperte per te." Adele aveva la faccia ormai bollente, come se avesse la febbre e si sentiva in un sogno bellissimo da cui non avrebbe mai voluto svegliarsi "Hai dei capelli veramente liscissimi, sai? Sono praticamente spaghetti. Sono così belli da toccare. Quasi quasi inizio a piastrarli, sai? "Sei pazzo? Non farlo." "Perché?" "Perché io adoro i tuoi ricci." "Ah si?" "Adoro tutto di te." disse stringendolo ancora più forte "Allora ti piaccio davvero?" "Mi sembra evidente." In lontananza sentirono la voce di Gennaro che ordinava a tutti i ragazzi di rientrare nelle loro celle per la notte, Adele si alzò in piedi "Dai, adesso basta, ti ho già detto troppe cose Chiattì." Fece per andarsene ma lui, che era ancora seduto, le afferrò la mano "Tu...Tu stai sorridendo..." "Credo di sì." "Non ti avevo mai vista sorridere...Sei stupenda quando lo fai." "Dai adesso dobbiamo andare." Fece per andarsene "Aspetta!" Filippo si alzò velocemente in piedi, si avvicinò, si chinò e la baciò di nuovo, poi appoggiò la sua fronte a quella della ragazza "Ci vediamo domani." e lei lo salutò con un altro sorriso.

Filippo era stato investito da un treno di emozioni, era successo tutto veramente tanto in fretta, era passato dal terrore alla felicità in un attimo ma quando la vide allontanarsi fu pervaso da una certa ansia. A lui Adele piaceva davvero ma si sentiva un macigno sul cuore, aveva i sensi di colpa come se avesse tradito Nad. Era sicuro di provare qualcosa di davvero forte per Dedè ma il fatto che il fantasma di Naditza continuasse a perseguitarlo gli faceva credere che forse non era veramente innamorato di Adele, che in realtà lo fosse ancora della zingara. Probabilmente sentiva quelle cose perché  gli piaceva  il fatto che fosse tutta sua, che pendesse dalle sue labbra, sapeva che lei non provava niente di tutto questo per nessuno, che era la prima volta. Era attratto da lei perché nella vita aveva sempre avuto l'indole di aiutare gli altri ed era quello che voleva fare con lei, darle l'amore che le mancava, sistemare anche  la sua vita. Poi, ovviamente, pensava anche che fosse bellissima, apprezzava i piccoli particolari, quando arrossiva, quando tremava a ogni suo tocco, quando la vedeva talmente felice da non proferire alcuna parola e amava la sua capacità di dare il cuore e di farsi voler bene senza fare nulla di eclatante. Per un attimo gli balenò in mente di smettere di stare con lei, per concentrarsi sul dimenticare Nad, ma poi pensò che non c'era modo migliore di farlo se non attraverso Adele, l'unica che dopo la zingara era riuscita a farlo sentire nuovamente vivo. E poi la loro storia era appena iniziata, era tutto da scoprire e questo lo intrigava parecchio, pensava a tutte le cose che avrebbero fatto insieme da quel momento e non vedeva l'ora che fosse il giorno dopo per rivederla.

Adele tornò in cella e si sentiva come se fluttuasse per la contentezza, non pensava più a niente, aveva scacciato via tutti i brutti pensieri ma si ripresentarono immediatamente quando Rosa mise piede nella stanza "Ti ho vista. Ti ho vista insieme al Chiattillo. Mi spieghi che cazzo fai? Tu lo devi uccidere! Non lo devi baciare, lo devi scannare!" Stava per metterle nuovamente le mani addosso ma ad Adele venne un'idea "Fa parte del mio piano. Sto cercando di avvicinarlo a me il più possibile, voglio che si fidi di me. Tu lasciami fare, non ti deluderò." A Rosa il piano di Adele piacque, non era nel suo stile, ma sembrava sicuramente molto ingegnoso e si ricompose mentre Adele fece un sospiro di sollievo. Per il momento era riuscita a salvarsi, ma Rosa non aveva tempo da perdere, si chiedeva cos'altro avrebbe potuto inventarsi per temporeggiare ma non poteva farlo per sempre, Rosa voleva che lei uccidesse Filippo a tutti i costi. Stanca dell'adrenalina che aveva provato fino a quel momento crollò in un sonno profondo, forse era la prima notte in cui dormiva veramente da quando era entrata in carcere, forse perché, nonostante tutti i problemi, la grande pace che Filippo le aveva regalato con quel bacio era rimasta, sapeva di avere finalmente di avere qualcuno al suo fianco, una persona che reputava la più bella, la migliore.

Anche Filippo se ne stava sdraiato con lo sguardo sognante, aspettava che il suo migliore amico arrivasse in cella, gli piaceva fare le lunghe chiacchierate insieme a lui prima di addormentarsi ma sicuramente non gli avrebbe detto di lui e sua sorella, Carmine l'ultima volta non aveva mostrato molto entusiasmo per la cosa. Lo vide entrare come una furia "Che cazzo fai, Chiattì? Ti hanno visto tutti oggi con mia sorella! Ti avevo detto di lasciarla stare." "Posso spiegare." "Puoi spiegare che, Chiattì? Non negare l'evidenza." "Dovevo fermarla in qualche modo, no? Stava per uccidere Rosa." L'ira di Carmine si placò leggermente, poi rifletté un secondo e si infuriò di nuovo "Mi stai dicendo che hai fatto tutto quello a mia sorella solo per fermarla? Lo capisci che poi quella ci sta male, Chiattì? Tu l'hai baciata. Sei pazzo? È una creatura ancora, Chiattì." "Non l'ho fatto solo per fermarla. L'ho fatto perché lei mi piace e se pensi che io non possa toccarla perché la credi troppo piccola ti sbagli, non lo è." "Ma se fino a ieri mi parlavi ancora di Naditza, Chiattì." Filippo restò zitto, quella frase lo faceva riflettere ancora e ancora "Ormai il danno è fatto, non credi?" Disse "Se non ti volessi bene ti ucciderei, lo sai? Ormai il danno l'hai fatto, si. Te lo dico, Chiattì, se fate qualcosa che non sia baciarvi come avete fatto, se andate oltre quello io non so che faccio. Non la devi nemmeno toccare." "Carmine, ha quattordici anni! Non sei!" "Appunto che ha quattordici, Chiattì." Filippo decise di mettersi a dormire ignorando il suo amico che sbraitava, pensò che facesse così perché era geloso e perché da quando era nata Futura aveva questa indole da padre, in un certo senso la situazione lo divertiva anche.

Adele si svegliò, da quando era lì non aveva mai desiderato tanto di aprire gli occhi al mattino, non vedeva l'ora di vedere Filippo. Fece velocemente colazione e andò con le altre in sala ricreativa, al pianoforte non c'era ancora nessuno, i ragazzi non erano ancora arrivati. Si avvicinò allo strumento, pensando che ormai lo collegasse solo ed esclusivamente a lui, sfiorò i tasti immaginando lui che suonava e inebriandosi alla vista di quell'immagine, si mise a suonare qualche nota a caso, non aveva la più pallida idea di come potesse mettere insieme un'intera canzone, quella era una cosa da Filippo, trasformare dei semplici tasti in un capolavoro. Mentre strimpellava note stonate qualcuno le si avvicinò da dietro mettendole le mani sui fianchi senza che se lo aspettasse "Bu!" le disse avvicinandosi al suo orecchio, lei ebbe un sussulto ma si calmò immediatamente capendo che era il suo Chiattillo e si voltò "Mi hai fatto prendere un colpo, te lo giuro." "Non lo togli più quel sorriso dalla faccia, eh? Lo hai mai suonato il pianoforte?" "No." "Male! Dobbiamo rimediare subito." Si sedette sullo sgabello mentre Adele se ne stava lì a guardare "Che ci fai lì impalata? Siediti." "Ma non c'è spazio, Chiattì." Lui si diede due piccole botte sul ginocchio e lei non esitò un istante a sedersi in braccio a lui "Dai Filì, non so suonare." "Tu lascia fare a me, metti le mani sulla tastiera." Appoggiò le sue mani sopra quelle della ragazza e iniziò a guidare le sue dita "Visto? Stai suonando." "Sei tu che stai suonando, non io." "Quali dita stanno toccando i tasti? Le tue, quindi tu stai suonando." Mentre suonavano fuori dall'edificio si sentì un rumore molto forte, era un tuono "No! Cazzo così non possiamo uscire fuori." Non uscire in cortile voleva dire lasciarsi prima del previsto e il loro momento in sala ricreativa stava per finire "Sembra che il tempo lo faccia apposta. È un complotto." "Questo è Carmine, te lo dico io. È geloso pazzo e prega affinché piova." A interromperli fu Viola "Scusami, posso rubartela un secondino?" Disse rivolgendosi a Filippo che cambiò immediatamente espressione "Tu che faresti se ti dicessi di no?" "Beh, non decidi tu. Decide Adele." La ragazza fece una carezza al Chiattillo cercando di calmarlo un po' "Torno subito." Scese dalle sue ginocchia e andò a parlare con Viola "Quindi adesso tu e l'insetto state insieme?" "Non stiamo insieme...Ehm puoi non chiamarlo insetto per favore?" "Che ti avevo detto? Ti avevo detto di non fidarti di lui. Ti sta solo usando, per divertirsi un po'." Viola trasformò in una semplice frase ciò che Adele temeva di più "Io, invece, penso che sia sincero. E poi mi fa stare tanto bene. Mi vuole bene, proprio come te." Viola sembrava parecchio arrabbiata "Se lo dici tu. Ricorda, però, che per ogni sbaglio che fai ci sono delle conseguenze, amica mia." Andò via  con quella frase molto vaga, come sapeva fare solo lei, lasciandola turbata "Che ti ha detto la strega?" Chiede Filippo con uno sguardo pieno di odio "Niente, è la solita Viola gelosa, tutto qui." Filippo sembrava ancora molto nervoso "Ehi, non è successo niente, stai tranquillo." Filippo decise di cambiare discorso "Ma tu quando ce l'hai il permesso?" "Che permesso?" "Non hai chiesto il permesso al magistrato? Ti serve per farti due giorni fuori da qui." "Filì, io non ho dove andare fuori da qui. Non ho che farmene." "Ma come. Noi ci facciamo mettere il permesso tutti nello stesso giorno, i miei hanno preso la casa qui Napoli e mia sorella organizza una festa. Tu devi venire per forza." "Dici che dovrei venire da te?" "Ovvio, scusami. Me lo chiedi pure? Non puoi mancare. 25 ottobre, devi farti dare il permesso questo giorno." "Lo faccio subito." All'uscita dalla sala ricreativa Adele andò in direzione per chiedere quel permesso, entusiasta dell'idea di andare alla festa, senza sapere tutto quello che sarebbe successo.

Ddoje maneDove le storie prendono vita. Scoprilo ora