I Cammelli dal becco di airone

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I Cammelli dal becco di airone sono una specie di rettili bipedi simili ai dinosauri appartenenti al gruppo degli ornitischi, uno dei grandi ordini di dinosauri che comprende esclusivamente gli erbivori. Sono creature bizzarre, avvolte da un rado manto di piume simili a pelo che si fa più folto attorno alla zona delle orecchie e delle piccole zampe anteriori per proteggersi dalla sabbia, e dotate di lunghissime ciglia e narici richiudibili per lo stesso scopo. Le zampe posteriori hanno uno strato protettivo situato sotto le piante dei piedi, in modo da consentire all'animale di camminare senza scottarsi. Le due sacche sono poste sul torace e funzionano come delle riserve di acqua e grasso, nel caso i Cammelli dovessero affrontare dei lunghi viaggi.
Si nutrono principalmente di lucertole, insetti, scorpioni e occasionalmente dei pesci presenti nelle rare oasi. A caccia si appostano su un punto favorevole e, al momento giusto, attaccano la sfortunata preda con un rapido colpo del loro becco a punta. Sono animali protettivi nei confronti della prole e non esiteranno ad tempestare la minaccia con calci e colpi di becco finché questa non lasci perdere o muoia a causa delle fratture. Sono stati molti i casi di umani, soprattutto giovani, che hanno perso una parte della loro faccia per essersi avvicinati troppo alle nidiate. Essendo degli animali resistenti e in grado di portare certe quantità di peso, vengono addomesticati e impiegati sia come cavalcature che come animali da soma finendo spesso per morire per il troppo sforzo. O peggio: come animali da circo.
A causa di ciò, gli esemplari in libertà si stanno dirigendo verso Deserto Funesto per sfuggire agli umani, dato che il Deserto Minore e il Deserto Maggiore sono sorvegliati sia dai Goblin che dagli umani.
...
L'anziana signora se ne stava tranquillamente seduta su una roccia, avvolta in una vecchia coperta di pelle. Al suo fianco vi era un imponente orchessa apparentemente addormentata, con braccia e gambe incrociate. Uno struzzo se ne stava accucciato poco lontano, intento ad osservare il vasto cielo stellato. Le tre lune, prigioni dell'anima divisa dell'Eterno, davano alle dune diverse sfumature di blu e nero. Uno spettacolo mozzafiato, rovinato dall'olezzo di olio bruciato e dalla spazzatura che occasionalmente faceva capolino dalle dune. In lontananza si poteva intravedere la luce intensa di un falò, alimentato a rami secchi e benzina. Anche da quella distanza si riusciva a sentire il latrare dei cani, le risate degli uomini e il pianto degli animali catturati. Vi erano anche degli orchi.
Liz, l'orchessa, fece una smorfia di disgusto mentre udiva quei traditori sghignazzare e bere in compagnia dei parassiti.
"Cani da fiuto!" sputò.
Non appena Liz aveva sentito l'odore dei membri della sua specie in mezzo agli umani il giorno prima, per poco non aveva rischiato di fare saltare l'incantesimo di occultamento per la furia. Se non fosse stato per Marge, l'orchessa si sarebbe fiondata a tutta velocità verso i bracconieri, rischiando di rimanere uccisa. Il suo sguardo si posò sull'anziana completamente immobile, non osando disturbarla.
I suoi occhi socchiusi erano illuminati di una soffusa luce azzurra e simboli magici avevano cominciato ad apparire attorno all'area dove si erano accampate. Lo struzzo non batté ciglio in tutto ciò. A Liz quell'animale metteva inquietudine: pareva un tacchino troppo cresciuto ma i suoi occhi erano fin troppo svegli per essere quelli di un comune uccello. Finito di rinforzare l' incantesimo di occultamento Marge si riprese dal suo stato di trance e sorrise.
"È ora: i Figli della Madre dei Deserti stanno arrivando!" si limitò a dire, tutta contenta.
Liz abbozzò un sorriso. Il fatto che Sahra'Qasia avesse accettato in parte la loro offerta  era una magra consolazione.
Le due donne e lo struzzo si misero comode per assistere al massacro, invisibili agli occhi di tutti.
Gli uomini balzarono dai loro posti non appena quei mostri orrendi appervero dal nulla. Alti due metri e mezzo dalla testa di formica, il busto umanoide, le zampe di cavalletta e la coda di uno scorpione. Ognuna delle otto mani impugnava un tipo di arma diverso, dalle sciabole ai pugnali.  Non fu una battaglia, ma un esecuzione. I pochi mostri che cadevano a terra, colpiti dai proiettili e dalle asce degli orchi, venivano sostituiti da altri più numerosi e feroci. Gli ultimi a morire furono il prete portato dai bracconieri per benedirli, che morì tenendosi stretta la sua croce ingioiellata, e un ragazzo di sedici anni che invece di fuggire si era fiondato verso gli sportelloni del furgone e aveva tentato di aprirli per far fuggire gli animali catturati, soccombendo ai colpi dei mostri.
Marge si alzò, si pulì il vestito dalla sabbia residua e rimise a posto le coperte. Poi prese il bastone e salì in groppa allo struzzo, seguita a ruota da Liz, verso l'accampamento mentre gli orrendi figli di Sahra'Qasia si trascinavano dietro i rottami e i cadaveri delle loro vittime.

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