Il potere della musica

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Stanca dalla notte in bianco che aveva passato, Adele si recò in mensa a fare colazione con le altre, guardava il vassoio con la sua tazza di latte e le veniva  il voltastomaco, stava impalata a guardare la distesa di tavoli davanti a lei con tutte le ragazze che si sedevano insieme alle proprie compagne di cella e lei che non poteva farlo perché temeva che una delle due potesse metterle del veleno nel cibo o ucciderla in altri modi più atroci. Vide che in un tavolo c'era ancora un posto vuoto, c'erano tre ragazze molto belle, una aveva lunghe trecce sottili , le labbra carnose e la pelle scura, un'altra aveva i capelli neri morbidi e un po' mossi  e l'ultima aveva un liscio caschetto castano e il viso pallido. Pensò che quel tavolo fosse la sua ultima chance di sedersi e lo fece senza chiedere permesso a nessuno. Il suo gesto suscitò diverse reazioni da parte delle ragazze, la prima la guardava con aria arrabbiata e diffidente, la seconda aveva un grande sorriso stampato in volto e la terza era confusa, non sapeva se essere arrabbiata o sorridente. "Ciao! Io sono Silvia, lei è Kubra e lei è Gemma. Tu sei?" Adele rispose con voce timida e tremante "Sono Adele." Vide lo sguardo di Kubra ammorbidirsi  avendola vista spaesata e impaurita "Sei piccolina, tesoro." Disse Silvia "Come sei finita qui?" Adele aveva una paura tremenda di rispondere, fino a quel momento la sua presentazione le aveva portato solo guai ma doveva fidarsi di qualcuno, d'altronde quelle erano le ragazze che Carmine aveva reputato affidabili "Mi sono ribellata alla mia famiglia e per difendermi sono finita per pugnalare mio fratello." Dalle altre ricevette solo silenzio e sguardi dispiaciuti, la situazione si era anche fatta imbarazzante e in qualche modo Adele voleva rompere il ghiaccio "Carmine mi ha detto che posso fidarmi di voi." "Conosci già Carmine?" "È mio fratello." "Non sapevo che Carmine avesse una sorella più piccola." Disse Silvia. Era una cosa che avevano detto tutti scoprendo che lei e Carmine fossero fratelli ma per la prima volta c'era qualcuno che si mostrava felice della notizia "Aspetta...Ma tu sei in cella con quella spostata di Rosa Ricci? E se sei la sorella di Carmine di cognome fai Di Salvo..." Adele annuì mentre le tre si guardarono preoccupate "Devi trovare il modo di farti spostare da quella cella, Dedè." Dopo minuti di silenzio prese la parola Kubra "Secondo me, invece, dovresti affrontarla. Non dico che devi aggredirla o cose simili ma parlarle, spiegarle che per tutto quello che è successo tu non hai colpa." Per fare quello che aveva detto Kubra ci voleva un'enorme dose di coraggio ma sembrava la cosa più sensata da fare, sapeva che la direttrice non le avrebbe mai permesso di cambiarsi di cella e non sarebbe comunque cambiato molto. Dopo la colazione tutti i detenuti andarono nella sala comune, alcuni giocavano a calcio balilla, altri stavano seduti a parlare sui divanetti, altri ancora giocavano a carte. Nella sala si sentiva in sottofondo una melodia dolce e piacevole, il suono di un pianoforte. Girandosi, Adele vide Filippo seduto a suonare quello strumento producendo quella splendida musica, iniziò a camminare in direzione del pianoforte senza rendersene conto, le sue gambe si muovevano da sole attratte da quel suono soave e in men che non si dica si trovò con la testa fra le mani, appoggiata con i gomiti allo strumento. Guardava le dita del ragazzo muoversi velocemente sfiorando quei tasti, facevano movimenti morbidi e fluidi e tutto ciò era ipnotico, notò l'espressione assorta di lui intento a suonare che le infondeva un'enorme serenità, qualcosa che non aveva mai provato, aveva vissuto nell' apatia più totale, senza l'amore di una madre, in una famiglia che non era la sua a cui non importava nulla di lei. Quella melodia, il volto di Filippo, la sua passione, le facevano dimenticare tutto il male che stava vivendo e si sentiva in pace, per lei era qualcosa di veramente strano e pensò che il Chiattillo, che le stava tanto antipatico, forse non era così male e pensò anche che era un ragazzo esteticamente meraviglioso, specialmente mentre suonava. Mentre era immersa nei pensieri non si accorse che Filippo aveva smesso di suonare da un po' e lei lo stava fissando con uno sguardo sognante "Ehm...Si può sapere che vuoi?" Lei ritornò alla realtà e si allontanò a un passo dal pianoforte "Oh..ecco io ehm. Volevo chiederti scusa per come mi sono presentata ieri. Carmine mi ha spiegato che lo hai fatto per salvargli la vita. Mi dispiace tanto." Filippo accennò un sorriso ma si mantenne freddo "Scuse accettate." disse "Forse dovrei ricevere anche io delle scuse?" Anche lei era un po' offesa per ciò che Filippo le aveva detto "Mh non lo so. Forse no." La ragazza non si aspettava una risposta del genere e ci rimase male ma non voleva respingere il ragazzo un'altra volta così facilmente, non dopo ciò che aveva provato poco prima, annuì sommessamente "Capisco..." D'altro canto lei era una Di Salvo e a causa della sua famiglia meritava tutto quel disprezzo "Ma Carmine? Non lo vedo in giro." "È con Futura, dalla direttrice. Non lo vedrai molto spesso da queste parti. È dalla direttrice ogni momento libero per stare con la piccola." Carmine aveva detto ad Adele che nei momenti liberi ci sarebbe stato e invece adesso veniva a sapere che era sola anche lì "Sai se posso vedere mia nipote?" "Tua nipote? Carmine ha deciso che quella bambina non deve avere nulla a che fare con voi, se potesse le cambierebbe anche il cognome." Quelle parole le facevano davvero male perciò si allontanò senza dire nulla, alla ricerca della guardia Nunzia o di Gennaro o Beppe, qualcuno che la potesse portare dalla direttrice per vedere Futura. Dopo diversi tentativi riuscì nel suo intento, Carmine fu felice di vederla lì "Prendila." "No, ho paura di farle male." "È la stessa cosa che ho detto io la prima volta che l'ho vista. Prova." Era una piccola paffutella, le guance rosse, gli occhi celesti come quelli della madre e aveva un bel sorriso sdentato, Carmine aveva ragione quando diceva che metteva speranza "Avevi detto che nei momenti che abbiamo in comune saresti stato con me, Carminù. Il Chiattillo ha detto che devi stare con Futura...Io ho paura, sto morendo di paura. Sono in cella con la figlia piccola dei Ricci, Carminù. Sono sola." "Ti direi di venire qui ogni volta ma non puoi, tecnicamente non potrei nemmeno io...Stai tranquilla, però. Anche se non sono lì con te ci sono i miei amici, c'è il Chiattillo, c'è Pino." "Quello stronzo dell'amico tuo Chiattillo mi odia!" "Non ti odia, è solo un brutto momento. Fidati, è una persona fantastica. Gli dirò di tenerti d'occhio." "Ma-." "È l'unica alternativa, Dedè. Ora è meglio se torni insieme agli altri." Rassegnata ridiede la piccola al padre e tornò nell'ala delle ragazze, era giunto il momento di affrontare Rosa prima che potesse farle del male. "Io e te dobbiamo parlare. Adesso." Disse entrando in cella, moriva dal terrore ma doveva farsi coraggio e doveva farsi valere. Rosa non le rispose "Volevo dirti che mi dispiace per quello che è successo a tuo fratello, cose del genere non se le merita nessuno. Voglio solo che tu sappia che io non c'entro assolutamente niente con questa storia." "Che c'è tieni paura? È per questo che fai questo discorso?" Disse la ragazza spingendo Adele verso il muro "Tu non sapevi della mia esistenza, come praticamente tutti qui a Napoli. Questo perché io non sono cresciuta qui con i Di Salvo. Loro mi hanno mandata a Palermo quando ero piccola quindi a me non frega proprio nulla dei loro affari, non me ne frega niente dei Ricci, dei Valletta." "Tu ti chiami Di Salvo. Il tuo sangue è sangue dei Di Salvo e per quanto potrai impegnarti sarai sempre una di loro, sarai sempre come loro e per questo devi morire. Tu non sai il dolore che tuo fratello mi ha dato ammazzando Ciro e adesso io devo fargli onore, mi devo vendicare." "Capisco come ti senti. Se fosse successo questo a Carmine non so come avrei fatto." "Tutto questo doveva succedere a Carmine! Non a Ciro." "Almeno tu con Ciro avevi un rapporto, hai tanti ricordi insieme a lui, insieme a Pietro. Io sono cresciuta in una famiglia che non era la mia, con persone che non mi volevano bene, potevo morire e a loro non fregava nulla. Carmine è l'unico che mi vuole bene come dovrebbe, ma abbiamo vissuto lontani, non ho molti ricordi." "Stai dicendo che è meglio che è morto Ciro e non Carmine?" "Sto dicendo che questa cosa non doveva capitare a nessuno dei due! Ti sto dicendo che non c'entro nulla e che mi dispiace! Noi due non siamo poi tanto diverse, Rosa. Avrai un anno in più di me, entrambe siamo qui condizionate dalla nostra famiglia, senza una scelta. Potremmo essere alleate." "Io alleata di una Di Salvo? Te lo scordi." "Come faccio a dimostrarti che mi dispiace? Farò quello che vuoi per dimostrartelo." "Forse se fai tutto quello che ti dico ti posso risparmiare...o magari non ti ammazzo per prima come avevo programmato, ti posso lasciare altro tempo." "Tutto quello che vuoi." "Allora ammazza il Chiattillo. Non ti chiederò di uccidere tuo fratello, quella è roba mia e so che non lo faresti. Scanna il Chiattillo se non vuoi che io ammazzi te per prima. Procurati una lama e fallo, non perdere troppo tempo o potrei perdere la pazienza." Ovviamente Adele non aveva intenzione di uccidere Filippo, quanto meno era riuscita a prendere altro tempo per mettersi in salvo da lei anche se la situazione rimaneva sempre complicata.

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