Uscii da casa sua aprendo gli occhi e pensando come i raggi solari piano piano stavano iniziando a dissolversi, e notai che con essi anche il calore diurno venne sostituito dal venticello fresco serale.
Da quando la conosco ho iniziato a vedere il mondo con occhi diversi. Insomma,è stato difficile realizzare quanto sia stata superficiale la mia vita fino a quel momento e cambiare di netto la prospettiva di una esistenza intera,però ho fatto molti progressi da allora.
Camminai per non so quanto tempo,forse pure più del dovuto, e iniziarono a bruciarmi le gambe per lo sforzo.
Mi guardai intorno cercando un possibile posto per rilassare i muscoli,ma non vidi nulla.
Mi odiai in quel preciso istante. Avrei potuto evitare di camminare così tanto e trovarmi ancora più di un chilometro di strada da compiere.
Imprecai sotto voce e mi sedetti a terra,proprio come uno scappato di casa.
Aspettai che il dolore passasse,ma è da increduli sperare che passi in meno di dieci minuti se si sa che quando succede dura per circa mezz'ora.
<<Sono proprio un ipocrita. Uno stupido ed inutile ipocrita.>>
Mormorai con rabbia.
<<A quanto pare non sono l'unico a perdere il pullman.>>
Mi girai di scatto e vidi un ragazzo che camminava blando blando verso di me.
<<Ciao,oh->> pronunciai quel saluto con una voce stridula ,quasi soffocata da una risata << in realtà no,non stavo aspettando il pullman,ma grazie lo stesso.>>
Sorrisi e lo guardai finalmente negli occhi.
Il ragazzo mi fece l'occhiolino e si stiracchiò la schiena facendomi cenno di non ringraziarlo,per poi porgermi lo stesso il biglietto.
Feci per dire qualcosa ma mi cadde il quaderno di Nemesi dalla borsa.
Dannazione. Devo evitare di rovinarlo.
Mi chinai per raccoglierlo e quando alzai lo sguardo quel ragazzo non era più vicino a me.
Sospirai ridendo tra me e me.
Ma che sta succedendo oggi?
<<Nemesi mi dona qualcosa di suo,uno sconosciuto mi cede un biglietto per un pullman e sparisce improvvisamente...non lo so,vogliamo anche i tre re magi a farmi compagnia?>>
Iniziai a ridere pacatamente della mia fortunata giornata ancora in corso e guardai il cielo scuro.
Chissà quante persone ora,nel mondo, si trovano nella mia stessa identica situazione; sedute su un marciapiede,guardando il cielo e l'orizzonte; chissà quante anime esistono simili alla mia e io non le conoscerò mai.
Abbassai lentamente lo sguardo e notai come fosse bello il Colosseo di sera.
Lo cominciai a leggere ,e cercai di ricordare quante milioni di persone passano di fianco a questa opera architettonica così bella e non ci fanno nemmeno più caso.
Chissà come sarebbe bello tornare indietro nel tempo e vedere come tutto ciò nacque. Chissà quante persone dedicarono la loro stessa vita per contribuire alla realizzazione di questo elemento emblematico del mio Paese. Chissà...
<<HEY,O TI TOGLI O SALI,QUI C'È DELLA GENTE CHE DESIDERA TORNARE A CASA!>>
Sentii delle urla dietro di me,e con uno scatto repentino ,che mi portò a vedere tutto bianco e nero, notai l'ombra di un uomo con una divisa che mi stava invitando a muovermi.
Con velocità salii sul cotral e gli mostrai il biglietto.
Il signore mi fece cenno di entrare e vidi un ragazzo con le braccia alzate e guardandomi ridendo a crepapelle.
<<Ce l'hai fatta lumacone,siediti qui.>> disse indicandomi il posto accanto a lui.
Sentii sghignazzare a destra e a sinistra, e moltissime persone iniziarono a giudicare e a parlottare fra loro.
Che odio.
Mi sedetti a testa bassa e gli intimai di starsene zitto,visto che tutti ci stavano fissando giudicanti. Lui rise ancora più forte e iniziò a cantare in una lingua che nemmeno conoscevo.
<<Oh,dai cazzo abbassa la voce,statti zitto. Mo' ci fanno pure i video e ci pubblicano se continui a fare l'idiota.>>
Sussurrai sottovoce in modo tale che mi sentisse solo lui.
<<Ma guarda tu, sei romano? Si sente proprio.>> urlò sghignazzando.
<<Mi chiamo Phil, ti piace il mio nome?>>
Lo guardai di sottecchi, e lui rise ancora più forte.
Ma ha qualche problema? Perché ride ad ogni singola cosa?
<<Bel nome. Io mi chiamo Alessandro,però ora statti zitto.>>
<<A L E S S A N D R O?? Che cos'è? Uno scioglilingua? Tua madre per chiamarti quanto tempo ci mette? HAHAHAHAHAHA. Ragazzo mio ,sei proprio..proprio. HAHAHAHA.>>
Proprio cosa? Che cosa sta dicendo?
Smisi di guardarlo e notai come tutte le persone stavano ridendo di noi e ci stavano riprendendo.
Chiusi le mie mani a mo' di pugno e premetti poi con forza il pulsante per scendere dal pullman:non importava quanto fosse vicino a casa mia,ma non potevo permettere di fare queste figure.
<<Hey,cosa fai? Perché vai via? Già siamo arrivati a casa?>>
Arrivati? IO sono arrivato a casa.
Scesi immediatamente chiudendo la porta.
Cominciai a camminare velocemente,ma dopo nemmeno due minuti il dolore alle gambe tornò e urlai sottovoce.
<<Non ti libererai di me,o almeno,finché non voglio io.>>
Sentii una presa salda attorno al mio busto che mi rimise diritto,e poi una fredda mano mi avvolse il braccio.
Girai lo sguardo e vidi la faccia magra di Philip che mi sorrideva dolcemente.
Notai quanto i suoi occhi erano scuri,e di come erano particolari i suoi tratti somatici.
<<Dimmi,dove dobbiamo andare?>>
Disse a bassa voce.
Io incredulo mi staccai da lui e gli puntai il dito contro.
<<Cioè,tu per tutta la durata in cui sono salito su quel maledetto pullman hai urlato e fatto lo scemo senza ritegno ed ora sussurri? Ma stai bene? Era un metodo per farmi scendere e per seguirmi fino a casa?>>
Sbraitai senza nemmeno pensarci.
Ogni volta che non capisco cosa mi succede rispondo con la rabbia. Non so se è sempre stato un atteggiamento che usavo fin dalla tenera età,però fin che ho memoria mi ci sono trovato bene. Ho sempre avuto l'effetto che volevo sulle persone.
Phil mi sorrise raggiante e vidi qualche lacrima cadergli sulla maglia bianca.
Wow,non pensavo di essere stato così brutale.
La sua bocca si piegò all'ingiù e sentii dei singhiozzi.
Stavolta,non sapendo minimamente il perché,avvertii i sensi di colpa nel mio stomaco.
Mi avvicinai lentamente e improvvisamente lui rise a crepapelle mentre piangeva.
I singhiozzi si tramutarono in sghignazzi e i suoi occhi erano talmente tanto spenti che nemmeno lo strabordare delle lacrime li rendeva teneri e indifesi.
È pazzo? Si,decisamente.
Ero talmente indeciso se allontanarmi o se rimanere con lui.
Avevo una assurda frenesia di leggere il quaderno di Nemesi,ma non potevo lasciare questo sconosciuto qui in mezzo alla strada.
<<Vattene.>>
Phil pronunciò quella parola con non so quanta rabbia all'interno.
Mi ricredetti, e sentii necessariamente il bisogno di leggerlo. Forse aveva bisogno di una mano.
Feci un passo avanti ma il suo sguardo mi penetró l'anima.
<<Vattene.>>
Ripetè ridendo,sorridendomi.
Non stavo capendo nulla. Perché mi trovo in questa situazione? Perché gli ho rivolto la parola?
<<Senti,scusami se ho alz->>
Avvertii un fruscio dietro le mie spalle,e non mi piacque per nulla. Mi girai piano e non vidi nulla e poi di scatto ritornai a guardare verso dove stava Phil ma..non c'era più.
È scomparso di nuovo.
Aspettai cinque,dieci,quindici e perfino trenta minuti: ma Phil non tornò.
Chissà perché piangeva,perché rideva,perché..perché è così..così?
I pensieri mi stavano distruggendo la mente,e il mio troppo sforzo fisico mi urlavano di voler salire sopra casa,perciò decisi di aprire il cancello,camminare verso la porta ed entrare,lasciando ai miei pensieri di dominarmi la serata,come sempre.
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Solo Me
Romance> Sussurrò quella ragazzina che oggi mi sta letteralmente mandando in bestia. > Sbottai senza nemmeno pensare a ciò che ho detto. Tirai un sasso verso di lei e le colpí il piede. Un urlo acuto mi invase le orecchie e volevo sparire dal mondo. > Escl...