[17] nessuno ha chiesto il tuo parere.

688 59 1
                                        


"Sceriffo, abbiamo un problema

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.



"Sceriffo, abbiamo un problema. Mi ha chiamato la madre di Eugene Ottinger. Sta succedendo qualcosa alla Nevermore" disse l'agente di polizia a telefono. Era parecchio nervosa.

"Ecco il punto: non riesco a mandare un paio di pattuglie. Ci hanno squarciato le gomme delle auto. Di tutte" continuai ad ascoltare la donna che osservava le ruote dei veicoli.

"Come sai che non è qui?" sussurrai a Mano. Sosteneva dicendo che Xavier fosse con lo sceriffo e non alla centrale di polizia
"D'accordo. Si starà dirigendo alla Nevermore, sicuramente" ci allontanammo dal muretto dietro la quale eravamo nascosti e cominciammo a camminare per dirigersi verso la scuola.

Mai come in quel momento desiderai un qualsiasi mezzo di trasporto: una bicicletta, uno triciclo, persino quella ridicola sottospecie di coso a macchie su ruote rubato da Zio Fester qualche settimana prima. Mi andava bene tutto.

Quando il pensiero di fare una pausa mi sfiorò l'anticamera del cervello, in lontananza vidi delle luci blu e rosse.

"Bingo" sorrisi. Racimolai la poca forza che avevo e cominciai a correre.

Nelle vicinanze della scuola, accostata trovammo l'auto dello sceriffo.
Apparentemente vuota: al lato guidatore non vi era nessuno, ma osservando meglio, seduto ed incatenato nei sedili posteriori vi era il ragazzo dai capelli lunghi.

"Non ci posso credere" disse con un sorriso da ebete stampato in faccia, quando Mano riuscì ad entrare nella macchina grazie ad uno spiraglio di finestrino aperto.

"Per la prima volta dopo tanto sembri veramente emozionato di vedermi" entrai quando Mano aprì la portiera e mi sedetti accanto al prigioniero.

"Ti stai sbagliando" cercò di non sorridere. Gli diedi un colpetto sulla spalla.

"Ma piantala, bamboccio!" canzonai cercando un modo per rompere le catene.

"Genio, le chiavi sono lì" con il capo indicò il cruscotto. Lanciai un'occhiata a Mano, quest'ultimo capí e andò a prenderle.

"Sai dove era diretto il sindaco?" presi al volo la chiave che precedentemente il mio complice mi aveva lanciato e liberai Xavier.

"So solo che mi ha lasciato qui" scrollò le spalle osservandomi mentre delicatamente gli rimuovevo il collare.

Una volta finito scendemmo dal veicolo ed io cercai di capire cosa fare sotto lo sguardo curioso del ragazzo.

"Hai sempre questa mania di camminare avanti e indietro, sei snervante" commentò incrociando le braccia al petto e scrocchiando il collo.

"Nessuno ha chiesto il tuo parere" osservai guardandolo male. Lui rise e si avvicinò. Sospirai.

"Che fai?" mi allarmai quando si fece fin troppo vicino.

"Dovresti calmarti" sussurrò portandomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio.

"Difficile quando non sai come salvare tua sorella da un mare di guai" chiusi gli occhi in due fessure. Fece per dire qualcosa ma lo bloccai.

"Hai sentito?" mi girai verso il rumore.

"Uno sparo" continuò lui.

"Dev'essere lo sceriffo" feci per andare nel bosco ma Mano mi saltò in spalla e mi fermò.

"Cosa sta dicendo?" il ragazzo si grattò la nuca.

"Mano andrà nel bosco e noi andremo alla Nevermore" annuii.

"Mi auguro che tu sappia guidare" mi voltai verso Xavier.

"Certo che so farlo, per chi mi hai preso?" lasciò cadere le braccia lungo i fianchi facendo una smorfia.

"Per un-"

"Basta! Non voglio saperlo" mi ammutolì.

♟️felice sabato sera <333siamo arrivati quasi alla fine di questa storia! piangiamo insieme grazie :,(

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

♟️
felice sabato sera <333
siamo arrivati quasi alla fine di questa storia! piangiamo insieme grazie :,(

𝐁𝐥𝐚𝐜𝐤 𝐝𝐚𝐡𝐥𝐢𝐚┊𝙓𝙖𝙫𝙞𝙚𝙧 𝙏𝙝𝙤𝙧𝙥𝙝𝙚La tua prossima ossessione. Scoprilo ora